Ok, qui siamo a livello regionale, perché si parla della nuova bandiera della Regione Lombardia. Ma devo ammettere che quando ho visto le prove di futuro vessillo sul Corriere Milano di oggi non ce l’ho fatta. Mi spiace dovermi sbilanciare e so che i gusti sono gusti, ma le bozze che girano per ora sono tremende: non potevamo tenere la sana vecchia Rosa Camuna? Cosa aveva di male? È perfetta: un simbolo pulito, semplice, immediatamente riconoscibile.
Si vede che non si poteva: la stilizzazione dell’incisione rupestre ritrovata in Val Camonica risale al 1975 e fu firmata da Maestri con la M maiuscola. Bob Noorda, Roberto Sambonet, Bruno Munari e Pino Tovaglia, leggende del design. Qui Noorda ricorda quel periodo e alla domanda di un logo per Milano risponde «Un logo per la Milano di oggi? Ci ho pensato, ma non mi è venuto. Milano oggi non ha personalità» era il 2009. Noorda sarebbe morto nel 2010.
A che punto siamo con i lavori di questa imprescindibile emergenza? Al punto che si sta valutando, ci si sta pensando, ci sono commissioni di saggi in Regione al “lavoro” per valutare in che maniera integrare la Croce di San Giorgio con la Rosa Camuna in un’unica bandiera bitematica. Per ora i risultati del mash-up li vedete nella gallery.
Durante i mondiali di calcio siamo tutti d’accordo, l’Inno di Mameli lo si canta a squarciagola con la mano sul petto. Oggi, a pochi giorni dalla ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia sembra che si stia riscoprendo il tricolore e la sensazione di attaccamento alla propria nazione.
Ma non per tutti, tanto che la notizia che rimbalza da Milano sulle prime pagine di tutti i quotidiani on line (la notizia è troppo fresca perché sia già sulle edizioni cartacee) è la totale diserzione dei rappresentanti della Lega che alla prima seduta del consiglio regionale, al Grattacielo Pirelli, con introduzione sulle note dell’Inno d’Italia, le camice verdi lasciano l’aula e vanno al bar.
Superfluo ogni altro pensiero, lo lascio a voi nei commenti. La polemica intanto è già alta e sicuramente in occasione delle manifestazioni di giovedì diventerà ancora più rovente. Il presidente della Regione Formigoni ha commentato con questa frase, per la serie “una posizione presa con durezza”:
70 secondi di Inno di Mameli non fanno male a nessuno.
Il Grattacielo Pirelli è un simbolo di questa città almeno quanto il Duomo o la Stazione Centrale: era parecchio che volevamo salire fino al 31° piano, quello del belvedere, e scattare qualche foto. Ci siamo riusciti alcune settimane fa in una splendida giornata: vento gelido, cielo blu cobalto, le condizioni ideali.
La vista è in effetti impressionante: si vede tutta la città minuscola, senza fine. Sono circa 40 i km di visibilità fino all’orizzonte che si hanno a quell’altezza, in una giornata tersa come quella in cui sono salito. Davvero impressionante: ma anche lo spazio in sé, è effettivamente stupendo (oggi viene affittato pressoché quotidianamente e ospita eventi aziendali).
Peccato esserci rimasti così poco - poco più di un’ora - sarebbe stato bello passarci una notte intera, in un posto del genere… se volete salirci anche voi potete chiamare il numero 02-45487406 oppure scrivere alla mail che trovate su questo link al sito della Regione Lombardia. Ps: se in alcune immagini vedete come delle colonnine nere verso le montagne, sono i riflessi delle vetrate che non sono riuscito a togliere!
Le distanze a Milano non sono poi così enormi: da un capo all’altro la città misura circa 20 km, il che significa che a piedi la si può attraversare in più o meno quattro ore, visto che gli esseri umani viaggiano intorno ai 4, massimo 5 km/h.
