Il mandato di Letizia Moratti è in scadenza: l’anno prossimo si voterà per le elezioni comunali 2011 , ed è chiaro che il Comune mancando pochi mesi alle urne, entra in una fase di rush finale per la chiusura di alcuni progetti che valgono migliaia di voti.
Avete presente no? Dice il saggio che La gente conta i punti e si ricorda solo l’ultima partita, ed è vero. Così stamattina sulle pagine milanesi di Repubblica ho letto della road map per i prossimi mesi: se riuscissero a realizzare tutto, sarebbe un mezzo miracolo - visto che di mezzo c’è anche una cosuccia da niente come l’Expo 2015, lasciato marcire a causa delle beghe interne al PdL - vediamo che cosa ci attende per il prossimo futuro.
Partiamo dagli aspetti più leggeri: Maurizio Cadeo, punta molto sul progetto di “immagine coordinata” per arredo urbano, edicole, e dehor milanesi. Ne avevamo scritto al tempo della presentazione, era tutto molto belle epoque, molto parigino. Riusciremo a vederlo anche nella realtà oltre che in un render? Speriamo.
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Tradizione e innovazione. Milano sceglie di rifarsi il look in vista dell’Expo 2015 puntando ad armonizzare l’arredo urbano e i colori che la caratterizzano. E quindi, a partire dal grigio. Grigio ghisa che ritorna negli svariati elementi previsti dall’abaco allegato al piano per la qualità urbana approvato ieri dalla giunta.
Il piano è una raccolta di regole che punta sul verde come colore dominante, insieme al grigio. Con una doppia sfumatura: da una parte il verde in senso ambientale (a partire dall’obbligo di alberare ogni strada che si realizza o riqualifica), dall’altra il verde delle panchine, degli orologi, delle vedovelle di ghisa, elette simbolo della “rinascita” urbana.
Portato in giunta dall’assessore Cadeo, il piano fissa le regole per rimettere ordine in una città in cui le regole per l’arredo urbano sono state disattese per troppo tempo. Qualche esempio: via i panettoni e al loro posto aiuole; piante o almeno fioriere su tutti i marciapiedi larghi, a tutela anche delle piste ciclabili che vi correranno sopra…
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Hobby di molti milanesi è (metaforicamente) sputare nel piatto in cui vivono. Va anche detto che i motivi non mancano: ma l’Assessore al verde e al decoro urbano, Maurizio Cadeo però, si è stufato di questa fastidiosa tendenza, e ha deciso di rispondere alle critiche con un gruppo su facebook chiamato “Basta massacrare Milano“. Lo spiega al Giornale:
«Negare gli aspetti positivi, è una cosa strumentale e io non ci sto più. L’ho aperto proprio ieri (il gruppo su fb, ndr) Ho invitato i cittadini ad inviare le loro idee per la città, le loro critiche e una volta al giorno pubblicherò un progetto su Milano, non solo di iniziativa del Comune, ma anche degli stessi milanesi»
Per ora gli iscritti sono chiaramente pochini, una settantina. Dateci un’occhiata, di “carne”, intesa come contenuti, per ora, non ce n’è molta, ma forse è ancora presto. Un po’ come per gli alberi promessi tre anni fa da Letizia Moratti, come spiega Barbara Meggetto di Legambiente Lombardia…

