
Non è un caso che l’”astronave” assomigli vagamente all’Apollo 11, quello dello sbarco lunare per intenderci. Visto che avevamo già parlato di luna e frammenti lunari custoditi in caveau, in attesa di essere esposti al pubblico. Strane storie che trovano un parallelismo anche con quest’opera di architettura decostruzionista di 180 tonnellate d’acciaio, di circa 20×20 metri.
Si chiama Transformer Prada rivoluzionario edificio mutante e rotante progettato dall’olandese Rem Koolhaas per ospitare una rassegna di mostre, proiezioni ed eventi multiculturali nel centro di Seul. A ottobre però toglierà il disturbo: destinazione magazzini di Prada.
Ancora non si sa che fine farà e ad oggi nessun accordo su una possibile, e auspicabile, ricollocazione milanese. Leggo sul Corriere che Carlo Bertelli, critico d’arte di fama internazionale, vorrebbe che fosse esposta a Milano per L’Expo. Indipendentemente dal merito architettonico dell’opera, è indubbio che Milano osi poco sull’arte contemporanea, almeno fino ad adesso. In questo senso l’Expo ha cambiato un po’ la rotta di quella che era un città ferma al palo. Vedremo come andranno a finire le cose. Di sicuro si spera che non si replichi la vicenda dell’arca progettata da Renzo Piano per il “Prometeo” di Nono, mai esposta e dimenticata in un magazzino.
Intanto vogliamo la vostra opinione: vi piace? Dove la mettereste?

Oggi mangiamo, e beviamo buon vino in particolar modo, a due passi dal Parco Sempione e dal Piccolo Teatro. Non in corso Garibaldi ma in una traversa più discreta che porta su via Legnano c’è un wine bar che merita la visita e allora facciamo una deviazione. D’estate apre sulla strada le sue due vetrine e persino una botte di vino – la barrique appunto – si affaccia all’esterno per invitare i clienti a entrare. Parliamo de “Le Barrique”, via Anfiteatro 12, 20121 Milano, 02 80509260.
Dove una volta c’era un elettrauto sette anni fa due soci videro la possibilità di aprirci un’enoteca; il piano terra di un classico palazzo milanese del quartiere Garibaldi è stato completamente trasformato e adattato a locale per ristorazione. Un caldo parquet e un bancone da bar dei più classici danno il benvenuto agli avventori mentre le pareti scure valorizzano i mattoni – lasciati a vista – degli archi che sostengono il soffitto; le sedute sono comode e il locale può accogliere venticinque persone senza problemi, che possono però arrivare fino a quaranta/cinquanta in occasione di feste o avvenimenti particolari. Bottiglie di vino dappertutto insieme a curiose cravatte di metallo e quadri d’artista appesi ai muri… ne parliamo con Alessandro, sommelier e fondatore de “Le Barrique”. L’intervista inizia dopo il salto.
Continua a leggere: Recensioni: Le Barrique, un'enoteca per l'arte e il buon cibo
A Milano la birra costa cara, difficilmente meno di 5€. Molti giovani milanesi assetati di malto e vita notturna cercano dunque di aggirare il problema andando a cercare promozioni e riduzioni varie. Non è un mistero per nessuno, eppure ce ne si dimentica spesso quando si cercano di spiegare fenomeni come la cosiddetta movida al Mom o alle colonne di San Lorenzo.
Noi di 02blog abbiamo deciso di dedicare una serie di recensioni a quei locali che, una volta alla settimana, abbassano il prezzo della birra a 3€. Si parte oggi con l’Outback Café di Via Carlo Tenca 10 (Zona Repubblica - Viale Tunisia), di cui avevamo già parlato qualche tempo fa in occasione del suo nono anniversario.
Oltre che per la sua promozione del giovedì (dalle 21 alle 2 pinta di Harp, Kilkenny o Guinness a 3€), il locale si caratterizza per le opere d’arte sempre diverse appese ai muri e per il proprietario Roby, “personaggio estroverso e dalla battuta veloce”, come lo definiscono i suoi fan sul gruppo di Facebook che hanno creato. Le ragazze che lavorano al banco cambiano molto spesso, ma sono sempre molto carine.

