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Tutti gli articoli con tag Paolo Sarpi

Dopo Padova, ordinanze anche per Sarpi e Corvetto

pubblicato da Silvio Gulizia

Arrivano le ordinanze anche per Paolo Sapri

Dopo via Padova, tocca a Paolo Sarpi sperimentare le ordinanze contro il degrado e per la sicurezza. Saranno pronte per la prossima settimana due nuove ordinanze che instaureranno il coprifuoco anche a Chinatown.

Così le chiusure anticipate per centri massaggio (giù le serrande alle 20), internet point , phone center, sale giochi (alle 22) e bar (alle 24) andranno di pari passo con il dovere di segnalare ai vigili chi vive negli appartamenti affittati.

Negli ultimi due anni inteventi dei vigili a Chinatown hanno permesso di scovare 18 internet point trasformati in dormitori abusivi, mentre più di recente due centri massaggio sono stati chiusi perché erano luoghi di prostituzione.

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Lavori in Paolo Sarpi: la nuova Chinatown è già online

pubblicato da Silvio Gulizia

cantiere sarpi lavoro in via paolo sarpi chinatownViaggio nella nuova via Paolo Sarpi attraverso il web. È una delle iniziative del Comune per meglio far digerire ai residenti la pedonalizzazione della zona i cui lavori dureranno oltre un anno. Iniziati infatti a gennaio, i lavori proseguiranno fino al febbraio 2011 per lasciare in dote alla città un’isola pedonale con 36 alberi ad alto fusto e 650 metri quadrati di verde.

I lavori possono essere seguiti su www.cantieresarpi.it, sito destinato nel prossimo futuro a divenire luogo di aggregazione virtuale per i residenti. Già oggi infatti i commercianti potranno segnalare iniziative speciali in occasioni di eventi. Non a caso l’Ales, associazione che conta 250 iscritti fra commercianti italiani e cinesi, si sta organizzando per il Salone del Mobile.

La pedonalizzazione fa seguito alla trasformazione della Chinatown milanese in ztl, soluzione trovata dal Comune dopo la rivolta dei carrellini dell’aprile 2007. Il progetto di riqualificazione, sviluppato dal Comune con MM, costerà 5,5 milioni di euro. Il cronoprogramma prevede interventi in tre fasi: fino a giugno fra largo Gadda/via Canonica e via Lomazzo da giugno a settembre il tratto Lomazzo-Niccolini e poi quello Niccolini-Montello.

Durante i lavori Sarpi non resterà però isolata dalla città. Il Comune organizzerà una cartellonista apposita per segnalare negozi e attività per indirizzare la gente verso il quartiere. Per tutta la durata dei lavori i vigili fissi in zona, incaricati di sorvegliare il carico/scarico merci, passeranno da 16 a 23.

Foto | CantiereSarpi

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"Made in Chinatown": esce il film-documentario sul quartiere Sarpi

pubblicato da giulio


A pochi giorni dagli scontri di via Padova, che hanno riacceso le polemiche sull’integrazione degli stranieri a Milano, ecco uscire un opera visuale dedicata a un altro dei quartieri “etnici” di Milano: quello di via Paolo Sarpi.

Stiamo parlando di Giallo a Milano - Made in Chinatown, film-documentario ed esperimento cross-mediale diretto da Sergio Basso e prodotto da La Sarraz Pictures, da ieri nei cinema delle principali città italiane. Il relativo gruppo di Facebook lo presenta così:

Un bel giorno un italiano chiede la mano a una cinese, e questo genera una catena di reazioni nella comunità.Dal focus particolare su una delle Chinatown più vecchie e grandi d’Europa, il film porta lo spettatore in una metafora universale, sull’odio e sui sogni tra Occidente e Cina.Un film con un accesso diretto alla comunità cinese, con un regista italiano…che parla cinese

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Milano sotto la neve - Cronaca di una candida odissea serale

pubblicato da carloprevosti

Odissea sotto la neve

Ore 18, da qualche parte in fondo a Via Ludovico il Moro. La neve fiocca copiosa da almeno un paio d’ore. Lo scooter non mi pare una buona idea per ritornare a casa. Due biglietti dell’Atm in tasca mi incammino lungo il Naviglio nella speranza di incrociare un tram. Speranza vana a giudicare da quanta gente aspetta alle fermate. Armato della mia fedelissima fotocamera comincio, senza saperlo una lenta ricognizione metropolitana che mi condurrà a piedi fino in zona Paolo Sarpi.

