
Del possibile fallimento della Risanamento di Luigi Zunino avrete sicuramente sentito parlare: in caso contrario, potete rimediare leggendo quanto scritto da finanzablog sulla possibilità di un salvataggio da parte delle banche e sulle eventuali conseguenze di un crack.
Come scrivono per l’appunto i colleghi, il fallimento “sarebbe un disastro per Milano, dove il gruppo di Luigi Zunino gestisce progetti chiave come quello di Santa Giulia e dell’Ex Area Falck“. Riguardo a quest’ultima arrivano peraltro in questi giorni notizie interessanti, che potrebbero prefigurare un uso dei resti industriali alternativo al tanto decantato progetto di Renzo Piano.
Come riportato dall’ANSA, infatti, Sesto San Giovanni ha presentato la propria candidatura per iscrivere i propri siti industriali nella lista Unesco del patrimonio dell’umanita’. La bozza del dossier di candidatura e’ ora al ministero dei Beni culturali, che dovra’ valutarlo.

Ricorderete sicuramente il mega-progetto di Renzo Piano per le Aree Falck di Sesto San Giovanni, recentemente venduto insieme a tutta l’area dall’indebitato immobiliarista Luigi Zunino alla Limitless Dubai del sultano Ahmed Bin Sulayem.
Ebbene, cattive notizie sembrano profilarsi all’orizzonte per i fan dell’architetto genovese; secondo L’Espresso infatti:
Limitless di Dubai sta attendendo di capire se sarà possibile ottenere le autorizzazioni per una serie di modifiche al progetto di Renzo Piano, ritenuto troppo oneroso, e ha promesso di sciogliere le riserve sul via libera definitivo solo a fine febbraio
Come dire: ridimensionamenti in vista. E chissà se andranno a toccare l’idea - a dire il vero bizzarra - di costruire anche un monastero sulle nuove aree, come “luogo di silenzio e preghiera”. I conti andranno comunque fatti con l’oste, il Comune dell’ex Stalingrado d’Italia, guidato dal sanguigno Sindaco Giorgio Oldrini. E sembra esserci sempre più tensione tra i tre protagonisti della vicenda.
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In quest’inizio di 2009 milanese non ci sono soltanto le polemiche per la preghiera islamica in piazza Duomo. Altre due notizie, apparentemente molto diverse, toccano lo stesso tema di fondo: il rapporto della nostra città con una delle maggiori religioni monoteistiche al mondo.
Stiamo parlando innanzitutto dell’ormai annosa polemica riguardante le moschee a Milano: da un lato la Lega Nord e il vicesindaco De Corato, che insistono nel pretendere che sia indetto un referendum per ogni luogo di culto islamico progettato in città; dall’altro il centrosinistra, parte della maggioranza e il cardinale Tettamanzi, che invocano la libertà di culto.
Nella banlieue milanese più prossima invece, a Sesto San Giovanni, l’immobiliarista Luigi Zunino ha ufficialmente venduto le aree Falck, complete di progetto di Renzo Piano, alla Limitless di Dubai dello sceicco Ahmed Bin Sulayem, confermando così una voce che vi avevamo già segnalato quest’estate.
Si potrebbe a questo punto porre una domanda un po’ provocatoria: perché far votare i cittadini per la costruzione di una piccola moschea di quartiere, ed ignorarli invece quando si tratta di decidere il destino di un’area di oltre un milione e mezzo di metri quadrati? Non c’è qualcosa di assurdo in tutto ciò? Rispondete al nostro sondaggio:
Foto: fabbio, Flickr.
L’immobiliarista Luigi Zunino, dopo aver venduto le aree Falck (complete di progetto di Renzo Piano) ad uno sceicco, si vede ora costretto a fermare i lavori anche sull’area di Milano Santa Giulia, progetto di riqualificazione tra i più importanti degli ultimi anni. Secondo quanto riportato da “L’Espresso” infatti:
E’ partito Norman Foster, tornato a Londra per il disastro dell’esposizione debitoria (2,5 miliardi di euro) che ha costretto Luigi Zunino e la Risanamento a mettere in vendita anche la creatura più cara, Milano Santa Giulia, di cui Lord Foster è progettista. Con Foster se ne sono andati gli altri architetti, Jean Nouvel, Aldo Cibic, Peter Zumthor
La parte nord del quartiere, quella chic che prevedeva centro congressi, residenze di lusso firmate Foster e contratti con operatori come Rinascente e Dolce e Gabbana, vedrà dunque difficilmente l’inizio dei lavori, ed è attualmente solo una landa desolata di sterpaglia. Le costruzioni della parte sud invece (edifici residenziali a prezzi più abbordabili) sono invece complete al 90%, anche se i lavori si sono ovviamente fermati.
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La voce girava da mesi, e ora è “L’Espresso” a rilanciarla: l’immobiliarista Luigi Zunino è schiacciato dai debiti e vende le Aree Falck di Sesto San Giovanni, complete di progetto di Renzo Piano, ad uno sceicco. Si tratta di Ahmed Bin Sulayem, sultano del Dubai, uno dei principali uomini d’affari del proprio paese, tanto da essersi recentemente piazzato terzo nella classifica degli arabi più potenti al mondo.
Il destino delle aree Falck, che rappresentano con il loro milione e mezzo di metri quadrati buona parte della superficie dell’ex Stalingrado d’Italia, è in discussione da anni e sembrava essere finalmente giunto ad una soluzione definitiva. Ora il nuovo colpo di scena.
Chissà cosa ne pensano tutti quelli che vedono anche solo la costruzione di un tendone-moschea a Lampugnano come una iattura contro la quale alzare barricate.