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Tutti gli articoli con tag Bros

Graffiti - I lavori di Bros sono arte o vandalismo?

pubblicato da carloprevosti

Bros

Nuova stoccata per il mondo dei graffiti metropolitani, secondo quanto stabilito da un giudice del Tribunale di Milano anche i lavori artistici di uno delle firme più note del mondo dei writers milanesi, ovvero quello di Bros, al secolo Daniele Nicolosi, sono state equiparate a comunissimi atti di vandalismo. Eppure solo pochi giorni fa era caduta una querela sempre nei confronti

Bros è stato citato in causa per aver imbrattato un muro del carcere di San Vittore, una pensilina della Metropolitana e la facciata di uno stabile. Motivo? Modificare la fisionomia estetica di un edificio o di un oggetto dell’arredamento urbano si può configurare come reato di imbrattamento. Indipendentemente dal valore estetico dello stesso. Non si tratta quindi di una questione legata al valore artistico di chi opera l’intervento di Street Art, ma proprio dell’intervento stesso! Insomma, una brutta gatta da pelare per tutti gli appassionati di questa forma d’arte, un punto a favore invece per chi vorrebbe bandire completamente le bombolette di vernice spray.

All’estero ovviamente non funziona così, come dimostra la pagina del NY Times provocatoriamente linkata alla home page del sito Brosart. E voi che ne pensate? Scrivetecelo nei commenti!

Foto | Urban Trash

Bros assolto, cadute le querele

pubblicato da cesare

Se i graffiti siano arte o vandalismo non lo sapremo mai. O, quantomeno, la sentenza di ieri del giudice Guido Piffer non lo chiarisce. Quello che è certo è che il loro autore, Bros (vero nome: Daniele Nicolosi), non è perseguibile penalmente in quanto per i tre casi presi in esame dal giudice non sussistevano gli estremi per una condanna. Si trattava di tre “opere” di Bros: una sul muro di San Vittore, una su una pensilina di un parcheggio delle biciclette di Piazzale Lodi, l’ultima su uno stabile privato in De Angeli.

Per tutti questi tre casi, secondo Piffer, non ci sono le condizioni per procedere in senso penale. Nel caso della pensilina, l’ATM non ha sporto denuncia, e il giudice non ha ritenuto ci fossero gli estremi a procedere d’ufficio con l’aggravante del deturpamento di un muro del centro storico. La proprietaria della palazzina di De Angeli, 4 invece avrebbe ritirato la querela ai danni del writer mentre l’episodio di San Vittore risalirebbe a 4 anni fa e quindi è ormai caduto in prescrizione.

Se la cava così Bros, ma non è del tutto soddisfatto dalla sentenza che, a suo dire: “non risolve l’enigma se i graffiti siano arte o vandalismo”. Che i suoi graffiti fossero arte e quindi come tali non perseguibili, era anche la linea dei suoi difensori. A Bros resta la soddisfazione di non dover scontare pene pecuniarie (in caso per lui sarebbe scattata una maximulta di 18mila euro) e di poter rilanciare: “continuerò a portare la mia arte in strada”.

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Telecamere contro i writer, e un parroco chiama Bros per affrescare la chiesa

pubblicato da Silvio Gulizia

bros processo
Nel prossimo futuro il Comune utilizzerà le telecamere intelligenti per inchiodare i writer. Lo ha annunciato oggi il vicesindaco De Corato in una nota con cui se la prende con il pm che accusa il noto writer Bros di imbrattamenti. Il primo posto dove saranno sperimentate è alle Colonne di San Lorenzo.

De Coratto attacca il pm per aver contestato a Bros solo 2 dei 17 graffiti per cui è stato denunciato: “Diciassette imbrattamenti costati al Comune 65 mila euro per farli ripulire”. Bros è, insieme a Pao che abbiamo recentemente intervistato, uno dei principali esponenti della street art milanese.

Intanto oggi si è svolta una nuova udienza del processo a Bros. Il writer, che a luglio esporrà alla Biennale degli artisti di Mosca, ha raccontato che è stato contattato da un parroco toscano che gli ha chiesto la disponibilità a dipingere sui muri interni ed esterni di una chiesa.

