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Tutti gli articoli con tag arredo urbano

Sant'Ambrogio, si al progetto di restyling della piazza

pubblicato da Trab



Ci sono voluti 10 anni ma finalmente è giunta la notizia che in tanti aspettavano: la Sopraintendenza ha detto si al progetto di riqualificazione dell’area di Sant’Ambrogio. E il Si più importante, ne rimangono un altro paio, ma è praticamente fatta: tra poco si potrà procedere finalmente a risanare l’area storica, deturpata e svilita dagli scavi archeologici aperti dal 2000.

Dunque, l’iter per la costruzione del parcheggio interrato può ripartire. Un intervento da 400 mila euro (a carico dell’impresa costruttrice) su pavimentazione, verde, illuminazione e arredo urbano. Dopo indagini, proclami e comitati di intellettuali furibondi, il ridisegno dell’ambito storico, adesso, è completo.

Finalmente, anche se avevamo sperato che il progetto per la costruzione del parcheggio fosse cancellato. Naturalmente non è stato possibile a causa degli interessi della società incaricata della costruzione dei parcheggi. Proprio come è accaduto recentemente per il cantiere in Darsena, altra ferita sanguinolenta di una città che soffre di malagestione.

Foto da PartecipaMi

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Milano: 10 piazze da ristrutturare secondo nuovi canoni estetici

pubblicato da Chikatetsu


Dieci piazze per lui posson bastare. Lui è l’assessore Maurizio Cadeo e le piazze, che in realtà non sono solo piazze, sono: Piazzale Baracca, Cairoli, Piemonte, Santa Maria delle Grazie, Sant’Alessandro, Piazza Wagner, l’asse commerciale Magenta-Marghera, Piazza Giulio Cesare, Via Paolo Sarpi e Corso Genova. Primo intervento in Piazzale Baracca.

Il Comune ha messo in cantiere per queste dieci zone di Milano ristrutturazioni e restyling, sostanzialmente la volontà dell’amministrazione è quella di uniformare i luoghi attraverso l’introduzione di panchine, cestini, pavimentazione e arredo urbano dello stesso tipo. Secondo punto, la rimozione di segnaletica e pali inutili, la sistemazione del verde e la valorizzazione dei monumenti tramite adeguata illuminazione.

Probabilmente in molti dei luoghi indicati cambierà la viabilità e verranno spostati baracchini e posteggi dei taxi. Il problema è che in questo momento le casse comunali non sono proprio come quelle di Paperon de Paperoni, ne consegue che il Comune è alla ricerca di sponsorizzazioni per i vari interventi.

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Assurdità in Bicocca parte 3: il parchetto zona-tampone di viale Sarca

pubblicato da giulio


Ricordate i reportage di 02blog sulle assurdità in Bicocca? Quelli sull’edificio moderno costruito addosso a una villa settecentesca e sulla piazzetta ribassata più inutile del mondo? Bene, ecco a voi un nuovo episodio nella saga delle bizzarrie del quartiere disegnato da Vittorio Gregotti, ognuna delle quali è un piccolo segno rivelatore di come viene disegnata la Milano di oggi (e di domani).

Il pendio verde che costeggia viale Sarca, tra le vie Emanueli e Padre Gerardo Beccaro, visto dal satellite si presenta con un’affascinante pianta simmetrica, che avrà sicuramente fatto compiacere di sè l’architetto che l’ha disegnata. Peccato che, qua sulla terra, il parchetto presenti più di un aspetto problematico.

Mi riferisco in particolare al curioso quanto deprimente fenomeno dei marciapiedi paralleli. Un’occhiata alla gallery spiega più di mille parole, ma cercherò comunque di tradurre in verbo quest’opera urbanistica paradossale.

Assurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleli
Assurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleliAssurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleliAssurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleliAssurdità in Bicocca: il parchetto dei marciapiedi paralleli

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Quiz di Milanesità: sprazzi di arredo urbano assurdo

pubblicato da giulio


Avete seguito il nostro reportage sull’arredo urbano a Milano? E quello sulle assurdità urbanistiche in Bicocca? Eccovi oggi un quiz di milanesità che rappresenta la perfetta sintesi di questi due precedenti filoni: un esempio di rara efficacia di arredo urbano assurdo.

A cosa servono infatti i due paletti di pietra, e soprattutto l’elegante e rimovibile catena dotata di lucchetto che li collega, se sono affiancati da tre archetti antiparcheggio del tipo “metalizzato”? Qual’è la ratio di questo accostamento apparentemente così assurdo e - soprattutto - chi ne è il responsabile?

State tranquilli: non vi chiedo di rispondere a queste domande così retoriche. Mi accontento che, nella classica tradizione dei quiz di milanesità, mi diciate dove si trova. E non è per niente difficile da capire, almeno questo.

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Arredo urbano in Via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncino

pubblicato da giulio


Qualche settimana fa vi ho presentato il mio piccolo reportage sull’arredo urbano di Milano, e non poche delle foto che lo corredavano erano state scattate dalle parti di Chinatown. Oggi sono passato per caso di nuovo in via Paolo Sarpi e ho notato una vera e propria bizzarria: i primi due paletti antiparcheggio di via Braccio da Montone sono stati avvolti da qualcuno in una sorta di maglioncino dai colori sgargianti!

Date un’occhiata alla gallery: si direbbe proprio che le guaine di lana siano state create su misura per i paletti. Chi potrà essere l’autore di tutto questo? I tanto bistrattati commercianti cinesi? Gli agguerriti comitati di quartiere italiani? Qualche sedicente artista d’avanguardia?

