Milano una città triste e grigia? Un luogo comune difficile da sradicare nell’immaginario collttivo, ma forse il compito non è poi così difficile. Basta conoscerla bene anche Milano si apre come uno scrigno che conserva, a volte ben nascosti, dei gioielli che aprono il cuore.
Per fortuna c’è Micol Beltramini che, dopo averci raccontato le 101 cose da da fare a Milano prima di morire, ora ci racconta i segreti della Milano romantica. A Roma c’è Ponte Milvio, ma Milano dove ci si innamora? Il volume, in libreria in questi giorni, è edito da Newton & Compton.
Tempo fa anche noi ci eravamo chiesti quale fosse il luogo più romantico di Milano, ma abbiamo incontrato virtualmente Micol e abbiamo parlato proprio di questo.
Milano è una città da amare?
Te la giro così: Milano è una città che ha un bisogno disperato di essere amata. tutti, persino quelli che ci vivono da sempre e la apprezzano, tendono a denigrarla. ora, nessuno nega che abbia un mare di difetti, ma finché nessuno l’abbraccerà, finché nessuno vorrà prendersene cura, credo sarà molto difficile che il brutto si trasformi in bello per miracolo. si parte dall’amore, sempre. Il resto viene dopo.
Continua a leggere: I 101 luoghi più romantici di Milano, ce ne parla Micol Beltramini
Visitare il cenacolo vinciano nel Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie è un’impresa che richiede di muoversi con un certo anticipo. Se si va ad esempio oggi sul sito ufficiale del famoso affresco, la prima data disponibile è quella del 3 novembre.
Se non siete abituati a programmare la vostra vita con un tale anticipo, o se siete turisti di passaggio in città per pochi giorni, potreste dover rinunciare a vedere la leggendaria Ultima Cena (secondo Vittorio Sgarbi, peraltro, “dipinta male“). In questo caso, si può sempre rimediare visitando la poco nota copia presente all’interno della Basilica di San Lorenzo.
Si tratta di una delle “101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” elencate da Micol Beltramini nel suo omonimo libro. La visita è assolutamente gratuita e non c’è coda: le foto sono in gallery, il resto dopo il salto.

Milano è una città molto amata dagli appassionati della letteratura e del cinema noir e offre luoghi nascosti capaci di dare grande suggestione, soprattutto di notte. Nasce proprio da una suggestione notturna un singolare progetto a quattro mani realizzato da Micol Beltramini (autrice della “non” guida delle 101 cose da fare a Milano) e dalla macchina fotografica di Federico Comelli Ferrari.
Una notte in giro per Milano e così nasce una carrellata di fotografie (che potete vedere nella gallery) accompagnate da una filastrocca che ne spiega alcuni dettagli ma, soprattutto, tante idee, ispirazioni e (appunto) suggestioni per un work in progress che potrebbe trasformarsi in mostre, o racconti, o forse addirittura graphic novel. Chi può dirlo ancora?
Micol ci racconta così come è nato questo progetto, ancora alla ricerca di una sua direzione:
Federico continuava a scattare foto a Milano e io avevo scritto quel libro… volevamo fare qualcosa di più per questa città. All’inizio abbiamo pensato a una Milano steampunk. Poi una notte, erano le tre, eravamo alla chiusa dell’incoronata, e ci siamo calati di sotto, beh, io sola, inizialmente. Lui ha iniziato a farmi delle foto dall’alto, e ne è venuto fuori quello potete vedere.
Continua a leggere: Oscenamente giallo - Le trappole di Milano secondo Micol Beltramini
Il Frizzi e Lazzi di via Torricelli, poco distante dai Navigli, è un posto fuori dal tempo: per questo motivo, lo ami, o lo odi. Personalmente, lo amo, e dal liceo ad oggi ci avrò passato decine e decine di serate. Non piacerà a chi cerca l’atmosfera rarefatta e neoproletaria dei locali nuovi, dei pub tirati a specchio - proprio come non dovrebbe essere un pub, quindi - delle enoteche che si fanno chiamare wine bar, della disco che “Hai chiamato e hai riservato il tavolo?” e poi ti rimbalzano se “Oh non c’abbiamo le tipe! E tu hai le scarpe da tennis!”. Ecco: no, non siamo proprio su quella lunghezza d’onda…
Punto forte è, ancora per qualche mese, il giardino: entri e ti sembra di stare in un film di una trentina d’anni fa. Fantastica la meridiana sul muro, che chiaramente la sera fissa un’ora costante - e forse anche questo contribuisce a farti sentire in un altro tempo. Pochi passi e da una porticina si arriva nel dehors, dove potrete piazzarvi tranquilli con la vostra birra - se andate, ordinate la Eku, è come andare a Napoli e non mangiare la pizza - o a sorseggiare il classico drink della casa, il Beverone, un cocktail dal vago sapore di arancia, leggermente alcolico.
Ecco, quel cocktail per me ha sempre avuto il colore e l’odore degli anni sessanta: è come una bottiglia vecchia di Punt & Mes, come i posacenere Cinzano in qualunque commedia all’italiana 70’s, come la mai capita Alfa 6. Quel cocktail è anacronistico più di una DeLorean nel 1955. Volendo, si mangia anche, panini e piadine, e i prezzi sono buoni.
Frizzi e Lazzi: fuori dal tempo