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Graffiti, la street art a giudizio: alla sbarra c'è Bros

pubblicato da Silvio Gulizia

bros processoSarà un giudice del tribunale di Milano a decidere il destino della street art milanese. O dei pastrocchi sui muri, a seconda del vostro punto di vista. Oggi in tribunale è stato chiamato a difendersi dagli “imbrattamenti che degradano” la città Bros, alias Daniele Nicolosi, 28enne definito dall’ex assessore alla Cultura Sgarbi il Giotto moderno (Brosart è il suo sito).

“Il paradosso è che potrebbe essere un giudice, se fossi assolto, a riconoscere la nostra arte, malgrado l’accanimento del Comune contro di noi” ha detto Bros, i cui lavori sono stati ospitati in passato da Pac e Palazzo Reale. Il Comune lo accusa di 17 imbrattamenti, che i vigili hanno puntualmente denunciato, e si è costituito parte civile, avendoci rimesso 65 mila euro per la pulizia dei muri taggati Bros.

“In altre città, come Amsterdam la street art viene valorizzata e si danno spazi agli artisti per lavorare” ha detto Bros che ieri si è dovuto difendere, in realtà, da solo due accuse di imbrattamento, quella della tettoia del metrò di piazzale Lodi e i disegni sulle mura di San Vittore, opere realizzate nel 2007.

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Bros in tribunale per i graffiti, basta agli imbrattamenti dice De Corato

pubblicato da Luca Albani

Bros Picture

Daniele Nicolosi aka Bros lo conosciamo tutti. O per meglio dire sappiamo distinguere le sue creazioni tra i tanti murales anonimi che campeggiano in giro per la città; su Flickr c’è un gruppo a lui dedicato – Brosart – se volete rinfrescarvi la memoria circa i soggetti preferiti del nostro writer 29enne. Artista di strada e non solo, possiamo dire: le sue opere hanno trovato spazio anche nelle sedi istituzionali di Milano dedicate all’arte “tradizionale” come il PAC e Palazzo Reale, benedette tra l’altro dall’ex assessore alla cultura Vittorio Sgarbi.

Negli ultimi tempi Bros non ha però certo disdegnato i muri di Milano e ha anzi continuato imperterrito a colorare e dipingere anche il muro di San Vittore, ricordate? Ad ogni modo data la notorietà acquisita o la sfortuna – due anni fa si è fatto beccare in flagrante come vi raccontammo – è stato infine citato dall’amministrazione comunale per essere infine multato o per vedere il muro di San Vittore da un’altra prospettiva… quella interna. Corriere e Repubblica scrivono che Bros sarà chiamato in udienza ad aprile per rispondere delle sue “arlecchinate” (De Corato dixit).

Foto | Flickr

Graffiti e anti-graffiti. La lotta si sposta sui muri

pubblicato da Chikatetsu


L’altro giorno stavo camminando in Via Pasubio, davanti al Vivaio Ingegnoli che probabilmente molti conoscono anche per il bel graffito di Bros visibile sulle sue pareti perimetrali.

La mia attenzione è stata attirata non tanto dai colori di Bros, quanto da una scritta, brutta, che qualcuno ha sovrapposto al graffito. E sulla scritta, squillino le trombe, un’imprecazione contro i graffitari. Ora non so se è una metagraffito sarcastico o se ciò che esprime è il reale pensiero di chi ha vergato tale frase. In ogni caso mi sembrava degno di nota.

Bros: L’intervista al writer con una marcia in più

pubblicato da Trab



Di lui mi ricordo una bella serata quando lo seguii per un reportage in una scorribanda notturna con l’amico Ivan, il poeta di strada, per un assalto artistico. I ragazzacci apponevano cartelli mobili (niente graffiti, ne tag) sui muri di corso di Porta Ticinese. In quel frangente ho apprezzato la bontà del personaggio Bros, Daniele per mamma e amici. Così se un vero artista è colui che ha una visione anticipatoria sul futuro, Bros lo è a pieno titolo.

Parliamo di Mi Art: so che con numerosi artisti di strada state organizzando qualcosa di grosso, un contro-manifestazione. Ce ne parli?