Quante volte passeggiando per la città avete pensato a progetti immaginari per rendere una via, una piazza più bella e colorata? Tanti. I ragazzi di Esterni ne hanno fatto una bandiera ideologica: ripensare la socialità urbana tramite installazioni mobili. Città come Berlino, Barcellona e Amburgo hanno capito l’importanza della scultura contemporanea dandogli molto spazio. Anche Milano ci sta arrivando, finalmente.
“Scultura nella Città - Progetti per Milano” è il concorso che ha selezionato i lavori di giovani creativi chiamati a ridisegnare vie, piazze, giardini, porzioni di aree verdi e parchi. A coronamento la grande mostra alla Permanente (che inaugura il 7 maggio), dove convergeranno le opere selezionate dalla prestigiosa giuria (presieduta tra gli altri da Arnaldo Pomodoro, scultore, Elisabetta Longari e Francesco Poli, critici d’arte, da Matteo Poli, architetto), oltre a una sezione multimediale in cui verranno proiettate le immagini dei lavori di tutti coloro che hanno aderito al concorso. La premiazione l’11 giugno.
Giulio Gallera, coordinatore del progetto, parla di “opportunità per ridisegnare la città, così da far coincidere lo spazio dell’arte con lo spazio dell’uomo”. Il concorso è suddiviso in due sezioni rivolte l’una a scultori più noti e con maggiore esperienza, l’altra a giovani da poco affacciatisi sulla scena artistica. Dopo il salto la gallery con alcuni dei progetti selezionati.
Continua a leggere: Sculture per Milano: concorso e mostra per rendere la città più creativa
La Fabbrica del Vapore si mostra per quello che dovrebbe essere, un luogo di arte, incontro, scambio, non la cattedrale nel deserto che per troppo tempo è stata. L’occasione è P*sti di vista, rassegna di mostre, eventi e installazioni proposte nell’ambito del Fuori Salone che ha fatto puntare l’interesse del popolo della settimana del design sui 18 eventi che hanno inaugurato contemporaneamente ieri sera e che rimarranno aperti al pubblico fino al 27, quando il salone chiuderà i battenti.
Tra gli eventi più interessanti al Careof e Viafarini la Mostra del designer Paolo Ulian, all’associazione culturale Il Fischio la proiezione del video Ecointrovabili, catalogo virtuale di idee per oggetti introvabili di dieci giovani architetti e designers e l’installazione In other people’s skin, spirata all’ultima cena vinciana di Terry Flaxon.
Continua a leggere: Interni - P*sti di vista, una sera alla Fabbrica del Vapore

