Prosegue il tour di Milano dall’alto, uno sguardo sulla città vista da insolite prospettive. Dopo i panorami che si aprono dal 31° piano del Pirellone e la passeggiata notturna sulla Galleria Vittorio Emanuele II, siamo andati a scoprire la vista che si apre dalla Terrazza Martini, in cima al palazzo che domina Piazza Diaz, a due passi dal Duomo.
Nelle giornate particolarmente limpide da questo luogo si può godere di un panorama mozzafiato che dal centro di Milano spazia fino all’Arco Alpino, ma un pizzico di foschia è in grado anche di dare maggior fascino a certi scorci
Foto | Carlo Prevosti
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E due! Questo è il secondo arcobaleno su Milano che acchiappiamo: risale tutto alle 19.30 circa di ieri sera, le foto sono fatte dalla Collina dei Ciliegi, passavo da quelle parti tornando dal lavoro e il dimenticato e misconosciuto Montestella di Milano nord era l’unico luogo sopraelevato che offrisse una visuale decente.
Visuale decente che non offriva solo l’iridescente fenomeno ottico e meteorologico, ma anche una discreta visuale dello skyline di Milano, soprattutto di quello futuro. Tra Pirellone, Galfa, Torre Velasca, Altra Sede e altri palazzi in costruzione, tra qualche anno vedremo un cielo completamente diverso sopra Milano.
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Una bomba sui binari dei treni per i pendolari che vengono tutti i giorni in città per lavorare. Non si tratta di un ordigno bellico ma di una seria minaccia paventata in seguito alla manovra correttiva che il Governo vorrebbe attuare per risanare l’economia pubblica. Questa volta però la notizia non arriva da qualche ente autonomo o da un comitato di pendolari ma direttamente dal Pirellone, la sede della Regione Lombardia.
E’ proprio l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Cattaneo, a sottolineare che il rischio concreto è quello di perdere quasi il 30% dei materiali utilizzati per i trasporti regionali. Provate ora a immaginare la situazione di ogni mattina lavorativa nelle stazioni da cui partono i pendolari qualora venisse a mancare da un giorno con l’altro un treno su tre. L’assessore infatti parla di tagli netti, non di un riassesto dei servizi con ovvie ripercussioni sui cittadini.
I pendolari sono già pronti a lottare ma le previsioni di Cattaneo dipendono ovviamente da decisioni più in alto del Comune di Milano e anche della Regione Lombardia. La prospettiva oltretutto sarebbe un incremento di traffico automobilistico per i pendolari, cosa che ovviamente non può che acuire molti dei problemi che affliggono la nostra città, dalla congestione del traffico all’inquinamento. Ma sono considerazioni ovvie.
Foto | Flickr
La politica milanese (e non solo) sta vivendo attimi di grande concitazione. L’esclusione della lista di Formigoni è una bomba che ha scosso il Pirellone fino alle fondamenta. Difficile valutare la situazione da un punto di vista obiettivo. Da una parte è vero che la democrazia dovrebbe essere esplicitata attraverso il voto anche del listone di centro destra, dall’altra parte il “pasticciaccio” è stato un clamoroso autogol realizzato in nome del rispetto delle regole, da sempre alla base delle elezioni politiche. Grande attesa quindi per le decisioni che emergeranno nel Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio dopo che il presidente Napolitano ha escluso la possibilità di un decreto legge ad hoc.
Ma c’è un elemento pratico molto più “terra a terra” di cui a Milano nessuno sembra essersi accorto. Stiamo parlando della comunicazione elettorale presente sulle strade. Premesso che reputo squallido e incivile lo stato con cui vengono mantenuti i pannelli di lamiera (spesso vicino a scuole e asili sedi di seggi) che vengono montati all’inizio delle campagne elettorali, bisogna sottolineare che si tratta di spazi dedicati proprio alla comunicazione politica. I regolamenti per le affissioni (ricordo che i partiti godono di forti agevolazioni per la comunicazione in caso di campagna elettorale) sono chiari e le affissioni abusive devono essere bloccate e sanzionate (vedi cosa è successo a Roma in febbraio). Rimane quindi ovvio che la comunicazione (se già esposta) delle liste che non sono state accettate risulta abusiva.