Così la mattina dell’undici agosto ho pensato: vediamo di fare una traversata di Milano e fare qualche foto! Il risultato lo pubblicheremo in sei puntate questa settimana. Percorso scelto? Da piazzale Maciachini a San Donato.
In totale 13 km e rotti, forse qualcosa di meno visto che ho “tagliato” da piazza del Duomo seguendo vagamente il percorso della MM3, seppure con ampie deviazioni in stradine secondarie. Ehi! E questa idea non c’era nelle cinque cose da fare ad agosto a Milano!
Buona lettura.
Continua a leggere: 02blog e la (piccola) traversata di Milano

Una bomba sui binari dei treni per i pendolari che vengono tutti i giorni in città per lavorare. Non si tratta di un ordigno bellico ma di una seria minaccia paventata in seguito alla manovra correttiva che il Governo vorrebbe attuare per risanare l’economia pubblica. Questa volta però la notizia non arriva da qualche ente autonomo o da un comitato di pendolari ma direttamente dal Pirellone, la sede della Regione Lombardia.
E’ proprio l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Cattaneo, a sottolineare che il rischio concreto è quello di perdere quasi il 30% dei materiali utilizzati per i trasporti regionali. Provate ora a immaginare la situazione di ogni mattina lavorativa nelle stazioni da cui partono i pendolari qualora venisse a mancare da un giorno con l’altro un treno su tre. L’assessore infatti parla di tagli netti, non di un riassesto dei servizi con ovvie ripercussioni sui cittadini.
I pendolari sono già pronti a lottare ma le previsioni di Cattaneo dipendono ovviamente da decisioni più in alto del Comune di Milano e anche della Regione Lombardia. La prospettiva oltretutto sarebbe un incremento di traffico automobilistico per i pendolari, cosa che ovviamente non può che acuire molti dei problemi che affliggono la nostra città, dalla congestione del traffico all’inquinamento. Ma sono considerazioni ovvie.
Foto | Flickr

Il caso delle centraline che rilevano l’inquinamento a Milano è su tutti i maggiori quotidiani. Secondo le verifiche di qualità condotte dal Joint reserch center, il centro di ricerche della Commissione europea, i sensori dell’Arpa hanno spesso misurato livelli di smog inferiori a quelli registrati dai tecnici europei. Anche Carlo ci ha fatto un post.
I report della Commissione europea sono stati redatti a partire dal novembre 2006, un lavoro frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia. Peccato che i risultati sarebbero stati nascosti, poi recuperati grazie alla Battaglia per la trasparenza dell’Associazione Genitori antismog con un accesso agli atti e poi un ricorso al Tar.
Proprio qui sta il punto, soldi spesi per una ricerca e mai divulgati, se non grazie al caparbio lavoro di un’associazione.
L’inaugurazione dell’Altra Sede della Regione Lombardia e l’emergenza inquinamento di questo inizio gennaio possono a prima vista apparire due eventi del tutto slegati, accomunati soltanto da una mera coincidenza temporale.
In realtà, a ben vedere, alcune caratteristiche del nuovo “tetto di Milano” (e d’Italia) sono in grado di illustrare in modo emblematico perchè la nostra sia una città in cui la dipendenza dall’automobile non fa che accrescersi ogni anno che passa.
Durante la mia visita al grattacielo, qualche giorno fa, sono infatti stato informato dalla ragazza che ci guidava al 39° piano del fatto che sono stati costruiti tre piani di parcheggi, per un numero di posti esattamente equivalente a quello dei dipendenti della Regione che verrano trasferiti nella nuova sede.
Che Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia da quasi tre lustri, fosse un amante delle vacanze di lusso e della bella vita non è certo una novità. Difatti, nonostante abbia sventolato spesso la sua fervente fede cattolica come un vessillo che lo vorrebbe casto e sobrio, più volte Formigoni è stato pizzicato in situazioni non proprio aderenti con la propria professione di fede. L’ultima volta è stata proprio l’anno scorso quando il Governatore fu fotografato su un bellissimo yacht in rada nel mare sardo, mentre ballava spensierato con tre ragazze (qui trovate le foto di quella vacanza da sogno, pubblicate su Novella2000).