In ogni caso, un bel modo di creare un po’ di sano stupore e di ravvivare quell’arredo urbano milanese che, come abbiamo visto qualche tempo fa, non è esattamente un modello di virtù estetiche.

Arredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncinoArredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncinoArredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncino

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L’arredo urbano di Milano, la città sciatta: seconda parte, archetti e barriere

pubblicato da giulio


Se le strade milanesi non sono un modello di armoniosa eleganza, questo è dovuto anche ai dettagli del suo arredo urbano: tutto un caotico accumulare ed accostare stili diversi, senza il benché minimo senso apparente.

Dopo la puntata di martedì, dedicata ai paletti anti-parcheggio, veniamo oggi ad un altro cas de figure: gli archetti, che si distinguono dai loro fratelli maggiori per il fatto che permettono di legare biciclette e motocicli.

Ne esistono due varietà principali: quelli gialli, più sottili ed arrotondati, e quelli metallizzati (presubilmente parenti stretti dei paletti silver di cui abbiamo parlato ieri). Questi due tipi vengono spesso accostati gli uni agli altri, e non è raro il caso che vengano inseriti per sostituzione archetti di un tipo all’interno di serie dell’altro.

Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggioArredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio Arredo urbano a Milano: gli archetti anti-parcheggio

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L’arredo urbano di Milano, la città sciatta: prima parte, i paletti anti-parcheggio

pubblicato da giulio


Quando andiamo via da Milano e rimaniamo colpiti dall’ordine e dall’armonia di un’altra città (magari straniera), spesso non sappiamo bene neanche noi a che cosa ci riferiamo. Un fattore sicuramente importantissimo nel creare un’impressione di questo tipo è però sicuramente l’arredo urbano.

Buona parte della scarsa eleganza che contraddistingue la nostra città è ad esempio dovuta alla poca cura posta dai suoi amministratori nel mantenere una coerenza nello stile di questi piccoli-grandi dettagli delle strade cittadine.

Con queste idee in testa, mi sono concentrato sul caso macroscopico di paletti, archetti anti-parcheggio &co., cercando di iniziare una specie di mini-censimento delle loro varietà, e degli assurdi accostamenti di cui spesso sono protagonisti. Tutto nella gallery, e dopo il salto.

Arredo urbano a Milano: i paletti anti-parcheggio
Viale Jenner Maciachini, poco lontano dai paletti della foto precedente Zona Sarpi
Corso Lodi - Porta Romana Zona Cadorna Zona Cadorna, poco lontano dai paletti della foto precedente

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Sondaggi dei lettori: segnali di plastica a Milano e Londra

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Segnali a confronto: Milano vs Londra

Manuele Mariani, più che un lettore, il quinto Beatle zeroduista, ci segnala un sondaggio da proporvi, ovvero: segnali spartitraffico a confronto tra Milano e Londra.

Dalle nostre parti è tutto molto metallico: i cartelli e i pali che li reggono sono duretti se ci vai a sbattere contro. E tendenzialmente se ci sbatti contro ti fai male tu, ancora tu, sempre tu, e poi anche la macchina - non parliamo di scooter o moto.

Nelle immagini vedete come stanno le cose a Londra, e se ben ricordo anche in Francia e in vari stati europei: gli indicatori di direzione sono in plastica, percui se anche ti ci schianti sopra, i danni sono limitati, non è che uno lo farebbe per hobby, ma di sicuro si fa meno male. Voi preferireste un arredo urbano di questo tipo anche dalle nostre parti?

Segnali a confronto: Milano vs Londra
Segnali a confronto: Milano vs LondraSegnali a confronto: Milano vs Londra

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Duomo - Il Museo del Rock chiude le polemiche con una donazione alla Fabbrica del Duomo

pubblicato da carloprevosti

Verde in piazza Duomo

Il tendone rosso del Museo del Rock di Red Ronnie se ne va dalla Piazza del Duomo con buona pace di coloro che proprio lì non lo volevano.

Torna quindi a respirare il (poco) verde della Piazza che l’assessore Giovanni Terzi promette sarà riqualificato per dare un’immagine ancora più bella del salotto buono di Milano. Per chiudere le polemiche con chi non voleva il Museo del Rock in quella posizione, ecco piovere 45mila euro direttamente sui ponteggi della Veneranda Fabbrica del Duomo, quanto mai bisognosa di nuovi fondi per l’interminabile restauro della cattedrale.

In un macchiavellico gioco di economie dunque se tiriamo le somme il Museo del Rock è stato un successo, perchè se una volta tanto saltano fuori dei soldi per un progetto culturale è già un bene. Ma voi avete visitato l’esposizione di cimeli del rock? Che ne pensate?

Verde in piazza Duomo
Verde in piazza DuomoVerde in piazza DuomoVerde in piazza Duomo

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Art Attack in Triennale - La maglieria urbana

pubblicato da carloprevosti

Art Attack in Triennale

Se fate due passi in questi giorni nei dintorni del Palazzo della Triennale, avreta la sensazione che una ex-bambina, che aveva 8 anni negli anni ‘70, è impazzita è ha trascorso il weekend con la sua maglieria magica a fare calze per i paletti di granito e a tessere strani decori sulle sbarre di metallo che cingono il parco Sempione.

In realtà si tratta di qualcosa di diverso, un tentativo dell’arte di fuggire dai luoghi ad essa preposti, di colonizzare gli spazi urbani con colori e forme inusuali. Si tratta infatti di un prolungamento di Dritti Rovescio, la mostra sul knitting che è allestita al Museo del design, proprio in Triennale.

Art Attack in Triennale
Art Attack in TriennaleArt Attack in TriennaleArt Attack in Triennale

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