Durante i mondiali di calcio siamo tutti d’accordo, l’Inno di Mameli lo si canta a squarciagola con la mano sul petto. Oggi, a pochi giorni dalla ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia sembra che si stia riscoprendo il tricolore e la sensazione di attaccamento alla propria nazione.
Ma non per tutti, tanto che la notizia che rimbalza da Milano sulle prime pagine di tutti i quotidiani on line (la notizia è troppo fresca perché sia già sulle edizioni cartacee) è la totale diserzione dei rappresentanti della Lega che alla prima seduta del consiglio regionale, al Grattacielo Pirelli, con introduzione sulle note dell’Inno d’Italia, le camice verdi lasciano l’aula e vanno al bar.
Superfluo ogni altro pensiero, lo lascio a voi nei commenti. La polemica intanto è già alta e sicuramente in occasione delle manifestazioni di giovedì diventerà ancora più rovente. Il presidente della Regione Formigoni ha commentato con questa frase, per la serie “una posizione presa con durezza”:
70 secondi di Inno di Mameli non fanno male a nessuno.

La settimana cominciata ieri, come già sostenuto nei giorni scorsi da Giuseppe Sala, per l’Expo 2015 sarà una delle più importanti. Entro venerdì, dopo tanti tentennamenti, si dovrà risolvere il problema delle aree sulle quali si deve iniziare a costruire.
Secondo quanto riportato dalle agenzie la Fondazione Fiera Milano e la famiglia Cabassi, proprietari dei terreni sui quali si è ipotizzato la crescita di Expo 2015, sarebbero disposti a concedere le aree in comodato uso solo in cambio di concessioni volumetriche a Esposizione terminata.
Questa ipotesi, che al momento è già data come risolutiva al problema, non piace però al Governatore della Regione Lombardia. Secondo quanto sostenuto da Curzio Maltese Roberto Formigoni sarebbe più propenso all’acquisto dei terreni a prezzi spropositati per favorire Comunione e Liberazione che già collabora con l’ente Fiera di Milano.
Continua a leggere: Nessun accordo raggiunto sulle aree di Expo 2015

Roberto Formigoni, pur non essendo diventato un protagonista della politica nazionale, ci tiene ad essere considerato da Silvio Berlusconi il proprio delfino. L’eterno enfant prodige che mai si sederà sulla poltrona occupata oggi dal Presidente del Consiglio.
Per capire quanto l’attuale Presidente della Regione Lombardia ci tenga ad essere il prolungamento del leader del Popolo della Libertà è sufficiente riflettere sulle decisioni prese per avviare i lavori della sua nuova giunta.
Il Ministero della Semplificazione, attualmente presieduto dal leghista Roberto Calderoli, sarà rappresentato nella nuova giunta Formigoni da un assessore che avrà il compito di snellire la burocrazia della regione.

Sulla Lombardia si è abbattuta l’onda verde di Umberto Bossi e compagni: cambierà qualcosa in vista dell’esposizione internazionale del 2015? Roberto Formigoni, confermato al ruolo che ricopre dal 1995, ha già fatto sapere che la nuova giunta regionale, in conformità con gli accordi presi prima delle elezioni con il leader del Carroccio, avrà al suo interno anche un assessore che si occuperà solo dell’Expo.
Salvo imprevisti tale incarico dovrebbe essere coperto da un esponente leghista che potrebbe prendere il posto dell’attuale Amministratore Delegato Lucio Stanca che il Governatore della Lombardia e l’alleato vogliono far saltare con modalità molto simili che lo stesso Bossi potrebbe usare contro Letizia Moratti.
Repubblica attraverso una intervista anonima ha confermato quanto altro testate al momento solo suppongono…
Continua a leggere: Expo 2015: dopo le elezioni decide la Lega Nord di Umberto Bossi
Filippo Penati in meno di un anno è stato sconfitto ben due volte. Dopo non aver superato il ballottaggio con Guido Podestà, diventato in seguito il nuovo Presidente della Provincia di Milano, l’esponente del Pd non è riuscito a contenere Roberto Formigoni che si appresta ad occuparsi della Regione Lombardia per altri cinque anni.
La sua vittoria, ottenuta con il 56,12% delle preferenze rispetto alle 33,19% ottenute dall’avversario, gli permetterà di partecipare fino alle fine dei lavori previsti per l’Expo 2015. Tanta fortuna non è detto che l’abbia Letizia Moratti a cui scade il mandato proprio l’anno prossimo.
Per questa occasione la Lega Nord, che ha contribuito alla vittoria di Roberto Formigoni regalandogli ben il 26% delle preferenze (rispetto alla metà che riuscì ad aggiudicarsi nel precedente appuntamento elettorale), potrebbe pretendere che il candidato sindaco della città faccia parte del proprio partito come già dichiarato la scorsa settimana da Umberto Bossi.

