Qualche settimana fa vi avevo raccontato la storia dello sfratto al circolo Combattenti e Reduci: un posto dove mangiare tranquilli in pieno centro spendendo dieci euro, il tutto a due passi dal parco Sempione e a uno dall’Arco della Pace. Si sperava all’epoca che allo sfratto si potesse trovare una soluzione, invece niente. Addio al ristorantino traboccante milanesità dentro al casello daziario all’Arco della Pace.
Nel ristorante a gestione familiare lavorava la famiglia Borgato. Padre, madre, e le due figlie, Eleonora e Cristina. E da qualche tempo in giro si vedevano anche le nipotine: mica a servire ai tavoli, sono ancora parecchio piccine. Il 29 aprile scorso su Facebook l’addio, tristissimo
ciao a tutti il Consiglio di stato ha dato ragione al Demanio, quindi non potremmo mai più tornare a lavorare nella mitica trattoria, dove i nostri figli sono cresciuti dove la nostra clientela li ha visti crescere, dove i nostri sogni sono iniziati e lì finiti . . . abbiamo combattuto con tutte le nostre forze, ma le forze non bastano perché non siamo abbastanza potenti intendo di soldi da poter fare una controproposta con le palle . . . pensavo bastasse il buon senso e una mano sulla coscienza ma si vede che non ne hanno basti guardare che fine ha fatto l’altro dazio. . . non torneremo più a fare le nostre mitiche cotolette con patate saltate, i nostri tiramisù, le torte, insomma la genuinità non è gradita nella Milano per bene li vince il fighettismo e la monotonia . . . Vi scrivo e piango 20 anni di lavoro che ci hanno permesso di conoscere gente sincera che ci è stata vicino . . . . GRAZIE
Sottolineo amaramente quel “la genuinità non è gradita nella Milano per bene li vince il fighettismo e la monotonia” valido anche in altri luoghi della metropoli. Prima ho sentito Eleonora: non c’è ancora una nuova sede, ma la si sta cercando “Niente da fare, il casello non ce lo ridanno neanche se paghiamo oro. Stiamo cercando di trovare un altro posto”. Ma non è semplice: vedremo nei prossimi mesi dove riapparirà il Combattenti e Reduci.
Chi è stato a mangiare, pranzo o cena, al circolo Combattenti e Reduci nel casello daziario a fianco dell’Arco della Pace avrà apprezzato l’anima intatta di un luogo che rappresenta una Milano sempre più complicata da scovare. Lo metterei a fianco dell’Arci Bellezza e della Bocciofila Caccialanza, per darvi un’idea. Un posto da preservare quindi? Certo che sì: un posto autentico, semplice, ruspante.
Problema: domani il circolo potrebbe non esserci più. Ha temporaneamente chiuso i battenti il 10 aprile scorso, sfratto. Il demanio vuole riprendersi in gestione il casello: secondo Armando Stella in quelle sale - dove vieni catapultato in un altrove piacevolmente umano rispetto al resto del corso - potrebbero finirci o la Fondazione Mike Bongiorno o qualcosa di collegato all’Hangar Bicocca.
Qualcuno dirà: ma in quei posti non è che ci siano poi molti reduci di guerre mondiali. Sarà anche vero: c’è anche un pezzo di Repubblica Milano sul sito del circolo a riguardo. Ma per certe questioni di cuore, perché quella del circolo Combattenti e Reduci è una questione di cuore, mi piace più leggere - e sottoscrivo ogni sillaba - quanto scritto da Gianni Barbacetto qualche tempo fa, nell’ottobre scorso:
A Milano, uno dei piccoli luoghi che andrebbero preservati (ce ne sono tanti, come sanno soltanto i pochi che vogliono davvero bene a questa strana città) è il circolo “Combattenti e reduci” ospitato nel casello del dazio al lato sinistro dell’Arco della pace. L’associazione nazionale Combattenti e reduci (Ancr) è stata fondata con regio decreto nel 1923 (…) Il circolo dell’Arco della Pace (curioso questo cortocircuito tra guerra e pace) è un luogo dove i pensionati vanno a giocare a carte, il pomeriggio; ma è anche una trattoria, cucina davvero casalinga e prezzi davvero modici, nel centro di Milano. È un assoluto anacronismo estetico e commerciale, a un passo dai nuovi locali fighetti di corso Sempione
La famiglia che gestisce il circolo ha presentato ricorso al Consiglio di Stato: la sentenza era prevista per il 24 aprile, dovrebbe arrivare a giorni. Per sapere gli sviluppi tenete d’occhio la pagina Facebook e il sito del Circolo, appena si saprà qualcosa faremo un update al post.
Update - Purtroppo non ci sono buone notizie. Scrive il Circolo su Facebook:
ciao a tutti il Consiglio di stato ha dato ragione al Demanio, quindi non potremmo mai più tornare a lavorare nella mitica trattoria, dove i nostri figli sono cresciuti dove la nostra clientela li ha visti crescere, dove i nostri sogni sono iniziati e li finiti . . . abbiamo combattuto con tutte le nostre forze, ma le forze non bastano perchè non siamo abbastanza potenti intendo di sodi da poter fare una controproposta con le palle . . . pensavo bastasse il buon senso e una mano sulla coscienza ma si vede che non ne hanno basti guardare che fine ha fatto l’altro Dazio. . . non torneremo più a fare le nostre mitiche cotolette con patate saltate, i nostri tiramisù, le torte, insomma la genuinità non è gradita nella Milano per bene li vince il fighettismo e la monotonia . . . Vi scrivo e piango 20 di lavoro che ci hanno permesso di conoscere gente sincera che ci è stata vicino . . . . GRAZIE a nome della Famiglia Pignataro
Milano ha la fama di essere una città che genera fretta in chi la vive, sarà per questo che sono in tanti i milanesi che ama correre, per passione o per sport. Così in attesa della Stramilano e della Milano City Marathon spuntano nuove e curiose occasioni per dare sfogo alla propria voglia di attività fisica. Perché no, anche di notte!
Scatterà alla mezzanotte tra il 16 e il 17 marzo, la prima edizione della MidNight Run, una corsa non agonistica su due tracciati (di 3,5 e 7 chilometri) che si snoderò intorno al perimetro di Parco Sempione. Un evento sportivo ma con lo scopo di sensibilizzare la cura del benessere psico-fisico-relazionale della persona.
L’idea è curiosa, viene da chiedersi però quale sia il motivo (sadico) per cui l’organizzazione, in partnership col Comune di Milano, abbia pensato un evento in notturna che punti alla promozione della salute e alla cultura della prevenzione a fine marzo, quando le temperature possono essere ancora molto rigide e le influenze dietro l’angolo. Corri e vivi positivo è lo slogan di questa corda, ma speriamo che non sia seguita da raffreddori e nasi che colano. Il ritrovo è fissato sotto l’Arco della Pace alle ore 23:00. L’iscrizione deve essere fatta attraverso il sito Corrichetipassa.com. Per chi preferisce correre al sole, per prepararsi alle manifestazioni più impegnative, vi ricordo i Camp di Training dell’Adidas Running Tour al Parco delle Cave, ogni sabato e domenica fino alla Stramilano!

