
Conca dell’incoronata, alla fine di via San Marco, è uno dei luoghi potenzialmente più pittoreschi della città di Milano. Avevamo visitato tempo fa questo angolo in occasione delle riprese del film Cado dalle nubi, il primo film del campione di incassi pugliomilanese Checco Zalone. Questo angolo, nascosto sotto il rilevato dei bastioni che conducono verso Piazza Repubblica è la testimonianza di un passato in cui il Naviglio della Martesana arrivava fino alla chiesa di San Marco.
Una lapide, nascosta tra i rampicanti, celebra il cinquecentesimo anniversario della sua fondazione avvenuto durante il Ducato di Ludovico il Moro nell’ottobre del 1496. Dei fasti di questi festeggiamenti restano solo cartacce e bottiglie vuote, un degrado ingiustificabile non solo per il suo valore storico e paesaggistico, oltre a trovarsi in una delle zone più belle del centro di Milano è anche in prossimità di una scuola per l’infanzia.
Abbiamo scattato qualche foto per testimoniare la situazione e parlando con la gente che da quelle parti si ferma per la pausa pranzo sono in tanti che vorrebbero che fosse riqualificata l’area. A dire il vero, già nel 2009 qualcuno aveva sollevato la questione e nel 2011 anche il presidente del Fai lo ha ribadito… noi rilanciamo la questione, qualcuno ci ascolterà?
Alla Canottieri staranno tirando un sospiro di sollievo, ma non sono solo gli sportivi del remo che saranno felici di sapere che da questa mattina l’acqua ha ricominciato a scorrere nei canali milanesi dopo oltre un mese di secca. Lo avrete notato bevendo un aperitivo sulle alzaie, o andando a correre sulla pista ciclabile che porta a Pavia o ad Abbiategrasso, il “profumo” che il fondo del naviglio emanava (una via di mezzo tra fieno e legno marcio) non era certo un piacere per le narici.
Accade due volte all’anno, in teoria per circa un mese ma praticamente sempre il periodo diventa più lungo, e sempre in teoria una volta dovrebbero essere puliti i fondali e una volta effettuati eventuali lavori di consolidamento degli argini. Resta il fatto che i navigli vuoti sono tristi e offrono spesso un immagine di degrado che forse appare eccessiva rispetto a quello che sono effettivamente i canali d’acqua milanesi.
Almeno una buona notizia per chi abita e vive lungo i Navigli, si torna a godere di alcuni degli angoli più suggestivi e pittoreschi della nostra città. I canottieri potranno ricominciare con le loro uscite di allenamento e un aperitivo sull’alzaia sarà sicuramente più gradevole, per culminare nel grande e coloratissimo appuntamento del 10 aprile con Fiori sul Naviglio. Peccato che poi bastano due passi per ricordare lo scempio che è sotto gli occhi di tutti alla Darsena…

I binari tronchi sono quelli che finiscono nel nulla, dove il treno o il tram non ha altra possibilità che tornare da dove era venuto. La foto che vi proponiamo oggi è quanto mai singolare, a dire il vero è un binario tronco (o meglio morto) che finisce direttamete in acqua, ma che una volta aveva una funzione precisa.
Qualcuno mi sa dire dove siamo e a cosa serviva questo singolare binario?
Eccoci qui! Buon anno a tutti, prima cosa: e partiamo subito con un quiz di milanesità un po’ anomalo, uno scorcio molto particolare di Milano che ho scovato per caso girando in bici in questi giorni. Tempo addietro anche altre volte ero passato dallo stesso punto, ma non mi ero mai accorto di nulla.
Una specie di esposizione a cielo aperto di pupazzi e orsetti di pelouche, con un veliero in miniatura semidistrutto, un paio di babbi natali… tutto lasciato invecchiare all’aperto, tutto un po’ fané, un po’ sciupato dal sole, dal tempo e dagli agenti atmosferici, “levigato” da pioggia, neve, gelo, vento.
Siamo lungo un naviglio, è evidente: ma quale? E a quale altezza?

La nostra implacabile gallery pubblicata tempo fa, espone chiaramente lo stato di assoluto degrado in qui versa quello che dovrebbe essere uno dei posti più suggestivi della città: la Darsena. Paradigma invertito dal 2004, diventato uno dei posti più orripilanti della città. Ora, si spera, l’epilogo.
Il TAR ha respinto nel merito il ricorso presentato dalla Progetto Darsena spa che intendeva aumentare i posti auto per rientrare nei costi. Da oggi il concessionario non ha più alcun titolo per detenere l’area. Il Comune è pronto ad avviare una ricognizione sullo stato delle sponde e del fondale della Darsena per poter lanciare in breve tempo la bonifica e la riqualificazione. I milanesi aspettano impazienti.
Le nuvole, un brusco abbassamento di temperatura, forti raffiche di vento, neppure il timore di problemi di circolazione (pubblica e privata) dovuta alla Maratona ha fatto desistere appassionati di gardening, balconaggio (così si chiama l’arte di inverdire terrazzi e balconi cittadini) dal vistare l’annuale esposizione Fiori sui Navigli, che anima le alzaie milanesi.
Ci abbiamo fatto un giro anche noi, armati di macchina fotografica. Ecco come si presentava questo mercato ricco di fiori, piante, erbe aromatiche e tutto quello che può fare felice chi si sente il pollice verde!
Foto | Carlo Prevosti
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La primavera è iniziata da pochi giorni (almeno quella metereologica) e i Navigli tornano a vivere. La riapertura dei corsi d’acqua infatti ha ridato finalmente dignità ad alcuni degli scorci più pittoreschi della città di Milano, anche se la lotta alle alghe sembra non essere vinta definitivamente. Domenica invece la nuova stagione colorerà le alzaie in una delle manifestazioni più belle che si svolgono lungo i canali, si tratta di Fiori sui Navigli, un mercato di piante, fiori e attrezzature da giardino provenienti da tutta Italia che riempiranno di colore e di profumi le sponde del Naviglio Grande, dalle ore 09:00 alle 18:30.
L’effetto scenico sarà sicuramente stupefacente, infatti ogni espositore deve rispettare alcune regole fondamentali, in particolare quella di allestire scenograficamente il suo spazio in modo da creare un effetto cromatico spettacolare. In pratica una sorta di gara non dichiarata a quale sarà la bancarella (anche se chiamarle così è riduttivo) più bella e coinvolgente. Dopotutto la pubblicità è l’anima del mercato e i fiori sono praticamente i cartelloni pubblicitari del mondo vegetale (se mi passate la similitudine).
Oltre all’esposizione di fiori e piante, anche i negozi e gli atelier d’arte dell’area compresa tra l’Alzaia Naviglio Grande e Ripa di Porta Ticinese, fino a Porta Genova rimarranno aperti tutto il giorno a disposizione dei numerosi visitatori.

