
L’anno scorso vi avevamo proposto una classifica in stile Alta Fedeltà sui cinque peggiori ciottolati milanesi. Il tempo passa, le giunte cambiano, ma le strade milanesi migliorano?
Proprio oggi ho fatto un controllo generale a tutte le viti del mio scooter e il numero di quelle allentate superava di gran lunga lo sparuto gruppetto di viti ancora belle salde. Inutile dire che il principale responsabile del disfacimento della carena del mio mezzo, oltre al fatto che è uno scooter da due soldi, è il ciottolato (o lastricato o pavè che dir si voglia).
Voi avete notato miglioramenti nello stato delle strade, nell’ultimo anno? Di sicuro va accolta con sollievo l’asfaltatura della corsia di via Andrea Doria Costa che una volta era lastricata in porfido, regno indiscusso delle scivolate per moto e bici, ma d’altro canto come non segnalare lo stato pietoso di Ripa di Porta Ticinese, percorribile senza sussulti solo con un Hummer?
Segnalateci i più e i meno di quest’ultimo anno di strade milanesi!
Più pedali, più risparmi. Potrebbe essere questo lo slogan dell’iniziativa allo studio del Comune per agevolare l’uso delle due ruote in città. Palazzo Marino, dopo il bike sharing, sta infatti studiando un progetto che prevede l’assegnazione di punti trasformabili in sconti nei negozi o nei musei comunali per chi si sposta in bicicletta.
“Ce l’hanno consegnato nelle scorse settimane e ne stiamo esaminando i costi – spiega l’assessore all’Arredo urbano Cadeo – è molto interessante e potremmo pensare di farlo partire in concomitanza con l’allargamento del bike sharing, anche se si tratta di due cose diverse”.
Il progetto, che si potrebbe realizzare con un milione di euro, si chiama Bikepoint ed è stato messo a punto da Andrea Scozzesi e Filippo Fauli, che si sono appoggiati a The Hub, ufficio condiviso in cui lavorano molti giovani che si occupano di progetti di sviluppo sostenibile.
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Recentemente sono stato a Zurigo. Lì la bicicletta è un mezzo usatissimo da donne bambini e adulti. Ammetto di provare invidia per gli svizzeri, se non altro per il loro pragmatismo. La bici è una manna dal cielo, loro lo sanno. Tengono il Suv in garage e per gli spostamenti quotidiani usano la due ruote. I milanesi invece? La risposta la conosciamo, anche se noto la presenza di un numero maggiore di bici per le strade. O forse se ne parla di più.
Così voglio perorare anch’io la causa bici, anzi è da un po’ che la sostengo. Lungi dall’emulare gli eroi del Giro d’Italia che a Milano quasi si fermavano per protesta. Noi, urban biker, non ci fermiamo di fronte a niente: pavè, binari morti e traffico impazzito. Ho rottamato la macchina, possiedo una moto e se proprio mi serve la 4 ruote uso il car sharing. Un cittadino modello, mi dovrebbero premiare. Così dopo l’illustre predecessore di Repubblica decido anch’io di fare un cicloreportage. Da casa al lavoro in bici.
Non succede spesso. Devo essere particolarmente motivato ed ispirato. Stamattina mi sono svegliato con il piede giusto, ho inforcato la bicicletta e via, Partenza piazza Udine, destinazione Porta Romana. Dopo la colazione al bar decido di evitare il canonico percorso Loreto, Buenos Aires, Porta Venezia. Off limits, troppe macchine in coda che mi costringerebbero ad una ginkana senza fine.
Continua a leggere: Il Cicloreportage: in bici da Lambrate a Porta Romana, 24 minuti di passione

