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Rivoluzione nei percorsi di tram e bus a Milano Nord con l'apertura della Metrotranvia 31 per Cinisello

pubblicato da giulio


Questa domenica comincia finalmente a funzionare a pieno regime la nuova Metrotranvia 31 per Cinisello Balsamo, come vi avevamo preannunciato a Dicembre. Ora si scopre che questo implicherà una rivoluzione nei trasporti di tutta l’area nord della città, con variazioni di percorso, linee soppresse e altre inaugurate.

Nel dettaglio verranno soppresse la storica linea di tram 11 (sostituita dalla 7) e l’autobus 704, mentre subiranno cambiamenti di percorso il tram 5 e i bus 40, 44, 51, 81, 83, 702, 727, 729. I nuovi mezzi, oltre alla linea 31, saranno invece l’86 “Quartiere Turro - Ospedale Maggiore – piazzale Lagosta”, 87 “Sesto Marelli M1 – Stazione Centrale”, 728 “Milano – Greco FS - Cinisello Balsamo” e 705 “Milano – Comasina - Cormano”, che sostituirà la 704.

Per le variazioni di percorso trovate tutte le informazioni rese disponibili da ATM dopo il salto.

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Ospedali e primari: Cl fa il pieno al Niguarda

pubblicato da Alessandro Condina

Ma solo Mastella e l’Udeur nominano i primari ospedalieri? Secondo quello che racconta L’espresso non è proprio così, anzi anche a Milano - in un ospedale di primo piano e di eccellenza come il Niguarda - le nomine sono di provenienza politica. Con Comunione e liberazione, di cui fa parte il presidente della Regione Formigoni, a fare la parte del leone.

Sono ciellini i primari di Medicina, Cardiologia, Rianimazione, Epidemiologia e Microbiologia; mentre quello di Terapia della pelle fa parte dell’Opus Dei. Di Cl anche il direttore generale, quello amministrativo e quello sanitario. Il massimo poi si raggiunge a ginecologia: i medici assunti negli ultimi 10 anni sono tutti obiettori di coscienza (ma perché fanno i ginecologi, mi chiedo?). Risultato:

le interruzioni di gravidanza pesano sulle spalle di soli tre medici, costretti a rinunciare alle ferie e ai riposi. Mentre le donne si vedono convocare alle sei del mattino, devono aspettare per ore sulle scale perché manca anche una sala d’attesa, prima di finire su un lettino con la scritta: aborto.

E Milano rimane un centro d’eccellenza per la medicina, anche se i privati aumentano sempre più i profitti a scapito del pubblico.

Le foto storiche dell'Ospedale Maggiore

pubblicato da margot

Un'ambulanzaAvete tempo fino al 25 febbraio per andare a scoprire alcune immagini che ritraggono il glorioso passato meneghino. La mostra “L’Occhio clinico. Milano nelle fotografie storiche dell’Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena”, promossa dalla Fondazione IRCCS e allestita nelle sale del Museo di Milano in via Sant’Andrea 6, ripercorre tutte le fasi architettoniche degli edifici: dall’architettura ottocentesca per proseguire con le immagini del Novecento prima dei bombardamenti nel 1943.

L’Ospedale Maggiore venne commissionato da Francesco Sforza all’architetto Antonio di Pietro Averlino, detto il Filarete, per i poveri di Milano. La prima pietra della cosidetta “Ca’ Granda” fu posta il 12 aprile 1456. L’ospedale - il cui edificio adesso ospita l’Università degli Studi di Milano - fu disegnato con criteri di modernità: le camerate per i malati - ad esempio - erano dotati di canaline percorse dall’acqua del vicino Naviglio per mantenerne l’igiene ed evitare il diffondersi delle infezioni. Nell’Ottocento tra ampliamenti e donazioni si arrivò a quasi duemila quattrocento posti letto. Gli scatti, circa un centinaio, sono di Icilio Calzolari e Michele Torroni e provengono dal grande archivio ospedaliero.

Nella foto uno degli scatti in mostra: una carrozza ambulanza dell’ultimo quarto dell’Ottocento.

Orario: dalle ore 14.,00 alle 17.30
Chiuso il lunedì
L’ingresso è gratuito

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