Eccolo il Super governatore della Lombardia che promuove l’uso della bicicletta, dando il buon esempio. Emula il sindaco di Londra, Brown, che al lavoro ci va usando la Tube, la metropolitana londinese. Formigoni invece ammette, candidamente, che usa la bici “quando può” e che “andare in giro con simili fantastici piccoli mostri e assolutamente divertente”. Ci crediamo? Il fatto che questo video “promozionale” sia stato girato dietro le vie del “Formigone” non è casuale. E’ più che altro comodo. Detto poi da uno che in un altro video ha declamato la sua viscerale passione per le auto fa riflettere, anzi fa ridere.

Una buona notizia per i fan delle due ruote che in un modo o nell’altro bazzicano le università milanesi: leggo sul sito della Bicocca che è in arrivo un nuovo servizio per i ciclisti, la Ciclofficina Mobile, ovvero
“un furgone accessoriato per essere una vera e propria officina viaggiante. Sarà possibile, con l’aiuto dei meccanici ciclisti dell’Associazione +bc, mantenere in ordine e riparare la propria bicicletta senza spendere nulla, salvo il costo dei pezzi di ricambio. Il servizio è stato finanziato interamente dalla Fondazione Cariplo in relazione al progetto “Mobility Management per il Sistema Universitario Milanese”, avviato nel 2005 in collaborazione con il Consorzio Poliedra ed e’ offerto gratuitamente agli Atenei milanesi”
La Ciclofficina Mobile farà tappa ogni giorno della settimana in un diverso ateneo milanese (Bicocca, Bocconi, Cattolica, Politecnico, Universita’ degli Studi): nel campus firmato da Vittorio Gregotti sarà ogni mercoledì dalle 10.00 alle 17.30, nei pressi di Piazza dell’Ateneo Nuovo, Edificio U7, ingresso parcheggi.
Non sono riuscito a reperire informazioni sui giorni di sosta nelle altre università meneghine: se li scoprite voi, segnalateceli nei commenti.
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E’ la Settimana europea della Mobilità, dal 16 al 22 settembre. Un sostanzioso programma di iniziative per promuovere nei cittadini europei una nuova consapevolezza ecologica. Peccato che sul sito ufficiale l’Italia non compaia tra i paesi che hanno un website dedicato.
Milano non si tira indietro e il Comune organizza una serie di iniziative sul tema della mobilità sostenibile, per far conoscere al pubblico le diverse opportunità che già oggi esistono in città per muoversi senz’auto.
Tra le manifestazioni in programma, biciclettate tra i monumenti e i parchi di Milano organizzate da Ciclobby, visite guidate a piedi nei quartieri storici della città, iniziative di promozione del carsharing e del bikesharing. Inoltre, in via straordinaria, sarà aperta al pubblico la Centrale di Controllo del Traffico e del Territorio del Comune e verranno proiettati i video realizzati dagli studenti del Politecnico sull’uso della bici in città.