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“Dilettanti allo sbaraglio” li ha definiti il leader della Lega Bossi. A vedere che l’avvocato del listino di Formigoni si è presentato giovedì con 10 minuti di ritardo al Tar per consegnare il ricorso contro l’esclusione del listino del presidente dalla corsa al Pirellone, trovando il portone chiuso, viene da dargli ragione. Per fortuna del presidente uscente, il Celeste aveva deciso di presentare anche lui come persona interessata un ricorso al Tar. E il suo avvocato è stato puntuale.
Nonostante questo, alla fine i due ricorsi sono stati presentati. Secondo lo staff del Pdl è “tecnicamente impossibile” che il Tar si pronunci oggi, e anzi potrebbe volerci qualche giorno. Intanto, come promesso dal ministro della Difesa La Russa, si affilano le armi. Nel pomeriggio di giovedì alcuni candidati del Pdl sono in piazza per raccogliere firme di protesta, mentre su Facebook il Governatore invita gli amici a tempestare di fax il quirinale.
I ricorsi al Tar pongono due quesiti. In primis, la sospensiva: si chiede di sospendere la decisione presa dall’ufficio centrale della Corte d’Appello, possibilmente - per fare prima - “inaudita altera parte”. Cioè senza sentire l’altra parte, a meno che proprio non se ne possa fare a meno. In seconda battuta, si chiede di prendere in considerazione il merito della vicenda, riammettendo la lista sulla base della valutazione della commissione elettorale che l’aveva accettata, prendendo per buone le firme presentate.
Oggi o forse addirittura domani l’ufficio centrale della Corte d’Appello comunicherà se il controricorso della lista “Per la Lombardia” del presidente della Regione Roberto Formigoni ha le carte in regolare per la corsa al Pirellone. “Noi attendiamo fiduciosi - dichiara oggi su Repubblica e La Stampa il ministro della Difesa Ignazio La Russa, coordinatore regionale del Pdl - ma lo dico chiaro e tondo: non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Siamo pronti a tutto”. Già ieri il candidato del Pd Filippo Penati, ex presidente della Provincia, aveva commentato: “Formigoni è talmente tranquillo che ha sentito l’esigenza di far intervenire l’esercito”.
Lo staff del Governatore ha presentato il ricorso ieri verso le 13, e la Corte ha 48 ore di tempo per pronunciarsi. “Produciamo numerosissime sentenze che ci danno perfettamente ragione” ha tranquillizzato i suoi il Celeste, anche se Pdl e Lega (le cui liste decadrebbero in caso di “squalifica” di Formigoni) sono meno sereni. Di “dilettanti allo sbaraglio” ha addirittura parlato il leader lumbard Umbero Bossi.
Ieri inoltre i Radicali hanno rincarato la dose presentando altre due memorie alla Corte chiedendo anche la perizia calligrafica delle firme presentate a fronte di circostanze che “inducono a dubitare della stessa provenienza delle sottoscrizioni”. Secondo il leader della lista Bonino-Pannella Marco Cappato, escluso dalla corsa al Pirellone per non aver raccolto sufficienti firme, la lista “Per la Lombardia” avrebbe presentato certificati “rilasciati in data anteriore a quella dell’autenticazione del modulo”. E sempre secondo i Radicali ci sarebbero irregolarità riguardo alla data di chiusura delle liste regionali.

Il caso delle centraline che rilevano l’inquinamento a Milano è su tutti i maggiori quotidiani. Secondo le verifiche di qualità condotte dal Joint reserch center, il centro di ricerche della Commissione europea, i sensori dell’Arpa hanno spesso misurato livelli di smog inferiori a quelli registrati dai tecnici europei. Anche Carlo ci ha fatto un post.