Il freddo passa dopo pochi minuti. Il traffico è fermo un po’ ovunque. Sui marciapiedi c’è un’atmosfera strana, tra pedoni in difficoltà si respira una certa aria di solidarietà che normalmente non si percepisce. In mezzo alla strada il delirio. Clacson che suonano, qualche ambulanza cerca di farsi largo tra le macchine, i pochi spazzaneve riescono a malapena a compere il loro compito ingrato. Le pale degli addetti del comune, dei volontari o dei cittadini che “dovrebbero” pulire sotto casa si danno da fare, ma in pochi minuti è tutto bianco di nuovo.

Camminando lentamente per non finire in terra si apprezza maggiormente i tratti lontano dal traffico. La neve ovatta ogni rumore e tutti sembrano più gentili nei loro movimenti lenti e goffi. I piedi sono già zuppi, tanto vale decidere di affrontare il Parco Sempione. Scopro che la sua morfologia sotto una densa nevicata appare completamente diversa. Chi si diverte sono soprattutto i cani che possono giocare in compagnia in un ambiente tutto nuovo.

Ore 20, dopo 8 chilometri di trekking metropolitano sotto la neve arrivo a casa e metto su una zuppa calda. Chissà dove sarei se avessi aspettato quel tram che non arrivava…

Odissea sotto la neve
Odissea sotto la neveOdissea sotto la neveOdissea sotto la neveOdissea sotto la neveOdissea sotto la neveOdissea sotto la neveOdissea sotto la neveOdissea sotto la neve

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Recensioni: Enoteca in zona Paolo Sarpi

pubblicato da Chikatetsu


L’enoteca in questione probabilmente la conoscete già. La conoscono un po’ tutti a Milano. Se non altro per la sua storica proprietaria, che da 18 anni ha ceduto il locale, Milly. Capello nero corvino, con una striatura bianca sul ciuffo. Uno di quei personaggi della Milano di una volta, che se si gira un po’ per le strade, per i locali, per i quartieri, non la si può non ricordare. Lei il locale lo ha mollato, apparteneva alla sua famiglia dal 1896, però a tutt’oggi è ancora identico.

Dentro ci sono ancora gli articoli di giornale che parlano di Milly, le sue foto e soprattutto i vini. Vini, vini e ancora vini. Di tutti i tipi e per tutti i gusti. Italiani, francesi, statunitensi, spagnoli e via dicendo. Se ci fate un salto in ora aperitivo trovate anche un paio di stuzzichini rustici, bruschette con salame, pancetta, cipolla, pomodoro e via dicendo.

Si sta in piedi al bancone, oppure al tavolino di legno, sulla panca. La frequentazione è di vecchia data, nel senso che chi ci andava vent’anni fa ci va ancora oggi e chi ci va è perché ha voglia di trovare un buon vino, uno particolare, che gli piace o che vuole conoscere. Non un bianco della casa. Il prezzo ovviamente è variabile, a seconda di cosa scegliete. Non abbiate timore a chiedere quanto costa un bicchiere di qualcosa, vi verrà detto con grande cortesia e vi spiegheranno anche un paio di nozioni sul vino che state per bere. Dimenticavo, Via Paolo Sarpi 30, chiusura lunedì.

cantine isola
cantine isola

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L'uomo vitruviano di Chinatown

pubblicato da Chikatetsu


Uno splendido segno di una città che, nonostante tutto, prova ad essere multietnica. L’altro giorno, mentre ero in Via Paolo Sarpi, vicino all’incrocio con Via Montebello, ho incrociato questo incredibile Uomo Vitruviano in salsa orientale.

Una riproduzione del disegno di Leonardo, che anziché avere al centro una classica figura occidentale, ritrae Bruce Lee, o qualcuno che gli assomiglia molto, con tanto di pantaloni da Kung Fu e una posa che, con un po’ d’immaginazione, ricorda le movenze dell’attore di Hong Kong durante la preparazione ad uno dei tanti combattimenti che lo hanno visto protagonista.

Un simbolo dell’occidente, l’Uomo Vitruviano, archetipo di perfezione, che si fonde con il più noto volto dell’immaginario pop orientale e con il Kung Fu, disciplina mentale e fisica che dovrebbe portare alla totale armonia di corpo e mente.

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Recensioni: Pizza al trancio in zona Paolo Sarpi

pubblicato da Chikatetsu


Siete nella ‘Chinatown’ di Milano e non avete nessuna voglia di mangiarvi un riso alla cantonese, un involtino primavera e nemmeno un’omelette con una baguette? La risposta autarchica la trovate in Paolo Sarpi al numero 60, dalla storica pizzeria al trancio Da Giuliano.

