
Lo sviluppo urbano di Milano non occupa una superficie sterminata, anzi i luoghi di maggiore interesse per un turista che visita la città permette di visitarla in modo soddisfacente anche in una sola giornata. Saranno ventiquattro ore intense però, quelle della seconda puntata della nostra nuova rubrica. Come fare a godere il meglio di Milano in un solo giorno? Cosa fare? Dove andare? Dove fermarci a dormire? Ecco il nostro, sempre opinabile e commentabile, vademecum per non perderci nella ragnatela milanese.
Si tratta della scelta è ovviamente soggettiva, contestabile, ma schietta e sincera. Vogliamo darvi dei suggerimenti. Una specie di agenda delle cose da vedere (e da evitare): una lista dei posti imperdibili. Cosa fare a Roma in quattro, otto, ventiquattro ore. O in un week-end.
Stavolta vi proponiamo dei consigli per un intera giornata: ventiquattro ore. Prendete nota: pronti? Via.
Continua a leggere: Metropoli Espresso. Cosa fare a Milano in 24 ore.

Cenacolo, tutto esaurito durante i fine settimana natalizi, consigli per visitarlo e su come prenotare. Il Cenacolo vinciano presso Santa Maria delle Grazie è un’attrazione indiscutibile della nostra città. Richiama talmente tante persone da essere quasi impossibile da visitare (la prenotazione è obbligatoria come potete leggere in questo post di Giulio che propone anche un’alternativa al Cenacolo ufficiale). I fine settimana di dicembre sono già al completo e rimangono una decina di giorni infrasettimanali per questo mese. Riportiamo però un’utile segnalazione di un nostro utente:
“[…] Capita spesso che qualcuno che aveva prenotato non si presenti, quindi se avete pazienza di aspettare un po’ (nel mio caso due turni, una mezz’ora) prima o poi ce la farete senza dover aspettare [mesi]”.
Ringraziamo Mario per la sua dritta e speriamo che abbiate anche voi abbastanza perseveranza e fortuna per poter vedere il “L’Ultima cena” di Leonardo durante queste feste natalizie. Il sito dove acquistare i biglietti lo raggiungete a questo indirizzo: www.vivaticket.it.
Foto | Davide Oliva by Flickr
Visitare il cenacolo vinciano nel Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie è un’impresa che richiede di muoversi con un certo anticipo. Se si va ad esempio oggi sul sito ufficiale del famoso affresco, la prima data disponibile è quella del 3 novembre.
Se non siete abituati a programmare la vostra vita con un tale anticipo, o se siete turisti di passaggio in città per pochi giorni, potreste dover rinunciare a vedere la leggendaria Ultima Cena (secondo Vittorio Sgarbi, peraltro, “dipinta male“). In questo caso, si può sempre rimediare visitando la poco nota copia presente all’interno della Basilica di San Lorenzo.
Si tratta di una delle “101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” elencate da Micol Beltramini nel suo omonimo libro. La visita è assolutamente gratuita e non c’è coda: le foto sono in gallery, il resto dopo il salto.

La gita fuori porta nei dintorni di Milano di questo weekend di porta a scoprire delle vere opere d’arte naturalistiche e ingegneristiche risalenti al sedicesimo secolo. Risaliamo il corso del fiume Adda per scoprire le opere realizzate da quel genio che portava il nome di Leonardo Da Vinci.
Mentre i turisti giapponesi e quelli americani (che lo hanno scoperto sopratutto dopo il fenomeno Dan Brown) fanno la coda per entrare a visitare il Cenacolo Vinciano, esistono numerose testimonianze del lavoro di Leonardo, sconosciute ai più, che meritano di essere scoperte.
Stiamo parlando dell’Ecomuseo dell’Adda di Leonardo, un vero e proprio museo a cielo aperto percorribile a piedi o in bicicletta che inizia alla “porta” nord, ovvero dal traghetto che collega Imbersago a Villa d’Adda attraversando il fiume Adda (leggete qui per capire meglio cosa è un Ecomuseo).