Non è bastata un’asciutta totale da record per disinfestare i Navigli dalle alghe. L’operazione andrà ripetuta in autunno e nella prossima primavera, perché ancora, a seconda dei tratti, ci sono parti del letto e delle sponde dei canali artificiali infestati da alghe. Ranuncoli, per meglio dire. Anzi, per puntare il dito, ranunculus fluitans: è questa l’erbaccia che ha causato gravi danni all’agricoltura limitando drasticamente l’acqua in fondo al Naviglio Pavese.
Ieri sono stati riaperti i condotti a Turbigo e oggi l’acqua dovrebbe arrivare a riempire la Darsena. “Bisognerebbe fare un intervento in stile Vietnam - ci scherza su Mario Fossati, direttore tecnico del Consorzio Villoresi, che gestisce i canali - Purtroppo occorre un’asciutta totale all’anno. Solo così si possono evitare i forti disagi all’agricoltura avuti nelle scorse estati per via della poca acqua che arrivava in fondo ai canali”.
La secca che si è appena conclusa è stata una delle più lunghe degli ultimi anni ed era iniziata il primo febbraio. Per completare il lavoro di disinfestazione, dopo la prossima secca (da metà settembre a novembre) occorrerà una nuova asciutta totale, calendarizzata per la prossima primavera, periodo migliore per dare il colpo di grazia alle erbacce. Che non sono autoctone, ma arrivano dai laghi o dal Ticino, dove qualcuno ha perso della semenza di quei ranuncoli che di solito sono usati nei recuperi ambientali.
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Immaginate di dondolare sull’acqua in un comodo viaggio dal centro storico di Milano fino a Pavia o Cremona. Mantova o Piacenza. Venezia… Continuate a immaginarlo perché ci vorrà un sacco di tempo, ma nel giro di tre anni potremmo invece ammirare la Conca di Viarenna, a due passi dal Parco delle Basiliche, risplendere nel suo stato originale, nuovo porto turistico della città là dove una volta, correva l’anno 1438, gli ingegneri (cioé quelli che ci si ingegnavano, a far queste cose) della Veneranda Fabbrica del Duomo realizzarono la conca per consentire il passaggio dal Naviglio Grande alla cerchia dei navigli, agevolando così il trasporto dei massi di marmo destinati a innalzare la Madonnina nel cielo ambrosiano.
Il progetto preliminare, presentato ieri sera alla città dagli Amici dei Navigli, prevede la realizzazione di un tragitto di 256 metri attraverso via D’Annunzio per (ri)collegare la Darsena alla Conca di Viarenna, là dove una volta si trovava il laghetto di via Olocati. Poco cosa? Ma che, via D’Annunzio sarà ribaltata per un paio d’anni (il tempo necessario per i lavori), ma poi in Ticinese ci ritroveremo con la bellezza di 3.320 metri quadrati di superficie di acqua in più.
Continuiamo a sognare, perché i danèe ancora non ci sono. Certo la Lady di ferro davanti alla sola idea si è sciolta in un brodo di giuggiole e a ritirare il progetto ieri sera ha spedito addirittura due assessori: Maurizio Cadeo (Arredo Urbano) e Paolo Massari (Ambiente). Be’, il sindaco Moratti poteva inviare anche Simini (Lavori pubblici), ma sorvoliamo. Il progetto costa 8,4 milioni di euro: “Sarà in giunta in tempi brevi - ci assicura Cadeo - il Sindaco ci tiene molto e sappiamo che nell’Expo ci sono 300 milioni di euro circa per le vie d’acqua, quindi pensiamo anche a questo acceleratore”. D’altra parte, fu proprio il Sindaco a dire, archiviato il progetto del parcheggio sotto la Darsena, che la zona sarebbe stata interamente riqualificata.
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E’ stata un evento ricco di emozione e di ricordi quello che ha visto ricordata la memoria di Alda Merini, l’amata poetessa dei Navigli milanesi, al Teatro Dal Verme.
Sul palco si sono avvicendati recital e testimonianze di Valentina Cortese, Giovanni Nuti e Milva che, insieme alle figlie di Alda e del fratello, hanno dato vita a questo sentito momento che è stato intitolato Una piccola ape furibonda, come si definiva la Merini.
Splendida la risposta del pubblico che ha riempito il teatro per questa occasione del genere.
Foto di Larry Gelmini.
Alda Merini Memorial








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