
Qui non c’è ricorso che tenga, non ci sono diffusori sui quali sollevare polemiche, ne pit-stop programmati. La gara si fa tutta in un fiato, ci si ferma solo se cadono le scatole per rimetterle sul carrellino. Il Gran Premio di Chinatown, il Carrellino d’Oro, si è svolto ieri, per le vie della zona Sarpi.
Una quarantina di concorrenti, metà italiani e metà asiatici, tutti insieme per giocare e fare un po’ di ironia sulla questione ‘carrellini’ che tanto ha infiammato gli animi di chi governa Milano, forse in modo anche un po’ strumentale.
La gara si è svolta nonostante il tempo non fosse splendido e, ovviamente, ha vinto chi col carrellino ci lavora tutti i giorni. Il campione si chiama Yunta, lavora in Sarpi e ha una trentina d’anni. Ha alzato al cielo il trofeo e attende nuovi sfidanti per la prossima edizione del Carrellino d’oro.

Trentasei ore, tanto è durata la fuga di Zhang Yong, il responsabile dell’omicidio passionale avvenuto venerdì sui marciapiedi di Via Paolo Sarpi, nel cuore della Chinatown milanese. Un gesto di violenza improvvisa, dovuto a motivi di gelosia nei confronti di una ex che non lo voleva più vedere, così ha cercato di giustificarsi l’uomo.
Un gesto che rischia di gettare ulteriori problemi sul quartiere milanese al centro di forti polemiche tra chi vuole i commerci cinesi lontano dal centro cittadino, chi sogna l’isola pedonale e chi invece vorrebbe cambiare tutto nuovamente.
La comunità cinese, questa è una notizia che significa molto, ha collaborato attivamente nella ricerca dell’omicida. Yong era già arrivato in un paese della provincia di Teramo da cui aveva in programma di partire per l’estero e far perdere definitivamente le sue tracce, invece è stato bloccato con ancora in tasca una fotografia della ragazza che ha motivato il suo gesto.
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Sarà una giornata di fuoco e fiamme domani a Lacchiarella, quando si inaugurerà in forma ufficiale la sezione cinese del centro commerciale Il Girasole. Saranno circa sessanta i grossisti cinesi che hanno deciso di traslocare negli oltre 16 mila metri quadri del centro.
Le polemiche dei residenti della cittandina nell’immediata periferia sud di Milano provocheranno sicuramente nuove tensioni, c’è già qualcuno che sta preparando gli striscioni per manifestare contro questa scelta (rimandata già mille volte). Camminando però per Paolo Sarpi e vie limitrofe non c’è aria di trasloco, i negozi sono ancora come prima e le attività sono quelle di sempre, Ztl permettendo. Il trasloco infatti non ha ancora comportato la chiusura dei negozi cinesi nella Chinatown, creando una situazione di stasi in cui coesistono le due realtà (contribuendo ad aumentare la quantità dei malcontenti da entrambe le parti). Avevamo parlato di telenovela Paolo Sarpi, questa non è che la puntata dove si genera lo spin off.