Secondo chi scrive è una delle migliori pizze al trancio di Milano, certo, se siete dei puristi della pizza sottile e croccante, Da Giuliano non fa per voi. Se invece adorate il pizzone spesso due centimetri, avete trovato il posto giusto.

Il locale è molto grande decine e decine di posti a sedere, nonostante questo in alcune giornate particolarmente affolate c’è da aspettare un po’ per sedersi. La pizza la si può portare via o là si può mangiare in loco. Quando vi sedete al tavolo la scelta è molto semplice, il cameriere vi chiede se la volete abbondante o normale. Dopodiché potete passare alla farcitura: salame piccante, crudo, funghi, acciughe e tutte i classici orpelli da pizza che non sto ad elencarvi.

Certo, ci sono anche altri piatti, ma io mi sono sempre tuffato sulla pizza. L’altro giorno ad esempio c’erano le lasagne. Anche i dolci sono decisamente buoni e il servizio è rapido e amichevole. I prezzi sono contenuti, una pizza normale costa 7€, con cinquante cent. in più passate alla versione abbondante (parlo di pizze condite, non margherita). Bibita 3€ e quartino di vino, se siete soli, 3€ pure quello. Il locale chiude al lunedì, se volete prenotare il numero è 02-341630.

pizzeria da giuliano
pizzeria da giulianopizzeria da giuliano

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Arredo urbano in Via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncino

pubblicato da giulio


Qualche settimana fa vi ho presentato il mio piccolo reportage sull’arredo urbano di Milano, e non poche delle foto che lo corredavano erano state scattate dalle parti di Chinatown. Oggi sono passato per caso di nuovo in via Paolo Sarpi e ho notato una vera e propria bizzarria: i primi due paletti antiparcheggio di via Braccio da Montone sono stati avvolti da qualcuno in una sorta di maglioncino dai colori sgargianti!

Date un’occhiata alla gallery: si direbbe proprio che le guaine di lana siano state create su misura per i paletti. Chi potrà essere l’autore di tutto questo? I tanto bistrattati commercianti cinesi? Gli agguerriti comitati di quartiere italiani? Qualche sedicente artista d’avanguardia?

In ogni caso, un bel modo di creare un po’ di sano stupore e di ravvivare quell’arredo urbano milanese che, come abbiamo visto qualche tempo fa, non è esattamente un modello di virtù estetiche.

Arredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncinoArredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncinoArredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncino

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L’arredo urbano di Milano, la città sciatta: seconda parte, archetti e barriere

pubblicato da giulio


Se le strade milanesi non sono un modello di armoniosa eleganza, questo è dovuto anche ai dettagli del suo arredo urbano: tutto un caotico accumulare ed accostare stili diversi, senza il benché minimo senso apparente.

Dopo la puntata di martedì, dedicata ai paletti anti-parcheggio, veniamo oggi ad un altro cas de figure: gli archetti, che si distinguono dai loro fratelli maggiori per il fatto che permettono di legare biciclette e motocicli.

Ne esistono due varietà principali: quelli gialli, più sottili ed arrotondati, e quelli metallizzati (presubilmente parenti stretti dei paletti silver di cui abbiamo parlato ieri). Questi due tipi vengono spesso accostati gli uni agli altri, e non è raro il caso che vengano inseriti per sostituzione archetti di un tipo all’interno di serie dell’altro.

Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggioArredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio

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Carrellino d'oro, il Gran Premio di Paolo Sarpi

pubblicato da Chikatetsu


Qui non c’è ricorso che tenga, non ci sono diffusori sui quali sollevare polemiche, ne pit-stop programmati. La gara si fa tutta in un fiato, ci si ferma solo se cadono le scatole per rimetterle sul carrellino. Il Gran Premio di Chinatown, il Carrellino d’Oro, si è svolto ieri, per le vie della zona Sarpi.

Una quarantina di concorrenti, metà italiani e metà asiatici, tutti insieme per giocare e fare un po’ di ironia sulla questione ‘carrellini’ che tanto ha infiammato gli animi di chi governa Milano, forse in modo anche un po’ strumentale.

La gara si è svolta nonostante il tempo non fosse splendido e, ovviamente, ha vinto chi col carrellino ci lavora tutti i giorni. Il campione si chiama Yunta, lavora in Sarpi e ha una trentina d’anni. Ha alzato al cielo il trofeo e attende nuovi sfidanti per la prossima edizione del Carrellino d’oro.

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