Continua a leggere: Recensioni: Frizzi e Lazzi, locale zona Navigli in via Torricelli

Come promesso ecco la seconda parte dell’intervista a Micol Beltramini, l’autrice di “101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” che due settimane fa risultava essere il libro della settimana più venduto in assoluto a Milano con 4000 copie vendute. Un piccolo caso letterario che valeva la pena approfondire con l’autrice. La prima parte la trovate scorrendo sotto o qui.

Ai lettori di 02blog non è sfuggita. Due settimane fa il libro “101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” risultava essere il libro della settimana più venduto in assoluto a Milano con 4000 copie vendute. Un piccolo caso letterario che valeva la pena approfondire con l’autrice, Micol Beltramini, blogger per vocazione, scrittrice quasi per caso.

“101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” di Micol Arianna Beltramini, che ha anche un blog, è già a quota 4.000 copie e risulta essere il libro della settimana più venduto in assoluto a Milano.
Tanto di cappello a Micol, che è riuscita laddove non era riuscito neanche BrunoVespa: rubare il podio al semper terno “La solitudine dei numeri primi”, a livello locale si intende. Curioso il rapporto di Micol con Milano fatto di amore e odio. A 28 anni decide di trasferirsi a Roma ed è dalla città eterna che Micol scrive il libro in questione. In pratica come dedicare dei sonetti d’amore alla moglie, a casa dell’amante. Geniale.
101 itinerari e percorsi qui presentati sono dedicati ai turisti di passaggio, perché possano sperimentare il vero volto di Milano al riparo dalle banalità, ma rappresentano anche un gustoso invito per tutti coloro che da sempre ci vivono, perché possano essere conquistati dal suo fascino segreto
Un allenamento dunque per innamorarvi di Milano o rinverdire una passione sopita. Tra gli esercizi consigliati: perdersi tra meandri e leggende nella cattedrale gotica più bella del mondo, godersi la quiete del Quadrilatero del Silenzio, amoreggiare al Monte Stella, contare le colonne di San Lorenzo Maggiore, giocare al telefono senza fili in Piazza Mercanti, capire cos’è davvero il Codice da Vinci all’Ambrosiana, visitare il museo all’aperto della Milano Liberty di Porta Venezia, contare ventimila leghe sotto i mari al Museo della Scienza e della Tecnologia.
Per scriverlo Micol ci ha messo un anno e nei suoi giri “si è ri-innamorata di Milano”. Vi invitiamo a segnalarci di seguito qualche dritta per “innamorarci di Milano”, ne abbiamo tanto bisogno.