Edoardo Croci, l’Assessore alla Mobilità milanese, non è in una bella situazione: oppure bellissima, nel caso avesse voluto sloggiare da Palazzo Marino. La sua poltrona traballa non poco, e stamattina si leggono anche i primi nomi di chi potrebbe sostituirlo - sempre nel caso salti - ovvero Maurizio Cadeo, Bruno Simini, Giulio Gallera, e Giampaolo Landi di Chiavenna.
In caso non venga sostituito, perderebbe comunque le deleghe per Trasporti e Mobilità, gli resterebbe solo Ambiente. Come mai Croci rischia di non mangiare il panettone? E’ presto detto: una sola parola basta, ecopass, il provvedimento macina-euro, venduto come anti-inquinamento, porta il suo nome sopra.
O meglio: lui sarà il capro espiatorio spedito nel deserto ad usum elettorale - ai milanesi, l’ecopass non è mai piaciuto granché, e negli ultimi tempi, con il blocco diesel euro 2, è esploso l’odio - per una congestion charge, che non è mai stata tale, almeno per come ci è stata pubblicizzata dal Comune. Manina dietro a tutto questo? Sembra quella di Ignazio La Russa, almeno secondo il Corriere.
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Milano non avrà la sua ruota panoramica, almeno per ora. Ne avevamo parlato tempo fa e ancor prima che il progetto fosse definitivo, già si sapeva quale sarebbe stato il prezzo del biglietto per un “romantico” giro sopra i tetti della città.
Chi sognava di poter scoprire Milano sotto un prospettiva “insolita” già a partire da questo Natale (data prevista per la fine dei lavori) rimarrà deluso poiché la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio ha imposto nuovi approfondimenti per verificare la bontà della location scelta per il progetto.
L’assessore al decoro urbano e verde, Maurizio Cadeo, ha così dovuto ritirare i permessi per l’inizio dei lavori a data da destinarsi. Personalmente non ne sentirò particolarmente la mancanza, ma non è detto che tutti la pensino allo stesso modo…
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Mentre qualcuno, come vi raccontavamo l’altro giorno, pensa di far scoppiare la pace tra giovani e residenti del Ticinese con le armi dell’arte, la Giunta di Milano torna a discutere di una vecchia idea: quella di recintare le Colonne di San Lorenzo. Come ha riportato infatti recentemente Repubblica:
si ragiona se recintare le Colonne per evitare bivacchi. A Maurizio Cadeo, assessore al Decoro urbano, che propone «paletti fissi collegati fra loro da catenelle», risponde il vicesindaco, Riccardo De Corato: «La soluzione è un vetro antiproiettile a scomparsa»
Sulle prime, quando ho letto quest’ultima uscita di De Corato, mi è venuto da ridere (oltre che da piangere). Probabilmente il vice-Moratti- da buon baby-boomer - si immagina la gioventù milanese odierna come quella dei suoi tempi: pronta ad estrarre una P-38 quando la situazione si fa calda. Poi mi è venuto in mente, per sdrammatizzare, di proporre a voi un sondaggio demenziale. Rispondete senza barare: l’opzione “nessuna barriera” non è prevista!
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Ecco il nuovo capitolo della guerra che la città di Milano sta combattendo nei confronti dei locali della movida serale. Questa volta il teatro di battaglia è il Mom, il celebre locale tra Viale Montenero e Regina Margherita. Le armi con cui si combatte sono note come Ponti verde, ovvero le cancellata ideate dall’architetto omonimo, in parole povere quelle che cingono l’intero parco Sempione. Il piccolo parchetto che la sera diventa luogo dove bere una birra e scambiare quattro chiacchiere di fronte al Mom sarà così recintato per evitare che il popolo del cocktail serale ne faccia luogo di rumorosi capannelli.
La conferma che i lavori inizieranno entro breve viene direttamente dall’Assessore al Decoro Urbano Maurizio Cadeo. Non si tratterà però solo di una recinzione, ma di una completa opera di riqualificazione dell’area verde, con tanto di panchine e nuova illuminazione. Per fortuna, oserei commentare, perché sarebbe piuttosto bieco cintare un fazzoletto di verde, negano l’accesso a tutta la cittadinanza solo per colpa dei mercoledì estivi di sovraffollamento serale. Tutto il centro destra, Lega con Salvini in testa, applaude all’iniziativa, definendola una vittoria contro lo spaccio e l’illegalità dei venditori di birra abusivi. Ma basterà una recinzione per allontanare il popolo della notte? Ora che non ci sarà più lo spazio del piccolo parco, questa folla rumorosa troverà altri lidi? E la lotta contro i locali continua.
Per avere una buona idea di cosa significa l’amore-odio per il Mom, vi consiglio di leggere gli articoli di Lorenzo Baio e Chiara Orlandi sul sito Quattronet, il giornale di informazione e cultura della Zona Vittoria Forlanini.
Foto | Quattronet.it
Vi ricordate le roventi polemiche per la rana crocefissa, opera provocatoria di Martin Kippenberger esposta al museo d’arte moderna di Bolzano? Una forma, seppur più moderata, di indignazione l’ha suscitata anche il manifesto, che vi riportiamo a lato, frutto della nuova campagna di marketing sociale proposta da Telefono Donna al settore pubblicità del Comune di Milano, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.
Il manifesto raffigura una bella ragazza, ovviamente nuda, adagiata su un letto nella posizione del Cristo crocifisso. L’efficace slogan è: “Chi paga per i peccati dell’uomo?”
In un’intervista apparsa su Affari Italiani, Maurizio Cadeo, assessore comunale all’arredo urbano, si schiera nettamente contro l’iniziativa. In perfetta sintonia di opinioni è Carlo Fidanza, capogruppo di A.N a palazzo Marino, secondo il quale il manifesto strumentalizza senza motivo il simbolo della cristianità, dunque chiede il ritiro immediato della campagna da parte dell’associazione la quale – si difende - ha già stampato i manifesti dopo il primo via libera dell’ufficio comunale.
Come al solito le polemiche contribuiranno ad aumentare la visibilità del tutto secondo il consolidato assioma che lo scandalo è il plusvalore della pubblicità. Ottenuto, paradossalmente, proprio grazie ai detrattori.

Non ci si può non vedere un nesso con lo sgombero del Kasotto, luogo di ritrovo in Darsena. In ogni caso la politica della legalità “a tutti i costi” perpetrata da De Corato sta dando i suoi frutti. Ieri un bliz mattutino ha cancellato 2 murales: uno dedicato a Carlo Giuliani situato davanti all ex Deposito Bulk in via Bramante a Milano e l’altro in darsena, rifatto dopo la prima copertura. Nuova benzina sul fuoco dunque. Nell’aria c’è ancora la questione Leoncavallo, infinita debacle mai risolta.
Continua a leggere: Cancellati i murales della sinistra antagonista

Un detto recita che anche sul trono più alto del mondo si è pur sempre seduti sulle proprie terga. Ed il motto torna utile per la presentazione delle nuove panchine milanesi Siedi.Mi, avvenuta stamane a Palazzo Marino in presenza dell’Assessore all’Arredo Urbano Maurizio Cadeo.
Sto disperatamente cercando una immagine delle fantastiche nuove panchine, ma finora non ho trovato alcunchè, se non il sito del concorso indetto qualche tempo fa, da cui è presa l’immagine qui sopra: voi avete idea di come siano fatte? Anche queste non erano male.