“Ma va a ciapa’ i ratt’”. Così il vice ministro della Lega Nord, Roberto Castelli saluta il diploma di secondo livello in comunicazione e didattica dell’arte honoris causa conferito dall’Accademia di Brera allo scrittore Roberto Saviano. “Vai a perdere tempo altrove” dovrebbe suonare - in italiano - l’invito. Saviano, dedicando ai meridionali di Milano il diploma Honoris causa, ha affermato che “Milano è la più grande città del sud d’Italia”, e che “i meridionali nel corso degli anni hanno contribuito a far crescere la produttività”. Oggi, il maggior contributo alla crescita della città spetta invece agli extracomunitari.
Secondo un vecchio rapporto dell’Arl (Agenzia regionale del lavoro) su “Gli immigrati imprenditori” e il loro radicamento sul territorio, presentato nel 2006, la Lombardia è prima a livello nazionale, seguita da Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. A Milano su 18.464 imprese , il 9,1 % sono di extracomunitari. Non può essere, allora, riconosciuto torto a Saviano quando sentendo “frasi di esponenti politici che invitano il cardinale Tettamanzi a occuparsi di più dei milanesi” pensa “che forse non sanno chi sono veramente i milanesi”. Una pratica - conclude Saviano - “prima che miope, ignorante”.

C’è qualcosa che in Italia non si riesce bene a capire. Com’è possibile che un ragazzo che non riesca a conseguire la maturità per cronica incapacità, venga nominato nel consiglio di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”. Se si chiama Bossi di cognome allora la cosa inizia a farsi più chiara. Questa è la notizia.
Ovviamente è triste constatare come il sistema di spartizione delle poltrone sia sempre lo stesso, maleodorante e subdolo. Sei figlio di? Allora un posticino per te lo troviamo. Non che sia una novità: lo sappiamo tutti da tempo. Tuttavia è stupefacente constatare come la Lega Nord, che fino a poco tempo fa si sciacquava la bocca come “Roma ladrona” e panzane simili, abbia ormai familiarizzato con tutte le più bieche logiche clientelari.
Tornando all’affaire Osservatorio, si tratta di un ente costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con lo scopo di “costituire uno strumento esterno, indipendente, al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale”. Si potrebbe discutere poi della reale utilità di un ente come questo. Certo se poi un quotidiano autorevole come Il Sole 24 ore, in un recente articolo, definisce l’Expo 2015 un suk, c’è da preoccuparsi.
Una volta per l’8 marzo si regalavano rametti di mimosa, un gesto che non tutte le donne apprezzano allo stesso modo, ma che almeno pare un pensiero gentile. Oggi c’è il gadget antistupro, la bomboletta di spray al peperoncino, omaggio del neonato movimento Nordestra, un nome che dice tutto rispetto alla sua collocazione politica e quindi alle sue posizioni nei confronti del tema per la sicurezza.
Il kit sarà donato dall’ex espnente di An, Carla De Albertis, durante il giorno della festa della donna in gazebo rosa che sarà posizionato in piazza Cordusio. Completano il corredino un fischietto e un manuale con le istruzioni di base per la difesa personale. Rivendica l’idea del dono “utile” anche il presidente della Lega Nord del Consiglio Comunale, Matteo Salvini.
Chissà se è buono anche per condire la pasta?
Foto | Mediaweb
In quest’inizio di 2009 milanese non ci sono soltanto le polemiche per la preghiera islamica in piazza Duomo. Altre due notizie, apparentemente molto diverse, toccano lo stesso tema di fondo: il rapporto della nostra città con una delle maggiori religioni monoteistiche al mondo.
Stiamo parlando innanzitutto dell’ormai annosa polemica riguardante le moschee a Milano: da un lato la Lega Nord e il vicesindaco De Corato, che insistono nel pretendere che sia indetto un referendum per ogni luogo di culto islamico progettato in città; dall’altro il centrosinistra, parte della maggioranza e il cardinale Tettamanzi, che invocano la libertà di culto.
Nella banlieue milanese più prossima invece, a Sesto San Giovanni, l’immobiliarista Luigi Zunino ha ufficialmente venduto le aree Falck, complete di progetto di Renzo Piano, alla Limitless di Dubai dello sceicco Ahmed Bin Sulayem, confermando così una voce che vi avevamo già segnalato quest’estate.
Si potrebbe a questo punto porre una domanda un po’ provocatoria: perché far votare i cittadini per la costruzione di una piccola moschea di quartiere, ed ignorarli invece quando si tratta di decidere il destino di un’area di oltre un milione e mezzo di metri quadrati? Non c’è qualcosa di assurdo in tutto ciò? Rispondete al nostro sondaggio:
Foto: fabbio, Flickr.

Che fine ha fatto Massimiliano Finazzer Flory, il nuovo Assessore alla Cultura di Milano, colui che, dopo mesi di interim morattiano, ha sostituito il vulcanico Vittorio Sgarbi, ormai sindaco di Salemi? La sua nomina infatti risale ormai ad un paio di mesi fa.
Ad essa erano seguite, immancabili, le polemiche: alcune dovute allo stesso Sgarbi, altre scatenate dai Catoni Censori della maggioranza a Palazzo Marino, che non si erano fatti problemi a censurare le primissime dichiarazioni del nuovo assessore. Poi, il silenzio…
Mi stavo arrovellando su queste questioni fondamentali per il destino della nostra città e del paese intero, quando, all’improvviso, mi sono imbattuto nella risposta al mio tormento, nascosta tra le pagine di una rivista dalla carta patinata: il buon Massimiliano fa il modello per una pubblicità di maglioni di cashmere, ambientata su una desolata spiaggia invernale!
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