Il percorso permette di scoprire i navigli extra cittadini, le chiuse, i canali che hanno per secoli collegato e irrigato le campagne a nord di Milano, ma anche angoli di natura dalla bellezza sorprendente, luoghi curiosi dove capire cosa è l’architettura industriale (di grande interesse le centrali idroelettriche) e luoghi di fede come abbazie e Santuari (potete trovare qui l’itinerario completo e una piantina del percorso)
Continua a leggere: Weekend fuori porta - Alla scoperta dell'Adda di Leonardo con l'Ecomuseo
Dannunziano come se fosse in volo su Fiume, Vittorio Sgarbi ieri si è dimesso dalla carica di Assessore: ed oggi aggiunge carne al fuoco, vero ben di Dio in una stagione povera di notizie come quella estiva:
La Moratti non è stata neanche capace di amministrare il mio licenziamento, figuriamoci come potrà amministrare l’Expo 2015
Il nostro è così, non ci si può fare niente: cosa aspettarsi d’altronde dall’uomo che definì il Cenacolo una cagata di affresco, e Leonardo, uno che in fondo avrebbe anche potuto fare altro nella vita, piuttosto che fornire tragiche ispirazioni a Dan Brown a secoli di distanza? Infine, abbiamo poco da stare tranquilli, visto che prevede di tornare, tra l’altro già l’anno prossimo, magari con una poltrona in Provincia. Ecco come chiosa con la consueta umiltà:
E io torno, al minimo come Assessore alla Cultura, oppure come Presidente di Palazzo Isimbardi
Foto | Nerovivo’s, Flickr
Una prece. Da oggi sono onestamente in lutto. E tutto per la faccenda della delibera taroccata dell’altro giorno di cui vi avevamo parlato qui; Letizia Moratti avrebbe “licenziato” Vittorio Sgarbi a causa della mancanza di rispetto mostrata nei confronti della giunta. Mah. Io avrei licenziato la giunta. Ma sono punti di vista.
In realtà, a ripercorrere i rapporti tra i due non si compone proprio un idillio, se non forse all’inizio. Il nostro - e grazie al buon Bareddu che ci ripropone questo pezzo fantastico uscito su Rolling Stone:“Sport estremi:una giornata con Vittorio Sgarbi” - ha sempre avuto qualche divergenza di vedute con il conformismo un pò bigotto della Sindachessa.
Gli esempi li ricorderete di certo anche voi. Dalla mostra “Vade Retro”, alle polemiche a non finire su Witkin e Saudek, passando per i graffiti del Leoncavallo, la mostra sulla street art, il Cenacolo, chi più ne ha più ne metta. Ma in fondo basta poco ad irritare Letizia Moratti. Al di là di questo c’è chi dice che dietro al licenziamento dell’assessore ci siano anche le escandescenze di Anno Zero - che potete rivedervi qui su polisblog - voi che dite? Possibile? Mi mancherà.
Foto: elena torre, Flickr
Quella cagata di affresco non lo si può danneggiare più di così, è già un fantasma, grazie a Vittorio Sgarbi non c’è mai tempo di annoiarsi, gli dovremmo essere grati. Oppure durante la puntata di Report intitolata “Cara Madunina”:Ci sono alcune persone, compresa la Moratti, che hanno una percezione spirituale del problema, poi entrano in conflitto con i poteri più forti per cui non vogliono dire….
Ora il nostro, dopo le, uhm, diciamo, incomprensioni riguardanti “Vade Retro: arte e omosessualità”, ha deciso che nel 2008 Milano sarà la capitale della fotografia, trovate tutti i dettagli qui. Niente male soprattutto la mostra dedicata ad Usher Fellig, alias Weegee, fotografo di nera americano degli anni trenta: uno che teneva la radio sintonizzata sulle frequenze della polizia, arrivava prima di loro sul luogo del delitto, scattava le foto, le sviluppava nel baule della macchina, batteva il pezzo ( sempre nel bagaliaio ) e consegnava il tutto subito dopo al giornale. Che si chiamava magari Herald Tribune. Semplicemente un mito: trovate qualche suo scatto e la sua storia qui.