
In poco meno di un mese Roberto Formigoni ha dovuto cedere alle richieste di due alleati politici. Il passo indietro fatto dall’esponente politico con Giulio Tremonti, che al Governatore della Regione Lombardia non voleva concedere maggiori fondi economici, ha anticipato quello più recente realizzato con Letizia Moratti.
Dopo settimane e settimane di trattative con chi all’Expo sta lavorando da mesi il Governatore della Regione Lombardia ha fatto sapere, tramite le agenzie, di essere d’accordo all’acquisizione delle aree per l’Esposizione Universale tramite il comodato d’uso tante volte proposto dal sindaco di Milano.
“Expo - ha dichiarato Roberto Formigoni - é bloccata per l’irrigidimento di Regione Lombardia? Niente affatto, anche se qualcuno continua a fare circolare questa meschina storiella. Per realizzare la strada del comodato bastano tre mosse: il sindaco commissario dichiari l’Expo evento di pubblica utilità, indichi il valore delle aree e realizzi la variante urbanistica.

In meno di sette giorni le dichiarazioni di Gianni Alemanno sull’Expo 2015, riguardanti uno spostamento dell’Esposizione Universale da Milano a Roma, non suonano più come l’ennesima boutade politica sterile. Dopo di lui diversi esponenti politici del Governo nazionale dalla capitale hanno iniziato ad interessarsi del cantiere milanese.
Nelle ultime ore sul progetto lombardo ha posto la propria attenzione Pierferdinando Casini che, non riuscendo a collaborare con Silvio Berlusconi, sta provando a capire con Letizia Moratti se il proprio partito è nelle condizioni di appoggiare una sua eventuale rilettura.
Prima di annunciare l’alleanza, al momento non data per certa, il leader dell’Udc ha cominciato a prepararsi il terreno manifestando al proprio ipotetico elettorato lombardo l’interesse che il partito di cui è leader ha nei confronti di Expo 2015.