
Nel titolo si esagera, non è una capitolazione, quanto piuttosto una mano tesa ai writer, una piccola breccia nel muro che era stato creato in seguito ad una vera e propria guerra. Non è un caso che l’annuncio è avvenuto alla celebrazione dell’anniversario della caduta del muro di Berlino. In mezzo a tanti modi diversi per “abbattere le barriere” il sindaco ha trovato spazio anche per i graffitari e la loro street art: per 5 giorni 11 writers di razza si sfideranno a colpi di bomboletta nella centralissima Via Mercanti. E i loro graffiti resteranno esposti fino al 22 novembre.
Già questa decisione è una sorpresa. Ma la vera notizia è che il ponte della Ghisolfa verrà ridipinto dalle bombolette dei writers, per dare un po’ di colore al cavalcavia più grigio e brutto della città. E’ il progetto che il Comune ha in mente per “fare pace” coi graffitari che fanno arte sul serio (e non sporcano i muri con tag senza senso) e per riqualificare porte d’ingresso della città, come ponti e cavalcavia.
Si comincia dunque con quello della Ghisolfa, il cavalcavia Monteceneri, come spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory: “stiamo lavorando a una mappatura di 5-10 luoghi che riteniamo brutti affidandoli ad artisti di strada potremmo realizzare una via d’ingresso alla città più bella e colorata. Siamo pronti a pagare gli artisti, cercheremo uno sponsor, a partire dall’Amsa”. Insomma un progetto “didattico, etico ed estetico”. Milano finalmente a misura di writer.
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Che fine ha fatto Massimiliano Finazzer Flory, il nuovo Assessore alla Cultura di Milano, colui che, dopo mesi di interim morattiano, ha sostituito il vulcanico Vittorio Sgarbi, ormai sindaco di Salemi? La sua nomina infatti risale ormai ad un paio di mesi fa.
Ad essa erano seguite, immancabili, le polemiche: alcune dovute allo stesso Sgarbi, altre scatenate dai Catoni Censori della maggioranza a Palazzo Marino, che non si erano fatti problemi a censurare le primissime dichiarazioni del nuovo assessore. Poi, il silenzio…
Mi stavo arrovellando su queste questioni fondamentali per il destino della nostra città e del paese intero, quando, all’improvviso, mi sono imbattuto nella risposta al mio tormento, nascosta tra le pagine di una rivista dalla carta patinata: il buon Massimiliano fa il modello per una pubblicità di maglioni di cashmere, ambientata su una desolata spiaggia invernale!
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Il neo assessore alla cultura della città di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, non ha fatto a tempo a definire il centro sociale Leoncavallo come “un pezzo di storia della città” proponendo una riflessione su quello che a tutti gli effetti è un “fatto storico” per la cittadinanza, quale sia il colore politico di appartenenza.
Il centro sociale, più volte sull’orlo della chiusura definitiva, potrebbe quindi avere uno spiraglio per ufficializzare un progetto culturale, ovviamente accettando alcune condizioni imposte dal Comune. Il riconoscimento deve infatti essere reciproco. Le reazioni di An e Lega sono ovviamente sdegnate.
Finazzer ha inoltre rilanciato la proposta della commissione dei “saggi” che serviranno per rilanciare la cultura in città superando «i due peccati capitali della cultura milanese: il narcisismo dei protagonisti e la necrofilia. Secondo l’assessore troppi eventi sono stati finora dedicati a morti e commemorazioni, c’è bisogno di che la città celebri temi vivi, di attualità». Speriamo che le parole si trasformino in fatti!