
In un post del 30 ottobre del 2006 avevo raccontato, con un po’ di foto, lo stato di devastazione della Darsena. Oggi a 2 anni di distanza è identica, forse ci sono un po’ più di bottiglie rotte tra il vario ciarpame che la popola. Su Affari Italiani, c’è un’interessante intervista al consigliere comunale verde Maurizio Baruffi.
Baruffi sostiene che a causa di vari problemi legati agli appalti, la Darsena non sarà pronta per l’expo. E io aggiungo che anche se fosse pronta per il 2015, significherebbe che ci siamo tenuti una discarica a cielo aperto per ben 10 anni. Non solo, il problema è che la Darsena, da uno dei posti più belli di Milano è diventato uno dei più fetenti, e a quanto pare ce lo terremo così per molto molto tempo.
Si, l’ho pensato anch’io quando ho visto il caffè aumentare inesorabile, i prezzi raddoppiare con l’arrivo dell’euro, e bevuto un Negroni (su cui calcolo il mio indice Big Mac) passato da settemila lire a sette euro, a star stretti. Loro però, gli esercenti, non intendono questo genere di rapina: parlano proprio di sicurezza.
Secondo Pietro Rosa Gastaldo, direttore di Confesercenti, Milano è una città «insicura e in certi luoghi pericolosa» almeno a quanto riporta Affari Italiani. Probabile, forse, chi può dirlo. Gastaldo continua affermando che «non è con l’autodifesa che si affronta il tema della lotta alla criminalità e della delinquenza» il tutto riguardo ai corsi di autodifesa proposti dal Comune per i commercianti. E su quello ha ragione in pieno.