
Una bomba sui binari dei treni per i pendolari che vengono tutti i giorni in città per lavorare. Non si tratta di un ordigno bellico ma di una seria minaccia paventata in seguito alla manovra correttiva che il Governo vorrebbe attuare per risanare l’economia pubblica. Questa volta però la notizia non arriva da qualche ente autonomo o da un comitato di pendolari ma direttamente dal Pirellone, la sede della Regione Lombardia.
E’ proprio l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Cattaneo, a sottolineare che il rischio concreto è quello di perdere quasi il 30% dei materiali utilizzati per i trasporti regionali. Provate ora a immaginare la situazione di ogni mattina lavorativa nelle stazioni da cui partono i pendolari qualora venisse a mancare da un giorno con l’altro un treno su tre. L’assessore infatti parla di tagli netti, non di un riassesto dei servizi con ovvie ripercussioni sui cittadini.
I pendolari sono già pronti a lottare ma le previsioni di Cattaneo dipendono ovviamente da decisioni più in alto del Comune di Milano e anche della Regione Lombardia. La prospettiva oltretutto sarebbe un incremento di traffico automobilistico per i pendolari, cosa che ovviamente non può che acuire molti dei problemi che affliggono la nostra città, dalla congestione del traffico all’inquinamento. Ma sono considerazioni ovvie.
Foto | Flickr

Ogni tanto alcune aree dimenticate di Milano tornano a far parlare di loro. Oggi tocca all’ area dismessa dell’ex scalo Farini, di proprietà delle Ferrovie di Stato. Un superficie di circa sessanta ettari a due passi dal nuovo centro direzionale della Regione e dai cantieri dell’area di Porta Garibaldi.
Questa grande area dimenticata attende di essere riqualificata da oltre venti anni. Le proposte non mancano, come quella di trasformarla in un polmone verde, potenzialmente grande come (e forse più) del Parco Sempione in modo da trasformare un proprietà pubblica in una risorsa piuttosto che per dare vita a all’ennesimo cantiere per la creazione di un nuovo quartiere.
Oggi è il Comitato Valtellina ad alzare la voce cercando di far valere le ragioni di chi abita o frequenta la zona. L’area è infatti in uno stato indegno di una città che vorrebbe fregiarsi di ospitare l’Expo2015, o comunque del si un concetto di civiltà. La zona è invasa da sporcizia e abbandonata al degrado, utilizzata come luogo di parcheggio abusivo e di scambi tra container (spesso degli import-export cinesi di Chinatown, allontanati da Via Paolo Sarpi a suon di multe). Sono in molti a sognare un parco pubblico…
Sono vent’anni lo Scalo necessita di trovare la giusta destinazione e il piano regolatore di allora già prevedeva la sua conversione in verde pubblico, come ricorda il Comitato. Ma ora si parla un nuovo cantiere edilizio. A quando una buona notizia?

Stamattina alle 6:00 le Ferrovie dello Stato – a causa della ghiacciata di stanotte – hanno deciso di sospendere la circolazione ferroviaria su tutta la rete regionale lombarda (!). Grazie all’intervento dell’assessore ai trasporti della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo questa iniziativa è stata rivista e ora i treni dovrebbero essere regolarmente in viaggio (fonte: intervista al TG3). Le Ferrovie Nord stando alle parole dell’assessore circolano invece senza particolari problemi. La politica al servizio del cittadino? Almeno per i pendolari sì!
Il bilancio tratteggiato dal Giornale di oggi è in ogni caso drammatico per lo stato del nostro trasporto su ferro: 200 corse regionali annullate nella sola giornata di ieri. E stamattina la decisione unilaterale delle Ferrovie dello Stato di sospendere il servizio in Lombardia dopo l’affermazione dell’amministratore delegato Moretti di lunedì che “quello italiano [è stato] l’unico sistema ferroviario che in questi giorni non ha mia interrotto la rete” (Il Sole 24 Ore). E voi, siete arrivati al lavoro stamattina?
Foto | Un monitor del Passante ieri mattina

