Seconda parte dell’intervista - la prima la trovate qui - ad Andrea G. Pinketts, tra i pochi Vate credibili della metropoli. L’abbiamo incontrato al Trottoir in piazza XXIV Maggio. E da un maledettissimo genio che si permette incipit come questo
Mi svegliai con il viso sprofondato nel pelo pubico di una sconosciuta. Avevo trentacinque anni. Come dire: “Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura…”
si sa già che ci sarà da divertirsi. Buona lettura. Degno coronamento di una serata-intervista lisergica, l’incontro casuale con Geronimo La Russa in Porta Venezia, cui ho fatto una foto, ma senza chiedere alcunchè.
Andrea Pinketts e Geronimo La Russa


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Vate di una Milano sgocciolante dai suoi libri, tra il vecchio Trottoir, via Washington, e truce gentaglia amante di sordidi baretti al Giambellino, Andrea G. Pinketts è il classico genio che all’estero ci invidiano - e lo premiano - mentre in patria fai quasi fatica a sapere cosa stia combinando. A meno di non fare un salto a quello che da qualche anno è diventato il nuovo Trottoir, in piazza XXIV Maggio. Buona lettura.
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