
Ovviamente il titolo di questo post vuole essere un ironico spunto per ragionare sulla situazione delle strade della metropoli milanese. La pioggia di questi giorni è stata insistente, ma siamo non certo di fronte a un monsone subtropicale. Appare quanto mai desolante, oltre che pericoloso, per chi viaggia in città con un mezzo a due ruote (moto o bicicletta che sia) constatare che basta questo piccolo accenno di maltempo a creare situazioni imbarazzanti, certamente non degne di una città che nel 2015 si candida a diventare il centro del mondo.
Nelle foto scattate questa mattina siamo dalle parti di Via Moliere, poco a nord della Triennale, nei pressi dell’incrocio con via Mario Pagano. A parte l’incivile usanza di utilizzare parte del Parco Sempione come parcheggio delle automobili, la situazione della strada potete giudicarla voi stessi. Questo è solo un esempio, perchè sono certo che ci segnalerete numerosissime altre situazioni simili in altre zone di Milano. Chissà che qualcuno del Comune sia il proprietario della station wagon abbandonata in mezzo al “lago effimero”, forse i piedi bagnati potrebbero spingere qualcuno a fare qualcosa, oltre che a cantare “Singing in the rain”!
Lago Effimero



Quando viaggiate le guide turistiche che portate con voi sono spessissimo realizzati da viaggiatori di professione e, quando sono meno accurate, raccolgono comunicati che possono contenere parecchie inesattezze.
La collana My Local Guide (MyLG) si candida come essere una novità dal questo punti di vista, una voce diversa dalle altre: non scritta da viaggiatori, ma dagli abitanti. Personalmente ho sempre pensato che il modo migliore per conoscere una città è quello di girarla accompagnato da qualcuno che la vive quotidianamente, quindi non posso che essere piacevolmente colpito da questa iniziativa editoriale.
La nuova guida sarà presentata al Lab della Triennale di Milano il 30 ottobre alle ore 18.30, presso lo spazio Lab in Viale Alemagna 6, in presenza degli editori di Edizioni Lightbox Mara Sartore e Matteo Bartoli, il grande esperto di gastronomia Allan Bay, la caporedattrice della guida Magdalena Szymkow e l’autore Simone Mosca, scrittore e giornalista milanese. Ospite speciale sarà Antonio Oliverio, Assessore Affari Generali, Turismo e Moda della Provincia di Milano,che ha contribuito alla realizzazione del progetto.
Continua a leggere: My Local Guide - La guida a Milano dei Milanesi

Dapprima la guerra, combattuta sui fronti opposti, a volte spietata, con arresti, ingiunzioni e pubbliche gogne. Ora, finalmente, la pace e una soluzione che in molti auspicavano da molto tempo. La Moratti ha accolto la proposta di Gisella Borioli, saggia per l’arte contemporanea nel comitato degli otto per la cultura, “un percorso di regole” che porterà i più famosi writer di Milano a colorare “le zone grigie” della città (e sono tante). I primi tre a raccogliere l’invito sono Ivan (autore di poesie urbane), Pao (il creatore dei famosi panettoni-pinguini) e Ozmo, altro “manico” della bomboletta, l’autore del graffito in alto, il San Michele after Raffaello, nel piazzale del monumentale.
Il patto è semplice: stop agli abusivi, sfregi e bombolette clandestine, ma solo progetti su commissione, “pensati per la città”. “D’ora in poi gli artisti saranno esempio e testimonial, è finita l’epoca trasgressiva”. Bros dunque non verrà più pizzicato per un graffito clandestino e insieme al fido compagno Ivan non potrà più inscenare singolari proteste fuori da Palazzo Marino. Chi ci sta, disegna e i ribelli si rassegnino: linea dura era e a breve sarà peggio con la nuova ordinanza anti-vandali.

