
E’ successo nella zona di Corso Como la notte scorsa, una ragazza stava passeggiando con un amico dopo essere uscita da uno dei locali della zona, i due sono stati affiancati da uno scooter con su due persone, questi l’hanno scippata.
A quanto riporta l’Ansa, a quel punto l’amico italiano della donna è fuggito e uno dei due malviventi è sceso dallo scooter e ha provato ad abusare della ragazza. In quel momento è giunta una volante che ha arrestato lo scippatore/violentatore di origini marocchine.
Foto|Flickr, Fabbio
Sponsorizzati da il più grande marchio di alcolici: la Pernoud Ricard. I famosi steward di Corso Como, inizialmente ingaggiati dagli esercenti, continueranno a vigilare sulla corretta condotta della nightlife ma questa volta brandizzati da marchi di superalcolici. Il paradosso è che gli stessi distribuiranno materiale informativo sul bere “in maniera responsabile”. L’idea è venuta al vulcanico Assessore Terzi che ha patrocinato l’iniziativa. Li chiameranno “Assistenti Antisballo”.
Intanto continua ad opera del gruppo Ala la campagna “Guidatore designato”. Fuori da 10 locali notturni volontari dell’Associazione faranno il test alcolemico e distribuiranno materiale informativo. Hanno aderito Sottomarino Giallo (domani), Old Fashion (l’11), il Bitte (il 12), Alctraz e Pulp (il 19). Chi risulterà sotto il limite di 0,5 mg/l la vota dopo entrerà gratis in discoteca.
Dopo l’Hollywood tocca al Tocqueville chiudere forzatamente, e per la seconda volta. Lo ha reso noto ieri mattina la polizia, che il 14 marzo aveva già provveduto a notificare al locale un provvedimento di sospensione della licenza per problemi legati all’ordine pubblico.
Il locale aveva fatto subito ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) della Lombardia, ed era rimasto chiuso solo un giorno, in attesa della deliberazione. Mercoledì la terza sezione del Tar ha dato ragione alle contestazioni della polizia amministrativa, ed ha respinto quindi il ricorso, costringendo i così titolari e i gestori del ristorante-discoteca a chiudere la sera stessa. Il Tocquevile non potrà aprire fino al 30 marzo compreso: in tutto sconterà cinque giorni di sospensione.
Che qualcuno che intravede in questi gesti una crociata nei confronti delle discoteche di Corso Como è risaputo. Più che atti dovuti si tratta di gesti che mirano a colpire una categoria, rea di creare troppa confusione in zona, e di creare problemi di ordine pubblico. Non si spiega altrimenti perchè questi “problemi di sicurezza” non siano stati individuati prima in discoteche che sono li da anni.
Una nuova bizzarra proposta nell’universo degli happy hour meneghini. A partire dal 20 febbraio scorso, ogni mercoledì, al Mismas di Viale Pasubio, 3 (Zona Corso Como) si tiene la serata chiamata “Business to Business”, un happy hour che si rivolge alla business class: uomini e donne d’affari interessati ad ingrassare l’agenda con nuovi numeri di telefono e nuove opportunità. Lo scambio dei propri biglietti da visita è incentivato e consigliato.
L’organizzazione intende diventare il punto di riferimento per i colletti bianchi della zona che usciti dall’ufficio vogliono dedicare tempo a nuove conoscenze lavorative. A Londra e New York le suddette serate sono consolidate da tempo e molte persone vi ricorrono per trovare nuovi lavori. Milano fa da apripista in Italia con un modo informale per entrare “nel giro”.

L’uomo al centro di questa foto è un genio; e nessuno faccia battute dicendo che sono tutti e tre uomini. Si, perché da giorni e giorni è riuscito ad essere in home page su corriere.it e su vivimilano, grazie ad una torsione mentale che sbaraglia in un sol colpo l’invenzione dell’aereo, la teoria della relatività e il trapianto di cuore.
Cosa ha fatto di tanto incredibile il Barone Ubaldo Lanzo Jr, per cancellare dalla storia i fratelli Wright, Albert Einstein, e Christian Barnard? Ve lo dico subito: cromatologo a Markette, già volto di Modeland su AllMusic, già stilista capace di creazioni come le scarpe-rubinetto (sic!), si è inventato “maestro di cerimonia” della serata a base di the e chupiti del Pixel di Corso Como.
Accade tutto il giovedì sera: qualcuno di voi è andato? Giusto per sapere se è vero che «Per chi possiede un animo cavalleresco, energetico e spirituale, l’ideale è il tè alla pesca con vodka, mentre il giovane libero e passionale si sposa con il tè alla fragola e Grand Marnier».

Ieri sera al Luminal di Corso Como Maurizia Paradiso ha presentato la sua autobiografia, “I travestiti vanno in Paradiso” edita da Aliberti Editore; più che un volume, per dirla alla Genna, un hellzapoppin’ rabelaisiano che fa esplodere gli ultimi trent’anni della società dello spettacolo tra lacrime, lustrini, paillettes e sesso mercenario e non.
Il tutto osservando la Storia da un punto di vista quantomeno inusuale; quello del travestito che decide di diventare donna – e lo fa nel 1978, quando ancora per quel genere di operazione si rischia la vita – e che negli anni ottanta si eleva ad oggetto del desiderio, nemmeno tanto oscuro, di politici, showman, e vipperia assortita.
Ecco un passo del volume, illuminante:“Battevo, sì, come battevano tutti i ragazzini che mettevano la parrucca le prime volte. E sono fiera di averlo fatto, perché più che battere conoscevo gente, più che battere diventavo specializzata in psicologia”.
Ieri mi aggiravo in Corso Como. La via della movida chic milanese era, fino a poco tempo fa, attorniata da ambulanti che vendevano griffe contraffatte. Ieri invece nulla, nessun ambulante. Strano, mi son detto. Oggi l’illuminazione: leggo che gli esercenti di Corso Como hanno assoldato dei vigilantes, che armati solo di cellulari e macchine fotografiche controllano la movida notturna della via. Più che guardie giurate sono steward, proprio come quelli presenti allo stadio. Hanno il compito di monitorare e controllare le strade e di avvisare in tempo reale le forze dell’ordine, nel caso in cui si verifichino reati o episodi di violenza.
Non si tratta di ronde notturne, hanno precisato i commercianti, ma di un servizio utile anche agli abitanti che da tempo lamentano un escalation del degrado. Per ora gli steward girano in borghese, ma presto saranno riconoscibili da una pettorina con la scritta “Steward di Corso Como”. Sono un gruppetto, quattro o cinque, in funzione delle diverse serate, e prestano servizio dalle 20 alle due di notte.
L’iniziativa è stata apprezzata dal vice sindaco De Corato Riccardo che parla di sicurezza partecipata, tenendo a precisare che è ben altra cosa rispetto al ricorso alla giustizia-fai-da-te. Un primo blando passo che riporta in auge la questione dei sistemi di prevenzione e di sicurezza privata. Vigilantes assoldati per prevenire e non per reprimere (per ora). In alcuni paesi in via di sviluppo i poliziotti privati sono una realtà. Viaggiamo anche noi nella stessa direzione in tempi di tagli alle forze di polizia? Pensate che questa iniziativa possa essere estesa anche a interi quartieri?