Settimana scorsa ho avuto il piacere di passare qualche giorno a Monaco di Baviera. Leggendo un po’ la stampa locale, mi sono imbattuto in questa notizia, riportata dall’Abendzeitung: “Radler bremsen die Autos auf”, ovvero “I ciclisti fermano le auto” (trovate l’articolo nella gallery).
Il governo della città ha infatti deciso di aumentare il numero di piste ciclabili (che per gli standard milanesi sono già tantissime), di allargare quelle esistenti e di creare nuove rastrelliere in tutta la città. A questo scopo, dovrà diminuire il numero di parcheggi disponibili per le auto.
E’ interessante confrontare questo piano con la vicenda – tutta milanese – del tira e molla sulle piste ciclabili nel centro storico. Promesse con insistenza da Croci e Moratti, ma contrastate dalla lobby pro-auto animata dagli altri assessori e dai commercianti, per il fatto che “sottrarrebbero spazio alle auto”.
Lo scorso settembre la vicenda si era conclusa, apparentemente, con la vittoria dei sostenitori delle due ruote. “Apparentemente” perché di lavori, nel frattempo, non se n’é vista l’ombra: il che farebbe pensare che sia stato invece l’ostruzionismo ad avere la meglio. Se fosse così sarebbe un vero peccato: anche perché le città europee a cui Milano ama paragonarsi, nel frattempo, sembrano non avere intenzione di restare con le mani in mano.
Foto | Flickr.
Con buona pace di Carlo che chiede il bike sharing anche di notte, ecco cosa succede di giorno. Di che razza di bici si tratti ancora non l’ho capito, magari qualcuno di voi è più ferrato nella materia. La cosa più inquietante è la “lucina” anteriore: ma dove l’avrà preso quel faro?
I ciclisti a Milano sono indubbiamente una minoranza: tuttavia, come spesso accade, si tratta di una minoranza particolarmente attiva ed agguerrita. L’ultimo esempio, oltre al Bycicle Film Festival che si sta svolgendo in questi giorni, viene da Facebook, il social network che ha conquistato il mondo.
Tre giovani milanesi hanno infatti recentemente creato il gruppo “Milano in bicicletta? Si può fare!”, che ha da poco superato i 1000 aderenti. La mission è semplice: rendere possibile andare in bici per la città senza rischiare la vita, “come a Amsterdam, Barcellona, Monaco, Vienna o Berlino”.
In cantiere molte iniziative concrete: la principale è la promozione di percorsi ciclabili, meno cari e più velocemente realizzabili delle tanto discusse piste (che costano 60€ al metro), e realizzabili semplicemente ricavando spazio dalla sede stradale o dai marciapiedi spaziosi. O ancora: sviluppare il neonato Bike Sharing in ottica Scuola-Casa, mettendo bici in affitto a disposizione esclusiva degli studenti.
La telenovela del bike sharing milanese sta tenendo col fiato sospeso ormai da mesi gli appassionati della mobilità sostenibile. E forse, mentre cercavamo tutti di capirci qualcosa tra annunci, rinvii, ricorsi al TAR e smentite, non ci siamo accorti che qualcun’altro, senza troppa pubblicità, sta lavorando a un progetto molto simile.
Stiamo parlando del Parco Nord, che ha installato da qualche mese, in via sperimentale, un prototipo di impianto automatico per il noleggio di biciclette, che dovrebbe essere messo in funzione prossimamente. Il progetto non ha equivalenti in Italia ma si ispira a quelli esistenti in città europee come Ginevra e Stoccolma, ed è stato finanziato in gran parte dalla Provincia di Milano. La struttura, che dovrebbe alimentarsi grazie a panelli solari, distribuisce 18 bici per adulti, per un prezzo ancora da definire: è previsto l’utilizzo di una tessera magnetica, previa iscrizione al sistema su internet.
I distributori, che mirano a rendere “noleggiare una bici un’operazione semplice come le tante volte che abbiamo preso un dvd”, dovrebbero secondo i piani essere due: uno presso il capolinea del 4, al confine tra Milano e Bresso, l’altro a Cinisello, in corrispondenza della nuova metrotramvia, per facilitare l’intermodalità mezzo pubblico - bicicletta.

L’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con vari enti tra cui Coop Lombardia e Parco Nord Milano, celebra la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile cominciata ieri con due iniziative. Venerdì 19, durante il “Park(ing) day” alcuni posti auto verranno trasformati temporaneamente in un’area verde, con piante prestate dal Parco Nord. L’obiettivo è far riflettere su quanto spazio della nostra città sia occupato da parcheggi ed infrastrutture al servizio dell’auto e al fatto che, se il numero di auto diminuisse, potrebbero essere convertiti ad altri usi più piacevoli.
Lunedì 22 settembre “All’Università in bici”, mattinata-evento in Piazza dell’Ateneo Nuovo con stand dedicati ai ciclisti: prima colazione, regali ecologici, mostra fotografica dedicata alle due ruote e presentazione delle nuove infrastrutture ciclabili del vicino Parco Nord. Che ne pensate, iniziative come questa possono servire a “incentivare le forme di mobilità alternativa, migliorare il traffico e l’ambiente urbano”? Oppure è uno di quei casi in cui, come si suol dire, “ci vuole ben altro”?

Doveva essere tutto pronto. Milano finalmente come Parigi, Lione, Barcellona e Stoccolma dove le bici pubbliche sono una realtà consolidata. Delle rastrelliere che dovevano aggiungersi a quelle di Piazza Duomo, San Babila e Cadorna, non v’è speranza, almeno per il momento. Le bici aggiuntive sono ancora “parcheggiate” in un deposito Atm in attesa che parta il servizio.
L’annunciato servizio di mobilità sostenibile è un’annosa questione con infiniti rinvii alle spalle. Inizialmente previsto per l’inizio del 2008, è poi slittato a luglio e ancora settembre. Ora si parla di una presentazione del sistema di noleggio e delle bici a metà settembre ma il rischio è che l’avvio del servizio avvenga a ottobre, o in autunno inoltrato quando le bici si useranno di meno. Secondo il progetto iniziale in città dovevano essere predisposti 40 punti di deposito bici in zone strategiche. Le bici avrebbero dovuto essere 5000. Ora si parla di 2000 bici e le rastrelliere predisposte finora sono 20. Ce la faremo?

Nonostante la carenza di piste ciclabili, il piano del rapinatore ha avuto buon esito… Leggo dall’Ansa che ieri sera a Milano, intorno alle 19, un uomo ha rapinato una farmacia in Via Boifava. Volto coperto, pistola in pugno e svuota il contenuto della cassa: 800 euro.
Appena esce dal negozio inforca la sua bicicletta e se ne va. Una nuova frontiera di rapinatori ecologisti? Oppure è il caro benzina a farsi sentire?