L’impalcatura si sta lentamente abbassando e l’arco si sta lentamente scoprendo in tutta la sua maestosità. Sul blog Parco senz’arco la sequenza di immagini, scattate recentemente (l’ultima scattata ieri), ha dell’impressionante: un piano al giorno. Che la vicenda dei cinesi accampati sulle impalcature abbia accelerato il processo di rimozione delle impalcature è assodato. Auspichiamo che qualche cinese inizi ad accamparsi anche alla Darsena o in qualche altro cantiere milanese. Chissà mai che…

Attico con vista Parco Sempione. Il sogno di una vita che 18 cinesi avevano coronato. La loro dimora era l’Arco della Pace. Sospesi a 8 metri da terra sui ponteggi, era stato allestito un dormitorio attrezzato con tende, sacchi a pelo e corrente elettrica.
Con un foro nella lamiera che circondava i lavori entravano, sfruttando le passerelle dell’impalcatura e attaccandosi alla corrente elettrica del cantiere, avevano ricavato veri e propri vani per sistemare tende, sacchi a pelo ed effetti personali. Si erano posizionati a partire dal secondo ponteggio, perché dall’esterno l’unico visibile è il primo.
Pensavo: quanto tempo è che c’è il ponteggio per il restauro? Un’eternità. A tal proposito la Polizia Locale provvederà a contattare la società appaltatrice dei lavori del monumento, che è di proprietà della Sovrintendenza ai Beni Architettonici, per capire come mai fosse inoperoso.
Continua a leggere: L'arco della Pace trasformato in un dormitorio: bliz dei vigili stamattina

