La prima uscita sul tema deve essere accreditata a Raffaella Piccinni, candidata alle prossime provinciali per la Lega. Parlando della qualità dei mezzi di trasporto cittadini, la Piccinni aveva parlato della possibilità di riservare un vagone alle sole donne (idea che è stata già attuata in altre città europee) ma poi aggiunge che sarebbe opportuno anche un vagone per soli extracomunitari aggiungendo che “poi arriverà Franceschini, con il mocassino, a dire che stiamo ghettizzando”. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Omnimilano e riportata solo dal quotidiano Il Giornale, nell’articolo si legge inoltre che secondo la Piccini “ci sarebbe più sicurezza, non ci sarebbe quello che ti affianca e si struscia”. La candidata della lega ha poi però proseguito dicendo “Ho preso una volta la metropolitana e sembra l’inferno”. Fortunata lei a cui un solo viaggio è bastato.
Questa mattina Matteo Salvini torna sull’argomento, mentre in Piazza della Scala venivano presentati i candidati milanesi del Carroccio alle elezioni provinciali. Salvini ha commentato le parole della candidata rispondendo che se prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinta, adesso si può pensare a posti, o vagoni, riservati ai milanesi.
Immediata la dura reazione di Aldo Brandirali, presidente della commissione Politiche sociali di palazzo Marino. Il tutto mentre l’Onu si dice preoccupata per le reazioni italiane nei confronti dei barconi dei clandestini.
Foto | Ataino
Oggi le pagine milanesi di Repubblica aprono con un pezzo di Gian Paolo Serino, vulcanico deus ex machina di SatisFiction, l’unica rivista - anche cartacea - che recensisce libri, e se poi li compri e non ti piacciono, ti ridà i soldi che hai speso. Una boutade? Non l’ho mai capito, ma Serino è uno che ne sa, e nel pezzo spiega una cosa molto vera: prima di tutto che trovare un noirista - o un giallista - al sabato mattina è più facile che trovare un idraulico.
Molto vero: visto che il boom editoriale di quella che un tempo era una nicchia, neanche troppo apprezzata, ha trovato terreno fertile nel conformismo delle maggiori case editrici, ed è diventato una moda. Ehi, ma nessuno dice che le mode siano brutte: alcune sono anche interessanti.
Ancora più interessante è che nel pezzo si parli di tre autrici, Carmen Scotti, Adele Marini e Rosa Teruzzi che per vie traverse hanno raccontato una Milano nascosta: quelle delle perversioni sessuali in “Il Vizio” di Carmen Scotti, il “Naviglio Blues” di Adele Marini, Rosa Teruzzi - che cura il rotocalco “Verissimo” - in “Nulla per caso”.
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