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Università milanesi al Governo, le indiscrezioni meneghine sui futuri ministri

pubblicato da Arturo Bandini



Quello che si profila all’orizzonte sarà un governo “tecnico”. Ma cosa si intendo per tecnico? Sembra di capire che si definisce così un governo composto da ministri presi dal mondo dell’università e dai centri si studio o di ricerca. Niente politici e solo gente seria, insomma. Il probabile governo Monti, nel totoministri che impazza sui giornali, sembra proprio che si doterà di un corposo parterre di accademici di peso, la maggior parte dei quali appartenenti proprio alle università milanesi.

Oltre allo stesso Mario Monti (ex rettore della Bocconi, attuale presidente dell’ateneo e membro del cda dell’istituto Javotte-Bocconi), l’ateneo di via Sarfatti può vantare altre due candidature: quella dell’attuale rettore Guido Tabellini, probabile futuro ministro dell’economia, e quella di Carlo Secchi, professore ordinario di Politica economica europea e diciassettesimo rettore dal 2000 al 2004, in pista per il ministero dello Sviluppo Economico.

Ma non è tutto. Tra i vari candidati alle poltrone del governo Monti, c’è pure Lorenzo Ornaghi l’attuale magnifico rettore dell’Università Cattolica e papabile ministero dell’Istruzione. Della Cattolica è anche Carlo Dell’Arringa, docente alla facoltà di Economia e in pole positione per il welfare. Infine c’è Pietro Ichino, ordinario di diritto del Lavoro alla Statale e direttore del Master Europeo in Scienze del Lavoro dell’Università degli Studi di Milano. Lui è il candidato numero uno al ministero del Lavoro.

Foto | Flickr

Dipendenti comunali: un mese d'assenza all'anno

pubblicato da Gabriele Ferraresi

C’è chi, come Pietro Ichino, ha scritto libri interi sui “fannulloni” pubblici, e chi, come Giavazzi gli è andato dietro. Il Giornale oggi riporta i giorni di assenza dei dipendenti di Comune, Provincia e Regione. Si va dalla ventina di giorni circa per i lavoratori di palazzo Isimbardi ai ventisette per quelli di palazzo Marino; non proprio pochi. Ignoro quanto sia la media nazionale, ma farsi quasi un mese di malattia l’anno non è proprio uno scherzo: quasi un mese, un febbraio, non bisestile.

I dipendenti del Comune sono risultati meno virtuosi dell’anno precedente e da Palazzo Marino si è parlato di “un fenomeno noto, ma si tratta di assenze per malattia”; un fenomeno che si cerca di arginare con controlli che in una qualunque azienda si utilizzano de decenni, come, addirittura, il badge magnetico. L’opposizione ha proposto di istituire una commissione di controllo sulle attività della pubblica amministrazione.