Ma Roberto Formigoni non si può certo accontentare di passare delle torride estati nei mari più belli del mondo, e così, per festeggiare la fine di quest’ultimo decennio, per lui ricchissimo di soddisfazioni personali, il Presidente ha pensato bene di recarsi con alcuni amici in uno dei più esclusivi resort del mare dei Caraibi, nell‘isola di Anguilla, esattamente nella Shoal Bay West.
Cinque camere da letto, sette bagni, piscine, campi da tennis, una decina di persone di servizio e un ristorante creolo-francese gestito dallo chef Maurice Leduc, queste alcune della caratteristiche dell’Altamer Resort. Prezzo per settimana: tra 29-33 mila euro, più 20 per cento di tasse. Ma sapete qual è l’elemento più bello di tutta questa storia? Il fatto che Roberto Formigoni sia riuscito a coronare il suo sogno di ragazzino: il collaudatore di vacanze: andare in giro in posti bellissimi ed essere pagato per questo.
Via | L’Espresso

Non produrrà che vapore acqueo il bus del futuro presentato ieri in piazza Duomo. Sono 3 mezzi a idrogeno che Atm immetterà nella circolazione stradale a giorni. Nel 2011 saranno 5. Insieme ai bus ibridi, cioè quelli ad alimentazione diesel/elettrica, i nuovi mezzi del futuro costituiscono l’investimento e la sfida alla mobilità sostenibile. Per la sperimentazione delle nuove tecnologie, infatti, sono stati investiti circa 15 milioni di euro: 5 milioni in autofinanziamento da Atm, 5 milioni da finanziamenti della Regione Lombardia, 5 da contributi europei e dal Comune di Milano.
Oggi nessuno al mondo è più avanti e ben poche aziende di trasporto pubblico stanno investendo per testare questi veicoli a zero emissioni. Certo, ci vorrà ancora tempo per realizzare l’immissione in servizio di grandi quantità di questi bus, ma l’idrogeno è evidentemente l’obiettivo di motorizzazione collettiva del futuro. Nei quattro anni tra il 2008 e il 2011, investiremo per la flotta 639 milioni, senza dimenticare che Milano è già la prima in Italia e in Europa per mezzi alimentati ad energia elettrica, quindi pulita.
Foto da Repubblica.it
Diciamolo senza timore di smentite, il film di Renzo Martinelli dedicato alla figura di Barbarossa, o meglio a quella di Alberto da Giussano per essere precisi, è stato il film che nel 2009 ha suscitato maggiori polemiche sia dal punto di vista politico sia da quello cinefilo.
Barbarossa è il film dei record. 30 milioni di budget per il più grande kolossal “storico” dell’ultimo decennio. Una sfarzosa anteprima al Castello Sforzesco con tutto il mondo della politica che conta. Ma anche uno dei più grandi flop del cinema italiano, incassando circa 840 mila € nel complesso.
Barbarossa ora viene “riciclato” come dono di Natale dal Pirellone, con tanto di edizione di lusso che si fregia del marchio della Rosa Camuna, simbolo della Regione Lombardia. Un presente a tiratura limitata pensato dell’assessore regionale alle Culture, identità e autonomie Massimo Zanello.
In omaggio con il dvd del film anche un libro con tanto di prefazione firmata dal “senatur” Umberto Bossi. Personalmente segnalo a chi non l’avesse ancora letto, il bellissimo articolo di Aldo Cazzullo su Corriere.it, inviato al cinema a Legnano.
Intanto, come segnala anche Polisblog, dall’opposizione arrivano richieste di spiegazioni sulle spese di questo cadeau. I semplici cittadini non si disperino, presto arriverà in prima serata su “mamma Rai” (che ci ha messo altri soldi).
(Se) Magna cum gaudio!