Finalmente una buona notizia che riguarda i trasporti milanesi. L’assessore alla alla Mobilità, Trasporti, Ambiente, Edoardo Croci ha infatti annunciato la nascita di un’iniziativa a cui starebbe lavorando con Atm già da tempo per la trasformazione di alcune linee di trasporto pubblico in servizi 24 ore su 24 in modo da garantire la possibilità muoversi senza auto anche la notte. Croci ha sottolineato che le linee che farebbero parte di questo progetto sono quelle che lambiscono le zone della “movida notturna“, dei quartieri che ospitano luoghi di aggregazione e di diovertimento. Scopo, non dichiarato, dell’iniziativa sarà anche quello di alleggerire il parcheggio selvaggio che in alcune zone si verifica in concomitanza con l’apertura serale e notturna dei locali, con notevoli disagi dei residenti.
Le zone in questione potrebbero essere Garibaldi, corso Como, Arco della Pace, viale Montenero, Navigli (in pratica tutte le zone soggette a recenti polemiche proprio riguardo alla movida). Come prenderanno la notizia i comitati di zona? Ai posteri l’ardua sentenza.
Rimangono sempre due ulteriori problemi a cui pare impossibile trovare una risposta adeguata. Perchè il bike sharing chiude alle 23? Perchè per andare alla Stazione Centrale o a Linate prima delle 6 di mattina sono costretto a prendere un taxi? Croci, se ci sei batti un colpo!
Ci risiamo. Dopo le polemiche sui concerti allo stadio di San Siro, dopo quelle sulle serate mondane sui Navigli, dopo quelle sulla Ztl di Via Paolo Sarpi, ora tocca alla Pro Arco Sempione alzare la voce contro l’operato del Comune di Milano e lamentare promesse non mantenute.
Si parla di rumore proveniente da dehors dei locali, di isola pedonale non attivata, di telecamere anti traffico, ma soprattutto di una class-action affidata a un noto studio di avvocati milanese. Sono in molti, ora, che parlano di “dittatura dei comitati”, quando bastano poche firme per mettere in piedi una bagarre pubblica su problemi di quartiere. Se il progetto è quello di trasformare Milano nella città del silenzio allora ben venga la politica della chiusura dei locali alle 23 (dopotutto lo fanno anche in Inghilerra) magari trasferendoli in un luogo in periferia posto sotto una campana di vetro (coi grossisti cinesi ci stanno provando). Però non prendiamoci in giro se una Paris Hilton di turno ci dice che Milano è morta di notte, dovremmo esserne felici al posto di rispondere di promettere provvedimenti come ha fatto l’assessore Terzi
L’obiettivo - ha detto Terzi a Quotidianonet - è creare, in accordo con gli esercenti e con tutte le parti coinvolte, una vita notturna regolata capace di soddisfare le esigenze di chi la notte lavorerà e di chi vorrà divertire. Mi chiedo dove?
Foto | Lyonora

Qualcuno li chiama clochard per sentirli e vi sentirete più in pace con la vostra, perchè chi non conosce la realtà delle periferie francesi ha un’immagine bohemienne di quel mondo. Barbone ormai è un termine da scartare perchè di quelli politicamente scorretti. Senzatetto potrebbe essere il più distaccato. Qualunque termine scegliete la realtà è che in città sono moltissime le persone in seria difficoltà, quelle che non trovano nulla di meglio rispetto ad una scatola di cartone per dormire sotto i portici davanti alle vetrine dei negozi dei saldi.
Il freddo è uno dei nemici peggiori per queste persone, tanto che si era parlato di un progetto di assistenza contro il freddo, ma la notizia della sesta vittima dall’inizio dell’anno fa pensare che il progetto sia tragicamente fallito. Anche Polisblog aveva denunciatà la poca dignità che la politica ha dimostrato nei confronti di questo problema.
Questa volta il Comune corre ai ripari e in collaborazione con la Croce Rossa mette a disposizione delle tende da campo riscaldate per offrire almeno una notte di tranquillità a chi vive per strada. Con ogni probabilità i tendoni saranno montati alle spalle del Duomo e presso l’Arco della Pace.
Foto | Indicius
Francesco Rolleri @Milano from www.trialmap.it on Vimeo.
Non capita tutti i giorni di trovare in giro un biker che capace di fare questo genere di cose, fidatevi di uno che ne ne ha visti parecchi di urban free style.
Se poi questo capita in pieno centro a Milano, allora c’è da stappare una bottiglia di quello buono! Il biker milanese è Francesco Rolleri e teatro delle sue imprese sono Corso Como, Parco Sempione, Arco della Pace, Porta Garibaldi e i giardinetti di Via Canonica.

E’ la statua equestre più grande del mondo, progettata da Leonardo da Vinci e realizzata solo secoli dopo grazie alla testardaggine di un miliardario americano, che la dona a Milano nel 1999. La giunta Albertini non trova di meglio che collocarla all’Ippodromo dove giace da allora, sconosciuta alla maggior parte dei milanesi e visitata solo da qualche turista disposto a farsi la scarpinata da P.le Lotto.
Nel corso degli anni sono state proposte innumerevoli nuove collocazioni per l’opera: San Vittore, Cadorna, la Stazione Centrale, perfino Malpensa. L’ultima proposta, ormai più di un anno fa, prevedeva di mettere il mastodontico cavallo poco fuori dal Castello Sforzesco, nel Parco Sempione.
Ora la giunta cambia di nuovo idea e annuncia che il Cavallo verrà spostato in via Melzi D’Eril, a pochi metri dall’Arco della Pace: l’operazione fa parte del progetto di riqualificazione di Corso Sempione dell’architetto portoghese Alvaro Siza, tra le opere previste per l’Expo 2015. Nelle intenzioni il viale dovrebbe essere trasformato in un equivalente delle Ramblas o degli Champs- Elysées. Che dite, per il Cavallo di Leonardo sarà la volta buona?
Foto: oibaf_oi, Flickr