Avrete probabilmente sentito che il governo ha approvato definitivamente il tanto discusso pacchetto sicurezza (su polisblog tutte le informazioni): tranquilli, non vogliamo parlare di politica, ma solo avvertirvi che al suo interno c’è una norma che difficilmente renderà contenti i tanti ciclisti milanesi. Come raccontano i colleghi di Ecoblog infatti:
Se una persona patentata commette un infrazione al codice della strada con il suo veicolo per cui non è richiesta la patente di guida (sic!): bicicletta, triciclo, risciò, carretto ecc.ecc. viene sanzionata con la perdita dei punti sulla patente. Ma se è un minore? diciamo un diciassettenne? Non rischia nulla. Se è un maggiorenne e non ha la patente? Neanche rischia nulla.
Una norma con palesi problemi di equità, quindi, che verrà probabilmente vissuta come un’ulteriore vessazione dai ciclisti, dopo il divieto comunale di percorrere i marciapiedi di due anni fa. Sarà banale dirlo, ma uno stanziamento di fondi per la realizzazione di piste ciclabili in tutte le città d’Italia sarebbe stata una sorpresa molto più gradita da parte del governo.
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Avvertenza: questo libro non parla di Milano (o almeno non soltanto), ed è uscito ormai da qualche mese. Però c’è più di una ragione per cui questo volumetto edito da Terre di Mezzo e Legambiente dovrebbe interessare ad un milanese: parla di mobilità e traffico infatti, e dei modi di rendere una città come la nostra un po’ meno auto-centrica e inquinata.
In questo senso, “Viaggiare Leggeri” si può leggere in due modi, il primo, è consultare la mole di dati che riporta, scoprendo ad esempio che la Mediolanum degli anni 2000, rispetto alle altre città italiane, si piazza bene per offerta di mezzi pubblici e car sharing ma male per quanto riguarda qualità dell’aria, tasso di motorizzazione, indice di ciclabilità, quantità di isole pedonali e integrazione tariffaria del trasporto pubblico.
Un altro modo è prendere nota dei numerosissimi consigli pratici che Andrea Poggio (vicedirettore di Legambiente) dispensa a chi intende ridurre al minimo possibile l’impatto ambientale dei propri spostamenti: si va da dritte su come portare i bambini in bicicletta o in macchina nella massima sicurezza a suggerimenti su come guidare in maniera ecologica, su quale auto scegliere e indicazioni per orientarsi nel complicato mondo dei filtri antiparticolato.
Infine, una proposta forte: creare un vero e proprio “abbonamento alla città“, che dia la possibilità di attivare su una sola tessera tutti i servizi di mobilità disponibili nella propria area metropolitana: dall’abbonamento a mezzi di trasporto pubblici, bike e car sharing ai vari ticket di ingresso à la ecopass, tutto su una sola carta facilmente ricaricabile. Si tratta di una proposta che Legambiente porta avanti fin dal 2006, senza ricevere però molto ascolto da parte delle istituzioni.
Viaggiare leggeri, Terre di Mezzo, pp.179, euro 12,00.

I commenti alle fotografie dei fagiani avvistati ieri sul ciglio della Via Novara mi hanno fatto notare che tra i molti cittadini metropolitani che leggono il blog, ce ne sono molti che hanno anche un occhio per quello che non riguarda la moda, i locali, il traffico e il lavoro. Così vi propongo un percorso alla scoperta del Parco delle Cave e del Bosco in Città, due polmoni verdi a due passi dalla città che nascondono sorprese che non mancheranno di stupirvi.
I due parchi, tagliati in due dalla Via Novara che dalla circonvallazione porta verso Settimo Milanese e la tangenziale, sono collegati da una fitta rete di sentieri che possono essere percorsi a piedi e in mountain bike senza eccessive difficoltà, ma con la possibilità di percorrere anche 10 chilometri di trekking nel verde. Per affrontare il percorso come illustrato dalle foto siamo arrivati in metropolitana alla fermata San Leonardo della Linea M1. Da qui si prende la via Fichera fino a una sbarra metallica che impedisce l’accesso ai mezzi a motore da qui possiamo dimenticare per un bel po’ il suono delle automobili.
Proseguendo lungo il sentiero tra i campi, si raggiunge il canale scolmatore proveniente dal depuratore di Rho e lo seguiamo svoltando a desta, proseguendo verso nord, immergendoci in un boschetto di noccioli. Il sentiero prosegue verso la tangenzialina che collega Molino Dorino alle autostrade e conduce ad una zona umida recentemente risistemata con angoli di grande fascino. La strada compie un’ampia curva e prosegue in direzione di alcune distese erbose tra i fontanili dove si incontrano numerose aree dedicate agli orti urbani, come quelli di Violé. La strada ora torna a puntare verso sud, in lontananza è possibile vedere lo stadio di San Siro.
Trekking al parco delle cave




Continua a leggere: Verde in città - 10 chilometri di trekking a due passi dal centro