Può l’arte essere uno dei motori che riattivi un meccanismo virtuoso per uscire dalla crisi? Oppure la grande quantità di progetti e di collaborazioni che stanno nascendo in questo periodo sono proprio un tentativo dell’arte di superare questo duro momento? Qualunque sia la risposta è sempre un piacere scoprire progetti come Twister, presentato in forma ufficiale ieri al Pirellone, un’alleanza tra i dieci musei lombardi per l’arte contemporanea della nostra regione.
Se si voleva scegliere un nome che indicasse come questo progetto debba essere coinvolgente e dinamico, in modo da creare un vortice virtuoso tra le realtà interessate, non poteva che essere Twister, traducibile come “tornado”. Una rete capace di costruire un unico progetto artistico fra musei che offre maggiore visibilità all’arte contemporanea in Lombardia. Per dirla in altre parole, un modo per valorizzare il complesso, trasformandolo in qualcosa di più grande della somma dei singoli elementi che la compongono.
I dieci musei coinvolti nel progetto sono: i Civici Musei di Milano con il Museo del Novecento, il Fia con la Villa e la Collezione Panza di Varese, la Fondazione Stelline di Milano, la Galleria del Premio Suzzara, la Gam Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, la Gamec Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, il Mam Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova, il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio, il Museo d’arte contemporanea di Lissone, Milano, e il Premio Nazionale Arti Visive Citta’ di Gallarate.
I pinguini di Pao, in origine dei grigi “panettoni” usati per delimitare le aree di parcheggio, sono stati a lungo delle macchie di colore che hanno regalavano un po’ di brio nel mezzo dei luoghi del traffico milanese.
Ultimamente sono spariti, alcuni sostituiti dalle più eleganti parigine in metallo, altri semplicemente sono rimasti ma hanno perso il trucco per via degli agenti atmosferici. Ma Pao che fine ha fatto? Dalla strada alla galleria d’arte, il passo non è così lungo. In un intervista Pao ci spiega come è nato e come si è evoluto il suo progetto artistico.
Fiera Milano City si appresta a ospitare il più grande evento di arte contemporanea dell’anno, in arrivo tra il 17 e il 20 di aprile, e già Fuori MiArt ha portato l’arte monumentale per le piazze e le strade della città. Non sorprendetevi dunque se camminando per la città scoprite un’installazione inaspettata, curiosa, stupefacente o apparentemente insignificante.
Viste le espserienze positive degli scorsi anni anche quest’anno MiArt ha scelto di uscire dai luoghi deputati al concetto di fiera per portare nei luoghi dei milanesi alcune installazioni urbane. L’anno scorso la rassegna Miraggi - Fuori MiArt è stato uno dei progetti in collaborazione tra Fiera e Assessorato all’Arredo, Decoro Urbano e Verde, che maggiormente hanno appassionato i cittadini di Milano, coinvolgendo la gente in un viaggio nell’arte contemporanea, molto spesso dedicata ai collezionisti e lontana dal pubblico reale. Presto sul sito di MiArt la mappa delle installazioni. I luoghi previsti saranno dislocati tra Piazzetta Reale e Piazza Scala, tra Cadorna e Vittorio Emanuele, e ma anche in altri contesti, e verranno collocate opere monumentali di artisti internazionali selezionate, tra le proposte presentate dalle gallerie partecipanti a Miart, dai curatori Luca Cerizza, Giacinto Di Pietrantonio e Donatella Volontè .
Foto | Teknemedia

Ci sono luoghi magici e misteriosi a pochi chilometri dal centro di Milano che meritano di essere riscoperti con la calma del caso. La gita fuori porta di questo weekend ha infatti come meta il Parco Agricolo Sud per andare alla ricerca delle splendide abbazie che vi sono conservate, partendo dal monastero cistercense di Chiaravalle.
Fondata dai monaci Cistercensi nel lontano 1135, l’Abbazia di Chiaravalle è riconoscibile per il la sua splendida torre campanaria che si staglia sul piedicroce della Chiesa. All’interno del complesso sono conservate opere pregevoli come una Madonna con Bambino di Bernardino Luini e alcuni affresci dei Fiammenghini. Suggestivo è passeggiare per il porticato del chiostro gotico che risale al duecento e la sala capitolare lascia senza fiato. Per saperne di più sul fronte storico e artistico dell’abbazia, ma anche sulla realtà del borgo odierno vi consiglio di fare un giro sul sito Borgodichiaravalle, sulla pagina dell’Abbazia di Wikipedia, molto accurate e approfondita.
Abbazia di Chiaravalle



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Dopo oltre un anno di lavori di restauro, che i visitatori della Pinacoteca di Brera a Milano hanno potuto osservare nel laboratorio allestito nella sala XVIII, la celebre opera Lo sposalizio di Raffaello sarà restituito al pubblico a partire da domani, 19 marzo.
Ne avevano già parlato tempo fa i colleghi di Artsblog, sottolineando come il dipinto potrà finalmente essere nuovamente apprezzato nella sua cornice originaria, insieme ai risultati delle indagini scientifiche svolte durante le fasi di restauro, il cui obiettivo è il recupero dell’armonia cromatica dell’opera, falsata dalle stratificazioni di vernici alterate. Lo sposalizio della Vergine risale al 1504, e fu la prima opera datata e firmata dall’autore.
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