Avete presente quelle strane cose che ci sono nel giardino alle spalle della Triennale? Quelli sono i Bagni Misteriosi di De Chirico, un’opera del ‘73, che proprio curatissima non è. L’opera rappresenta la spiaggia di Volos, città natale di De Chirico. Finalmente questo simulacro di città balneare riceverà le adeguate cure.
Entro il 2008 dovrebbe tornare allo splendore originale grazie al restauro deciso da Vittorio Sgarbi quando ancora era assessore a Milano. Pare tra l’altro che sia stata anche recuperata la statua di un pesce, che nuotava nella vasca dei Bagni Misteriosi, e che era sparita praticamente subito dopo l’inaugurazione della scultura.
Grandi festeggiamenti per il prossimo weekend, organizzati dal Comune e dal Coni: nella notte tra sabato 31 maggio e domenica 1 giugno, notte bianca per gli sportivi, mentre il 2 giugno, festa della repubblica, concerto di Andrea Bocelli in piazza Duomo, per 200 eventi che movimenteranno il lungo ponte milanese.
La Notte Bianca degli sportivi, meglio nota come [mu:v]Mi, propone tornei di calcio, pallavolo e pallacanestro, allestiti al Parco Sempione, partita del cuore tra nazionale artisti tv e stelle dello sport all’Arena, skate park alla Triennale e regata di canoa sui navigli. Gli eventi sono accompagnati anche da spettacoli, concerti rock e letture poetiche, cabaret con Teo Teocoli e musica di dj Coccoluto. Tutto il programma e gli appuntamenti sul sito ufficiale.
Capita di dimenticare qualcosa in cantina: la credenza della nonna che se fatta stimare potrebbe rendere qualche centinaia di euro, la bicicletta da passeggio che potrebbe risolvere i problemi di mobilità dello zio, la crosta comprata ad un’asta e poi dimenticata. Capita invece che al liceo Carducci dimentichino in un deposito 7 statue. Non sette statue qualunque, ma i “7 savi” di Fausto Melotti, qualcosa che se fatto restaurare potrebbe valere decine di migliaia di euro, altro che credenza della nonna.
Forse avete visto le sette statue gemelle al Pac dove sono state esposte e poi parcheggiate nel giardino. La storia delle statue si perde nella notte dei tempi. Il maestro dell’astrattismo concepì le sette statue per la VI triennale di Milano del 1936. Realizzate, poi distrutte dalla guerra, Melotti le ricostruì in pietra e le donò al liceo. Delle statue si era persa traccia dal 1964, dopo che erano state danneggiate dai soliti ignoti.
Sulle tracce del tesoro si sono messi un gruppo di impavidi allievi e professori come novelli Indiana Jones. Li hanno scoperti in un magazzino del liceo, abbandonate e in stato di degrado. La vicenda apre un quesito: chissà quante opere d’arte giacciono nelle cantine di fondazioni, enti, scuole, musei, fondazioni, etc, etc. Un patrimonio dimenticato che attende nuovi Indiana Jones.
Uno dei pochi casi in cui verrebbe davvero voglia di tornare bambini. Che di per sé non è poi questo grande vantaggio, visto che si è più bassi, si dipende in tutto e per tutto da giganti insensibili, si vive un quotidiano inferno di vessazioni con i coetanei; per poi arrivare all’acne giovanile, alè. Ma almeno si hanno, così si dice, meno pensieri.
La Triennale prosegue le celebrazioni per il centenario della nascita di Bruno Munari: con un percorso creato appositamente per i bambini dai due ai sei anni, dove “Toccare, manipolare, comporre, scomporre, sperimentare sono tappe di un processo di apprendimento e di formazione che si fonda sull’esperienza diretta e il gioco” stando al sito.
Un po’ di serenità, dopo la stupenda e inquietante esposizione delle opere di David Lynch. Il biglietto costa anche poco, e per i bimbi – facciamo anche per i grandi và – sarà di sicuro un’esperienza irripetibile. Occhio che la mostra è chiusa il lunedì. Trovate tutte le informazioni su prezzi e orari qui su Exhibart.
Alla Triennale si cambia: la libreria non sarà più gestita dall’azienda milanese Art Book, ma dal colosso dell’editoria Skira (gruppo Rcs), che ha offerto 450mila euro all’anno per tre anni.
Cambio di gestione, dunque, ma anche un’occasione per chi ama i libri d’arte ed è a caccia di occasioni. Art Book ha annunciato una svendita totale per il cambio di gestione: dall’8 al 28 gennaio sconti dal 30 al 70%. Vale la pena di farci un salto.

Attenzione, l’enorme coda che vedete fuori dalla Triennale è per la mostra di Striscia la Notizia, la foto l’ho fatta domenica scorsa. Una mostra da record dato che sta collezionando migliaia di presenze, pare oltre trentamila. Insomma, Striscia ha fatto meglio di tutte le mostre d’arte che sono passate da Via Alemagna, un fatto che fa riflettere, ma non è di questo che voglio parlare nel post.
Volevo solo avvisarvi che la coda è veramente mostruosa, quella che vedete in foto è solo un lato, dato che si estendeva anche dall’altra parte della Triennale (si vede sullo sfondo verso la fermata del bus), inoltre anche dentro l’edificio la coda continuava. Domenica la mostra chiude, se volete farci un salto il mio consiglio è di andarci oggi perchè nel week end sarà il delirio! Se invece andate alla Triennale per Lynch o per Lynch o per la mostra sugli anni ‘70, non preoccupatevi perchè la coda la potete tranquillamente superare.
Parte sabato la giostra della cultura e del divertimento “Movida anni 70“. Tanti i luoghi coinvolti, come ricorda il Corriere:
sabato sera in piazza Duomo, dalle 21, arriva la dance dal vivo di Kool & The Gang e Sister Sledge, con anche video, interventi, show, fino alle 2. La serata è condotta da Red Ronnie. Sempre sabato, in piazza Santo Stefano, tocca al jazz e alla fusion, con Eumir Deodato, Tullio de Piscopo, Franco Cerri. Un locale storico, il Derby, viene ricordato da Teo Teocoli e Mario Lavezzi nella sede dell’ex cinema Arti, in via Mascagni, grazie ad aneddoti, canzoni e alla presentazione di un video dedicato a Gaber.
Senz’altro una buona occasione di svago. Fa specie invece constatare come l’attualità sia relegata a semplici filmati di repertorio proiettati in Piazza S. Babila. Facile collegare il decennio alla spensieratezza e alla cultura pop. Più difficile pescare da un pozzo torbido e nero come gli anni di piombo, delle stragi “di Stato”; anni “affollati” per dirla alla maniera di Gaber. In tal senso segnalo l’uscita per l’Einaudi del libro “Anni ‘70″, l’autore è Giovanni Moro, figlio dello statista assassinato dalle Brigate Rosse. Il libro tenta di ricostruire una visione complessiva di quegli anni e si sofferma sul delitto Moro come l’apoteosi di un “affaire” ancora oscuro tra poteri occulti e terrorismo. Ecco Un interessante articolo a riguarda apparso sul Corriere.
Leggo poi un bel editoriale di Battista Pierluigi dal titolo inequivocabile: I colori degli anni Settanta in mostra a Milano: ma dov’ è il rosso sangue? - apparso qualche giorno fa è un’opinione autorevole sul “presunto” fermento culturale di quegli anni.