
Curioso, oggi due notizie riguardano il carcere di Milano. La prima notizia è la cattura di un assistente della polizia penitenziaria, addetto ai colloqui a San Vittore, che portava ai detenuti messaggi, cocaina e tessere telefoniche. La seconda è forse più sconcertante. E’ la dichiarazione del presidente della Corte d’appello, Giuseppe Grechi, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti: “Al carcere di San Vittore si esercita la tortura”.
Perché dove si tengono otto persone in una cella dove sei persone stanno sui lettini e due alternativamente in piedi, credo che questo sia una tortura. Quando il ministro della Giustizia Alfano è venuto a Milano la situazione è un po’ migliorata con il trasferimento di alcuni detenuti in altre carceri, ma poi è tornata a essere quella di prima. Per questo stiamo lavorando alla cittadella della giustizia
Inoltre vi segnalo la mostra fotografica Sanvittore, Custodiscili, all’interno del carcere (ingresso da Piazza Gaetano Filangieri 2, fino al 28 febbraio). Una selezione di settanta fotografie in bianco e nero del noto fotoreporter Roby Schirer, scattate nell’arco di 12 anni nei raggi del carcere, e da cui è tratta la foto in alto.

Vi ricordate quando nel 2002, all’epoca dei girotondi, il ministro Castelli ipotizzò che esponenti della sinistra volessero fomentare rivolte carcerarie per mettere in difficoltà il Governo? Altri tempi. Ora le rivolte carcerarie potrebbero partire spontaneamente. Spulciando la Repubblica di ieri mi sono imbattuto in questo articolo. Niente di buono e niente di nuovo. Il carcere è tornato a pieno regime: 1400 detenuti, dopo che l’indulto aveva sfoltito non poco l’organico. Ben oltre la soglia di tollerabilità, fissata a quota 800.
Fin qui, tutto normale. Che invece i reclusi non abbiano carta igienica, sapone e addirittura cibo fa pensare ad un regime carcerario da terzo mondo. Lo racconta un volontario dell’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale Antigone: “Da troppo tempo i pasti sono insufficienti a soddisfare il fabbisogno della popolazione carceraria. Dallo scorso luglio su 140 detenuti si è riusciti a garantire il pasto a 90″. Emergenza che fortunatamente è stata mitigata con l´intervento di alcune associazioni di volontariato”.
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Mentre tutti restano incantati di fronte alla sfilata organizzata all’interno dell’istituto penitenziario per il marchio San Vittore - sono vestiti realizzati dalle detenute unite nella Cooperativa Alice - di cui potete vedere qualche video dopo il salto, in via Filangieri al due, si scoppia. Si, perchè l’indulto, come ben noto, non è servito a niente, e le celle hanno ricominciato a riempirsi in fretta. Ci mancava solo che crollasse il secondo raggio e il quarto fosse inagibile. E’ crollato il secondo raggio ed il quarto è inagibile.
La situazione è, eufemismo, complicata. Qualche aggiornamento lo trovate qui, su Il due, web-zine dell’istituto. Ed ora in aggiunta ai problemi di agibilità e sovraffollamento, ci sono anche quelli di una di quelle piccole cose che aiutavano i detenuti a restare vivi, ovvero un lavoro. Sparito: perchè il call center della Telecom a cui rispondevano i carcerati, ora deve chiudere. La ragione è una sola: non ci sono abbastanza detenuti che parlino italiano.
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Un matrimonio? Una conferenza stampa? Un banchetto privato? La soluzione è, come intuibile, un buon servizio di catering. Ma quello che forse non sapete è che, oltre ai catering più noti, esiste “l’Abc la sapienza in tavola“, il servizio catering offerto dalla omonima cooperativa sociale costituita dai..detenuti del carcere di Milano-Bollate. La qualità e il livello dei prodotti e del servizio sono eccellenti, i prezzi - dicono - davvero competitivi. Si possono richedere pasticceria da asporto(torte e mignon), nonché cibi freddi e pizze (anche per quantità limitate). I “cuochi” del carcere lavorano aiutati da alcuni soci esterni: dalla sua nascita, “Abc la sapienza in tavola” ha curato centinaia di buffet per privati, istituzioni, fondazioni, università, perfino per la polizia penitenziaria e per il Tribunale di Milano…
Poco prima delle 8, in piazzale Aquileia, un passante ha avvertito i Carabinieri sostenendo di aver trovato qualcosa di sospetto.
Effettivamente si trattava di una bomba a mano MK2. Gli artificieri intervenuti sul posto hanno accertato che l’ordigno, non confezionato, era inoffensivo perchè vuoto all’interno.
La scoperta dell’ordigno non sarebbe accompagnata, per ora, da una rivendicazione. La bomba è già stata rimossa.