Cosa succede nella Chinatown milanese? Mistero. Prima fioccano le multe, poi nasce una zona traffico limitato stabilita in fretta e furia. Ma cosa è cambiato? Un giorno leggi sui giornali che i negozianti cinesi hanno capito che l’ingrosso non è più conveniente nelle strette strade del triangolo Via Bramante - Via Canonica - Via Paolo Sarpi e quindi spuntano negozi vuoti e da affittare. Poi il bilancio cambia e risulta che siano oltre una decina le nuove attività gestite da cinesi costituite in zona negli ultimi mesi.
Ora che la Ztl è attiva da un paio di mesi, già si parla di fase 2, ovvero il progetto è quello di trasformare l’intera area in isola pedonale, escludendo del tutto il traffico a motore, situazione che non è sicuramente possibili fintanto che esiste la realtà del commercio all’ingrosso. I punti di riferimento cittadini sono Via Dante e Corso di Porta Ticinese, due fra le vie più passeggiate di Milano. In testa a chi vorrebbe l’area pedonale c’è il comitato ViviSarpi che lotta da tempo per la riqualificazione del quartiere.
Era diventato l’ufficio postale più famoso d’Italia nel giugno 2006, quando per ottenere uno dei 170 mila permessi di regolarizzazione (ne furono distributiti oltre 2 milioni di moduli), ci fu una coda che durò giorni, documentata dalle telecamere di tutte le televisioni nazionali. L’ufficio postale in questione è quello di Via Bertini, che serve il quartiere meglio noto come la Chinatown milanese, ultimamente al centro di mille polemiche.
Con mesi di ritardo rispetto alle previsioni, l’inaugurazione della nuova veste era prevista per la fine di settembre, oggi finalmente anche il quartiere di Via Paolo Sarpi riottiene uno dei servizi fondamentali, soprattutto quando la popolazione residente in zona è composta da stranieri e da molti anziani che, una volta al mese, regolarmente sono in coda per ritirare la pensione. Finalmente una buona notizia per gli abitanti di uno dei quartieri più maltrattati del centro cittadino.
Vàgolo per il quartiere cinese cercando di mantenere attiva l’immaginazione sociologica, sbircio nei negozi, mi insinuo in vie secondarie e cortili, osservo i citofoni.
Provo a cogliere i segnali del mutamento: cosa è cambiato a Chinatown con la ZTL? Cosa succede in questo quartiere così unico a Milano eppure fotocopia degli altri quartieri cinesi del resto d’Italia e d’Europa?
Si realizzerà la prevedibile conversione dei negozi dall’ingrosso al dettaglio o in servizi d’altro tipo come parrucchieri, centri massaggi, phone center, internet point che non richiedono un oneroso trasporto di merci? Per ora cinesi si arrabattano: biciclette, passeggini, enormi sacchi vengono adoperati con ingegno.
insegne cinesi di paolo sarpi, via bramante e dintorni
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La discussa Zona a Traffico Limitato della Chinatown milanese è ormai imminente: il via è previsto per il prossimo lunedì 17. Noi di 02blog ci siamo recati sul posto per documentare, armati di macchina fotografica, in quali soluzioni di arredo urbano si sia concretizzata la tanto decantata (dal Comune) Ztl.
Le impressioni? Deludenti. La principale innovazione introdotta sulla Via Paolo Sarpi vera e propria, al di là delle telecamere, consiste nel fatto che in corrispondenza di quasi ogni incrocio il marciapiede è stato allargato e, in parte, raddoppiato in altezza. Uno stratagemma in grado di impedire anche al SUV più grande di parcheggiare abusivamente, ma che risulta esteticamente deprimente e impedisce praticamente qualsiasi altro uso della parte di marciapiede guadagnata (anche camminarci sopra!).
Ztl Paolo Sarpi: tutte le foto
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Via Paolo Sarpi si candida a diventare la strada con la viabilità più videosorvegliata dell’intera città di Milano. Quasi tutto è pronto per trasformare la via centrale di Chinatown in una zona traffico limitato. Dopo aver installato telecamere ad ogni punto di accesso della via, dopo aver costruito in fretta e furia dei (bruttissimi) dissuasori di parcheggio di cemento e dopo aver cancellato le striscie gialle e blu diparcheggio, sono recentemente apparsi i cartelli che decretano le restrizioni all’accesso della via.
A quanto pare l’accesso sarà consentito a residenti e autorizzati, al carico e scarico ma solo in alcune fasce orarie e a pedoni e biciclette. Escluse quindi motociclette e scooter. Accesso libero invece per le vie che tagliano perpendicolarmente la zona cinese (Via Lomazzo, Via Niccolini, Via Rosmini, Via Aleardi, in parte Via Bramante e altre minori) che con ogni probabilità vedranno aumentare il volume del traffico. Da residente in zona mi auguro che la situazione sia stata presa in considerazione da chi di dovere e che non diventi “notizia” solo a ztl attivata e a problemi manifestati!
Foto | Nuke
Fantastico come la cronaca si seppelisca con sè stessa: vi ricordate dei disordini a Chinatown, in Paolo Sarpi e paraggi, di qualche tempo fa? Sembra sia passato un secolo, non vi pare? Di tutte le polemiche, delle idee come quella di spostare qualche migliaio di persone e qualche decina di esercizi commerciali regolarmente autorizzati dal Comune negli anni precedenti, non rimane nulla, o molto poco e fatto molto lentamente.
Si parlava di rendere il quartiere zona a traffico limitato, di pedonalizzare via Sarpi - con conseguenti lamentazioni dei commercianti a base di “Sono rovinato” - ed ora sembra che finalmente si stia muovendo qualcosa: che i lavori, insomma, siano in dirittura d’arrivo. Con la consueta calma: per la zona traffico limitato si parla di fine ottobre. I residenti - che invito a intervenire - dicono di non essere stati informati di nulla. Edoardo Croci conferma tutto
“Verranno avvertiti: abbiamo già fatto tutto a tempo di record”
Qui sopra un video degli scontri.

Leggo dall’Ansa che è stato individuato e denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato un cinese, titolare di un bar a Chinatown, che vendeva gratta e vinci tarocchi. Durante un normale controllo in un bar di zona Paolo Sarpi, la polizia ha individuato e sequestrato 800 gratta e vinci sprovvisti del logo del monopolio e del codice a barre che i normali biglietti delle lotterie istantanee dovrebbero avere.
I biglietti promettevano vincite enormi, ma in realtà il più fortunato tra i giocatori poteva aggiudicarsi il premio di soli 75 euro. Ogni 400 biglietti venduti l’esercente guadagnava 340 euro.
Foto | Flickr