PreGiudizi Universali è la mostra “live” di Ozmo al Museo del Novecento. Milanese d’adozione, toscano nell’anima, loquace e diretto. Pane al pane, vino al vino. Ha accettato di buon grado la scommessa di far vivere lo spazio espositivo del piano terreno. La sua arte lambisce e scandisce diversi linguaggi, un gioco di rimandi e citazioni che diverte e stupisce.
Ozmo è tra gli street artist più originali e acclamati della scena artistica italiana e internazionale. La sua pittura si caratterizza per la complessità delle composizioni e i continui rimandi alla storia dell’arte. Questa peculiarità costituirà il leitmotiv dell’intervento che si arricchirà del confronto personale dell’artista con la prestigiosa collezione di opere custodite all’interno del museo.
Dall’arte contemporanea, all’arte antica, dal simbolismo all’esoterismo: tutto questo è Ozmo che con la sua mostra inaugura il progetto “Primo piano d’artista”, per far vivere lo spazio espositivo al piano terreno del museo in piazza Duomo. Lo abbiamo incontrato dentro il suo momentaneo atelier e ci ha spiegato la mostra e il progetto dietro la rassegna “primo piano d’artista”, oltre che digressioni sulla street art, Vasari, Botticelli e la rete come bacino di ispirazioni. Ricordiamo il Finissage (nel senso che Ozmo terminerà i lavori) giovedì, 16 febbraio, ore 18-22 a ingresso gratuito. La mostra sarà poi aperta al pubblico fino al 26 febbraio.

Nonostante il fastidioso nevischio, c’erano migliaia di persone (tra appassionati d’arte e semplici curiosi) in coda fin dal primo pomeriggio in Piazza Duomo per l’apertura del Museo del Novecento all’interno dell’Arengario.
Dimenticato l’infinito cantiere e il contestato maxi-schermo a led che dominava telecraticamente sulla Piazza, alle 16 il nuovo museo ha finalmente aperto i battenti e all’ingresso come due amabili padroni di casa c’erano il sindaco Letizia Moratti e l’assessore Finazzer Flory che stringevano mani a tutti elargendo sorrisi a trentadue denti (è ufficiale, la stagione di caccia al voto elettorale è aperta. Fuori le doppiette!).
Potevamo mancare a un appuntamento del genere? Assolutamente no, e quindi ecco un bella carrellata di scorci per farsi una prima idea di come è stato allestito il Museo. Grande risalto alla grane tela di Pellizza da Volpedo, Il quarto stato e tante le opere di pregio che sono esposte al pubblico. Unico suggerimento, non abbiate fretta! Il museo rimarrà aperto gratuitamente al pubblico fino a febbraio 2011, inutile accalcarsi nei primi giorni, meglio goderselo con calma quando il resto della gente sarà a fare le ultime spese per Natale (o, ancora meglio, a digerire il panettone, nel post-feste).
Foto | Carlo Prevosti
Continua a leggere: Museo del Novecento, le foto dell'inaugurazione (finalmente)

Può l’arte essere uno dei motori che riattivi un meccanismo virtuoso per uscire dalla crisi? Oppure la grande quantità di progetti e di collaborazioni che stanno nascendo in questo periodo sono proprio un tentativo dell’arte di superare questo duro momento? Qualunque sia la risposta è sempre un piacere scoprire progetti come Twister, presentato in forma ufficiale ieri al Pirellone, un’alleanza tra i dieci musei lombardi per l’arte contemporanea della nostra regione.
Se si voleva scegliere un nome che indicasse come questo progetto debba essere coinvolgente e dinamico, in modo da creare un vortice virtuoso tra le realtà interessate, non poteva che essere Twister, traducibile come “tornado”. Una rete capace di costruire un unico progetto artistico fra musei che offre maggiore visibilità all’arte contemporanea in Lombardia. Per dirla in altre parole, un modo per valorizzare il complesso, trasformandolo in qualcosa di più grande della somma dei singoli elementi che la compongono.
I dieci musei coinvolti nel progetto sono: i Civici Musei di Milano con il Museo del Novecento, il Fia con la Villa e la Collezione Panza di Varese, la Fondazione Stelline di Milano, la Galleria del Premio Suzzara, la Gam Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, la Gamec Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, il Mam Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova, il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio, il Museo d’arte contemporanea di Lissone, Milano, e il Premio Nazionale Arti Visive Citta’ di Gallarate.