I report della Commissione europea sono stati redatti a partire dal novembre 2006, un lavoro frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia. Peccato che i risultati sarebbero stati nascosti, poi recuperati grazie alla Battaglia per la trasparenza dell’Associazione Genitori antismog con un accesso agli atti e poi un ricorso al Tar.
Proprio qui sta il punto, soldi spesi per una ricerca e mai divulgati, se non grazie al caparbio lavoro di un’associazione.

Dopo la beffa della giornata senza auto che avrebbe dovuto interessare tutto il Nord Italia e che invece ha visto sfrecciare nel centro di Milano le 10000 auto della Settimana della Moda e creare code in tangenziale per l’uscita dalla città prima delle 10 di mattina e in rientro dopo le 18, ecco una nuova tegola che cade dal cielo (è letteralmente il caso di dire) questa volta dall’Unione Europea.
Sotto accusa questa volta ci sono i dati forniti dalle centraline di rilevamento dell’Arpa, l’agenzia della Regione che si occupa di monitorare la qualità dell’atmosfera. Il sospetto che arriva dall’Europa, che ci guarda con un occhio critico visto i pessimi risultati delle strategie anti inquinamento fino a qui messi in atto, è che i dati raccolti e diffusi non sono esatti.
In pratica i rilievi pubblicati dicono che l’aria di Milano fa schifo, quando in realtà sarebbe ancora peggio. Confortante no? Il dubbio è nato in seno alla UE quando all’alba del 31 gennaio del 2007 una centralina mobile della Commissione Europea ha fatto dei «controlli di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. I risultati sono drasticamente differenti rispetto a quelli delle centraline dell’Arpa. Ma come può essere successo?
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Diciamolo senza timore di smentite, il film di Renzo Martinelli dedicato alla figura di Barbarossa, o meglio a quella di Alberto da Giussano per essere precisi, è stato il film che nel 2009 ha suscitato maggiori polemiche sia dal punto di vista politico sia da quello cinefilo.
Barbarossa è il film dei record. 30 milioni di budget per il più grande kolossal “storico” dell’ultimo decennio. Una sfarzosa anteprima al Castello Sforzesco con tutto il mondo della politica che conta. Ma anche uno dei più grandi flop del cinema italiano, incassando circa 840 mila € nel complesso.
Barbarossa ora viene “riciclato” come dono di Natale dal Pirellone, con tanto di edizione di lusso che si fregia del marchio della Rosa Camuna, simbolo della Regione Lombardia. Un presente a tiratura limitata pensato dell’assessore regionale alle Culture, identità e autonomie Massimo Zanello.
In omaggio con il dvd del film anche un libro con tanto di prefazione firmata dal “senatur” Umberto Bossi. Personalmente segnalo a chi non l’avesse ancora letto, il bellissimo articolo di Aldo Cazzullo su Corriere.it, inviato al cinema a Legnano.
Intanto, come segnala anche Polisblog, dall’opposizione arrivano richieste di spiegazioni sulle spese di questo cadeau. I semplici cittadini non si disperino, presto arriverà in prima serata su “mamma Rai” (che ci ha messo altri soldi).
(Se) Magna cum gaudio!

L’arte proiettata sul grattacielo Pirelli, le immagini dei dipinti giganteschi. Da alcune sere si fanno le prove generali dello spettacolo che da domani fino all’Immacolata terrà compagnia ai milanesi e ai turisti di passaggio sotto il Pirellone: una ventina di quadri saranno riprodotti, grazie a un proiettore, sull’intera superficie della facciata del palazzo. L’effetto è suggestivo – sarà per le finestre del Pirelli ma sembrano più le decorazioni delle vetrate di una chiesa che dipinti – peccato per l’inquinamento luminoso di una pubblicità vicina che disturba la visione.
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