Non più. Abbiamo deciso con gli altri artisti di non mostrarci durante il Mi Art per cercare di preparare un appuntamento qualitativamente interessante per il panorama dell’arte contemporanea. Inizialmente abbiamo cercato un paragone con un evento importante della città, ma abbiamo abbandonato questa data dato che il tempo è poco e in realtà non ci interessa paragonarci al Mi Art, non stiamo cercando di agire contro una manifestazione fieristica, ma stiamo cercando di organizzare un appuntamento fisso cosi da dare una valida alternativa a tutto il mondo dell’arte contemporanea, fatto di artisti che lavorano in diversi ambienti sotto il concetto di autoproduzione.

Tu credi che a Milano sia davvero possibile fare avanguardia artistica?

Non è importante il luogo, dato che un avanguardia nasce prima nella testa degli artisti e poi si sviluppa concretamente. Milano in questi decenni non ha dimostrato di essere all’altezza delle altre capitali dell’arte europee, ma se si lavora bene, grazie anche all’Expo 2015 ( il quale dovrebbe concentrarsi non soltanto con l’ architettura ma anche con le varie espressioni artistiche-culturali). Volere potere!

Il resto dell’intervista dopo il salto

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Collezione Pubblica di Bros, omaggio a Piero Manzoni

pubblicato da Gianluca Longhi

collezione pubblica di brosÈ un dato di fatto che l’arte aspiri intrinsecamente al museo, nella sua accezione più ampia, stessa cosa che l’artista diventa tale quando - qualunque cosa produce - ha un’eco ridondante ed un nutrito seguito di estimatori entusiasti.

Ieri sera, strapubblicizzato dai quotidiani, in quel che fu il quartiere degli artisti (Brera), si svolgeva uno pseudo evento, molto milanese, il cui scopo era rendere omaggio all’indimenticato Piero Manzoni, ma soprattutto ad uno dei più giovani e acclamati artisti milanesi: Bros, autore della performance “Collezione Pubblica” in cui venivano sparsi per la città zerbini con dipinta la scritta “Welcome to Museum” e, passo successivo, apposte targhe celebrative ad ordinari elementi dell’arredo urbano (cartelli stradali, tubi, muri, aiuole)

Elementi tridimensionali applicati all’asfalto in un’insolita locazione

annunciano le efficaci parole della tascabile guida donata ieri alla cricca di presenzialisti, che addirittura facevano la coda per poter accedere al cortile di via Fiori Chiari 16, teatro dell’estemporaneo evento, e chiacchierare in un contesto dotato di un’aura particolare.

Dentro praticamente niente: Bros fotografato e autografante, un minuscolo portatile trasmetteva in loop il video dell’istallazione nella sua totalità e, nell’ex stanzetta ove operava Manzoni, debitamente incorniciate, le mascherine tramite le quali la realizzazione dell’opera pubblica è stata possibile. Si approfittava dell’occasione per incontrarsi, parlare e bere qualche bicchiere di vino offerto dalla casa. Nessuno pareva insoddisfatto.

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Bros, Anais, e Zybe: street art sul Cavalcavia Bussa

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Street Art sul cavalcavia Bussa

Non ho idea da quanto tempo siano finiti sul cavalcavia Bussa questi pannelli di alcuni dei migliori graffitari - vogliamo usare la parola artisti? Usiamola - di Milano. So che ci sono passato, mi sono bloccato e ho scattato qualche foto: degli artisti che “espongono” in questa galleria all’aperto conosco solo Bros, Anais e poco altro: entrambi avevano esposto anche alla ormai storica mostra del PAC - di cui su questo link trovate una gallery su flickr. Una bella idea per un posto che finora era celebre solo per una pista ciclabile che finisce nel nulla degna de “Il seme della follia” di Carpenter.

Street Art sul cavalcavia Bussa
Street Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia BussaStreet Art sul cavalcavia Bussa

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Il Comune querela due writer minorenni

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Anni fa si era parlato anche della taglia sui graffitari, che stava per innescare ributtanti meccanismi delatori. Oggi il Comune decide di passare alle vie legali; per Slash e Virus, due graffitari minorenni rei di avere imbrattato un cestino e una fermata dell’autobus in zona Città Studi, è arrivata la querela del Comune: denunciati per deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

E non solo: ora si indaga sulle tag sparse in giro dai due. Il Comune deve proseguire sulla strada della tolleranza zero, come dimostrato quando fu “pizzicato” Bros?