Settimana scorsa ho avuto il piacere di passare qualche giorno a Monaco di Baviera. Leggendo un po’ la stampa locale, mi sono imbattuto in questa notizia, riportata dall’Abendzeitung: “Radler bremsen die Autos auf”, ovvero “I ciclisti fermano le auto” (trovate l’articolo nella gallery).
Il governo della città ha infatti deciso di aumentare il numero di piste ciclabili (che per gli standard milanesi sono già tantissime), di allargare quelle esistenti e di creare nuove rastrelliere in tutta la città. A questo scopo, dovrà diminuire il numero di parcheggi disponibili per le auto.
E’ interessante confrontare questo piano con la vicenda – tutta milanese – del tira e molla sulle piste ciclabili nel centro storico. Promesse con insistenza da Croci e Moratti, ma contrastate dalla lobby pro-auto animata dagli altri assessori e dai commercianti, per il fatto che “sottrarrebbero spazio alle auto”.
Lo scorso settembre la vicenda si era conclusa, apparentemente, con la vittoria dei sostenitori delle due ruote. “Apparentemente” perché di lavori, nel frattempo, non se n’é vista l’ombra: il che farebbe pensare che sia stato invece l’ostruzionismo ad avere la meglio. Se fosse così sarebbe un vero peccato: anche perché le città europee a cui Milano ama paragonarsi, nel frattempo, sembrano non avere intenzione di restare con le mani in mano.
Foto | Flickr.

Vi propongo un altro piccolo dibattito geo-fotografico. Guardate questa fotografia. E’ un fotogramma del film Chiedimi se sono felice, del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Nel film due dei protagonisti fanno una pedalata in bicicletta lungo quello che sembra un naviglio (si nota un pescatore sulla destra), ma sullo sfondo è ben incombente la sagoma inconfondibile della Torre Velasca.
Ecco quindi la nuova sfida. Sapreste indicare dove si trova questo percorso?
Il Vélib di Parigi è sempre stato preso come termine di confronto per descrivere un servizio di bike sharing che funziona alla perfezioni, con un record di oltre 170.000 abbonati e oltre 41 milioni di prelievieffettuati. Le ultime notizie che arrivano dalla ville lumiére invece non sono proprio confortanti, quasi a farci pensare che alla fine tutto il mondo è paese. Su oltre 20.000 bici a disposizione, quasi 8.000 sono scomparse e oltre la metà hanno subito dei danneggiamenti. Considerato che una due ruote del servizio costa alla città oltre 400 euro, la spesa è decisamente salata.
Ecco i risultati invece dei dati raccolti nel mese di gennaio per il servizio di bike sharing a Milano, ovviamente i dati devono anche essere valutati in base al freddo e al maltempo. Una bicicletta rubata, circa 5000 gli abbonamenti stipulati, 400 i prelievi giornalieri in media, meno di 30 le biciclette danneggiate che hanno avuto bisogno di riparazioni. Un parziale successo, quindi che però dovrà essere incrementato con la bella stagione. Noi proseguiamo a dire che il servizio dovrebbe proseguire anche tutta la notte, sperando che qualcuno ci ascolti!
I ciclisti a Milano sono indubbiamente una minoranza: tuttavia, come spesso accade, si tratta di una minoranza particolarmente attiva ed agguerrita. L’ultimo esempio, oltre al Bycicle Film Festival che si sta svolgendo in questi giorni, viene da Facebook, il social network che ha conquistato il mondo.
Tre giovani milanesi hanno infatti recentemente creato il gruppo “Milano in bicicletta? Si può fare!”, che ha da poco superato i 1000 aderenti. La mission è semplice: rendere possibile andare in bici per la città senza rischiare la vita, “come a Amsterdam, Barcellona, Monaco, Vienna o Berlino”.
In cantiere molte iniziative concrete: la principale è la promozione di percorsi ciclabili, meno cari e più velocemente realizzabili delle tanto discusse piste (che costano 60€ al metro), e realizzabili semplicemente ricavando spazio dalla sede stradale o dai marciapiedi spaziosi. O ancora: sviluppare il neonato Bike Sharing in ottica Scuola-Casa, mettendo bici in affitto a disposizione esclusiva degli studenti.