Un’altra battaglia aspetta i battaglieri pendolari di Rho, le cui proteste dei mesi scorsi hanno avuto l’effetto di far riaprire la stazione di Rho centro ad inizio settembre. Motivo della nuova protesta che infiamma gli animi è il sovrapprezzo che i viaggiatori della linea si trovano inspiegabilmente a pagare. Per questo il Centro Sociale Fornace e il Comitato No Expo hanno inviato oggi all’Assessore Regionale alle Infrastrutture e mobilità Cattaneo una lettera in cui si richiede un incontro e un intervento per mettere fine al più presto a queste disparità di trattamento.
All’origine del sovrapprezzo sta il fatto che per calcolare la fascia chilometrica e la corrispettiva tariffa, la distanza viene misurata dalla Stazione Centrale di Milano alla Stazione di Rho Città, proprio la tratta dei treni interregionali Milano Torino, che a Rho non fermavano più per fermare alla nuova stazione di Rho Fiera.
Continua a leggere: A Rho i pendolari insorgono: "paghiamo di più"
Sono passati due mesi abbondanti da quanto la stazione di Rho Centro era stata praticamente soppressa dalle Ferrovie dello Stato, riducendo all’osso il numero dei treni. Le feroci proteste da parte dei pendolari che ogni giorno arrivano a Milano si è fatta sentire, anche attraverso canali alternativi come i social network. Una volta tanto la voce degli utenti è stata ascoltata e sono in tanti a poter tirare un sospiro di sollievo e tornare a percorrere quei circa dieci minuti di treno che separano la metropoli dalla cittadina di Rho (il percorso in pratica è quello che potete vedere nel video).
Saranno 43 le nuove corse che torneranno a collegare la periferia nord ovest con Milano, risultato degli accordi tra Regione Lombardia, Trenitalia e Ferrovie Nord. Saranno previsti nuovi treni anche per le linee verso Sondrio, Treviglio, Seregno e Piacenza. Un primo passo verso un effettivo miglioramento? Cosa ne penseranno i pendolari?
I disagi per i pendolari che viaggiano verso Milano per venire in città a lavorare è un argomento che spesso è stato oggetto della nostra attenzione. In una città che dovrebbe fare molto per disincentivare l’utilizzo degli automezzi privati appare incredibile che ancora la situazione dei mezzi pubblici sia così grave.
Si inizia domani, 1 luglio, infatti con lo sciopero del biglietto e dell’abbonamento da parte dei pendolari. La richiesta è chiara, la riattivazione immediata della fermata di Rho per i treni interregionali della linea ferroviaria Milano-Torino, sostituita dalla nuova fermata della Fiera, impraticabile per chi vive sul territorio.
L’accordo tra i pendolari sarà quello di rifiutare l’esibizione del biglietto o l’abbonamento ai controllori, sui treni, indipendentemente se questi saranno acquistati o meno. In questi giorni nelle stazioni interessate è stato distribuito un opuscolo che riporta le indicazioni precise su come comportarsi sulle banchine e sui vagoni dei treni per tutti coloro che vogliono aderire a questo sciopero.
Una lettera, firmata da oltre 4000 pendolari è stata inoltre consegnata all’Assessore ai Trasporti della Regione Lombardia, Cattaneo, come forma di contestazione per la soppressione della stazione. Secondo i promotori dello sciopero, la riattivazione della fermata rappresenterebbe anche in vista di Expo 2015 un importante segnale per questo territorio.
Sabato 4 luglio, è inoltre previsto un corteo che dalle 16 partirà dalla stazione per attraversare tutta la città di Rho.
Informazioni sul sito Mobilitati (pendolari TO - MI).
Foto | Varesenews
Il treno super veloce Freccia Rossa ha stabilito un singolare primato, direi assolutamente negativo viste le premesse. Sulla tratta Milano-Roma, ha impiegato ben quattro ore per raggiungere la stazione di Rogoredo e ritornare indietro.
Ore 11:30 partenza dalla stazione centrale di Milano. Arrivo previsto a Roma intorno alle ore 16.30. Giunto a Fontanellato, nei dintorni di Parma, ha registrato un guasto alla motrice ed è stato così costretto a tornare a Milano. Arrivo a Rogoredo per le ore 15.30, con una media oraria inferiore ai 50 chilometri all’ora.
Per domenica si prospetta inoltre uno sciopero dei treni a lunga, dalle 9 alle 17 per domenica. Secondo le fonti sindacali, l’azienda Trenitalia non abbia ancora comunicato l’agitazione ai clienti. Se dovete viaggiare, siete avvertiti.
Foto | Sdamy

No, non è il titolo di una nuova iniziativa per coinvolgere gli utenti, purtroppo la foto non è una sofisticata elaborazione, si tratta proprio di una porta aperta su un vagone di un treno in movimento. Ho scattato la foto qualche tempo fa tra le fermate di Porta Venezia e Repubblica del passante, mi trovavo sulla linea S5 (Porta Vittoria – Gallarate) gestita dalle FS.
Ricordo che dopo qualche minuto di attesa alla stazione di partenza il treno si mise in moto con le porte aperte (sul mio vagone entrambe) e arrivò alla stazione di Repubblica dove comprensibilmente le persone in attesa assunsero un’espressione sbigottita. Pochi salirono.