
Qualcuno li chiama clochard per sentirli e vi sentirete più in pace con la vostra, perchè chi non conosce la realtà delle periferie francesi ha un’immagine bohemienne di quel mondo. Barbone ormai è un termine da scartare perchè di quelli politicamente scorretti. Senzatetto potrebbe essere il più distaccato. Qualunque termine scegliete la realtà è che in città sono moltissime le persone in seria difficoltà, quelle che non trovano nulla di meglio rispetto ad una scatola di cartone per dormire sotto i portici davanti alle vetrine dei negozi dei saldi.
Il freddo è uno dei nemici peggiori per queste persone, tanto che si era parlato di un progetto di assistenza contro il freddo, ma la notizia della sesta vittima dall’inizio dell’anno fa pensare che il progetto sia tragicamente fallito. Anche Polisblog aveva denunciatà la poca dignità che la politica ha dimostrato nei confronti di questo problema.
Questa volta il Comune corre ai ripari e in collaborazione con la Croce Rossa mette a disposizione delle tende da campo riscaldate per offrire almeno una notte di tranquillità a chi vive per strada. Con ogni probabilità i tendoni saranno montati alle spalle del Duomo e presso l’Arco della Pace.
Foto | Indicius

C’è una strana perversione nella stampa italiana: quella di riferirsi con il termine francese clochard a quelli che, nel quotidiano, molti chiamerebbero magari semplicemente “barboni“. Peccato che in Francia clochard assuma lo stesso identico significato peggiorativo di “barbone”. Sui giornali francesi si parla infatti di SDF, sans domicile fixe, corrispondente all’incirca al nostro “senzatetto“. E i francesi in quanto a senzatetto hanno sicuramente più esperienza di noi, come potete constatare da queste foto.
Tuttavia anche nel nostro paese il fenomeno esiste, e Milano sembra esserne addiritura la capitale. Secondo un recente reportage di Repubblica infatti, che fa però riferimento a un’indagine del 2000, i senzatetto che frequentano la nostra città sarebbero addirittura 5000. Quasi il doppio rispetto ai 3000 di Roma, seguita a grande distanza da Bologna (600) e Napoli (200).
Con la crisi economica che incombe, c’è da scommettere che aumenteranno: già qualche tempo fa alcune indagini segnalavano ad esempio nei dormitori cittadini un 70% di padri separati, schiacciati da alimenti e spese legali. Un segnale tra gli altri di come la composizione dei senza dimora si stia profondamente trasformando.
Foto: jamesfischer, Flickr.

Si replica anche quest'anno in occasione della giornata ONU di lotta alla povertà con la bella iniziativa organizzata dal giornale di strada Terre di Mezzo a Milano, piazza S. Stefano e in 12 altre città (Bergamo, Bologna, Como, Cremona, Foggia, Lecco, Parma, Pavia, Pisa, Roma, Rovigo e Voghera). L'inizio è previsto per le ore 20.00, con una cena calda offerta a tutti dagli organizzatori, decine di associazioni che si occupano di grave emarginazione. Dopo la cena si esibiranno sul palco i clown di Parada con lo spettacolo "Un naso rosso contro l'indifferenza". A seguire musica con lo storico gruppo dei "Giù il Cappello" e, a mezzanotte, per i più arditi, si prova l'emozione di dormire sul selciato.
Ma non è finita perchè "Insieme nelle Terre di Mezzo" Onlus e l'agenzia di viaggi responsabili "Viaggi e miraggi", organizzano quest'anno il primo week end di turismo responsabile mai realizzato a Milano: da venerdì 17 a domenica 19 ottobre, una tre giorni che avrà come filo conduttore la grave emarginazione, con un focus specifico sui senza dimora.