“Welcome to Tijauana, tequila, sexo y marijuana”, parafrasando Manu Chau. Al Tijuana, ristorante e caffè, ci troverete senz’altro la tequila, (ma anche ottimi rum). Il resto è a vostra discrezione. Entrare in questo ristorante messicano e cocktail bar è come varcare un varco spazio temporale che proietta il giovane dinoccolato in centro America, un immaginario di calore e allegria. Approdato nel locale in zona corso Lodi (Via Massarani è la piccola traversa con all’angolo un piccolo supermercato) ci accoglie “Guantanamera”, il famoso standard cubano intonato da due mariachi. La suddetta non è una parolaccia spagnola, quanto un modo di apostrofare il suonatore di chitarra. Su questa figura Rodriguez ci ha costruito un film memorabile.
Seduti al bel bancone proviamo il cocktail a discrezione di Max, il “Tijuana”, a base di rum, granatina e frutta. Buono e giustamente alcolico. Il buffet dell’aperitivo non è certo ai livelli dell’Hora Feliz, però quello che c’è arriva direttamente dalla cucina ed è buono. Mi riferisco in particolare agli involtini melanzane e carne trita, leggermente speziati. E poi le tortillas, eccezionali, con le salse: la classica, al guacamole e al pimiento verde (peperoncino piccante).
Il ristorante è al piano inferiore ha nomea di essere tra i migliori tex mex di Milano. Servizio cordiale, menù chiaro e atmosfera da cantina messicana. Peccato non ci siano molti i posti a sedere (vivamente consigliata la prenotazione). Ultima nota di merito al proprietario Max, vero amante dell’arte nella miscelazione di spiriti. E’ disponibilissimo a fare due chiacchiere. Stuzzicatelo, chiedendogli ingredienti e consigli, ve lo farete amico.
Tijuana Cafè
Via Massarani, 5
Tel. 02.534742
Cosa c’è di più milanese dell’happy hour? Se anche a voi piace farlo abbondante (e pensate, come me, che la febbre suina sia una bufala mediatica), segnatevi questo nome: La Hora Feliz, locale messicano in zona Ticinese. Ci trovate uno dei buffet più abbondanti e gustosi della città, che paragonerei solo al famoso Blender di Piazzale Susa.
I prezzi sono medio-alti (6€ una birra media, 7-8€ un cocktail), ma il punto di forza di questo locale di via San Vito 5 - giusto dietro la Basilica di San Lorenzo - è la durata dell’happy hour: ben 5 ore, dalle 17 alle 22, con una reprise tra le 24 e l’1, per contrastare l’appetito di mezzanotte.
Unici appunti: l’affollamento (ma, considerata la zona, è normale) e la birra chiara leggermente annacquata. Simpatiche, anche se stressatissime, le cameriere.
La Hora Feliz,
Via San Vito 5,
Tel.: 02 8376587

Avevamo parlato della Birra Milano giusto un mese fa. La notizia è che finalmente è iniziata la distribuzione: dopo il “continua” l’elenco dei locali dove potrete trovarla. Usciamo per una volta fuori Milano segnalando che in Lombardia esiste anche una “Università della Birra“, più precisamente ad Azzate in provincia di Varese. Buone bevute, ma come ci raccomandiamo da tempo, guidate sobri!

Ho scoperto l’esistenza della Birra Milano su Facebook, grazie al gruppo che le è stato dedicato. Secondo quanto ho trovato anche sul sito del Comune di Milano:
Il marchio nasce nei primi anni del ‘900, con un’etichetta disegnata dall’artista Mario Borgoni. Oggi Birra Milano vuole riproporre un prodotto di eccellenza, che ritorna sul mercato quasi cento anni dopo: una ale ambrata, non filtrata, ad alta fermentazione a 20°.
Dopo i bagordi del capodanno a base di bottiglie, ovviamente di italianissimo spumante, non resta che assaggiare questa nuova, o vecchia, birra. L’avete già vista nei negozi?

Se non sapete che cos’è il Mom, i casi sono due: o avete più di quarant’anni o non siete di Milano. Si tratta, lo ripetiamo per i più distratti, del ritrovo all’aperto della movida milanese del mercoledì sera: migliaia di giovani che si radunano in un parchetto sulla cerchia dei bastioni, in Viale Montenero, bevono birra acquistata dai venditori abusivi e si fanno odiare cordialmente dai residenti del quartiere.
Il Comune, da parte sua, fa la voce grossa da anni, minacciando molto, facendo fare ai vigili qualche blitz ogni tanto, ma con scarsi risultati. Ogni mercoledì dalla primavera in poi, i giovani non si fanno scoraggiare e tornano imperterriti e sempre più numerosi. Recentemente il vice sindaco De Corato ha perfino dichiarato che “siamo arrivati al punto di non poter più mandare neanche gli agenti per non esporli alle aggressioni”.
Ecco dunque che il Comune di Milano decide di ricorrere alla sua “soluzione finale” preferita: la recinzione. Pare infatti che entro l’estate prossima, dopo una serie di lavori di riqualificazione, i giardini verranno chiusi al pubblico. L’assessore Cadeo ha dichiarato a questo proposito che “quel fazzoletto di terra deve tornare in possesso ai milanesi, e non essere più terra di nessuno”. Curiosa giustificazione per un’operazione che si propone precisamente di fare in modo che in quel parchetto la sera non si rechi più nessuno.
Continua a leggere: Il Comune: stop alla movida, recinzioni al Mom

Sentivo giusto il bisogno di un bel momento di tolleranza zero contro chi vende le birre al Mom, ritrovo notturno di una fascia d’età che va da una dilatata teenage fino alla tardissima postadolescenza. Breve riassunto per chi ignori cosa sia il Mom: si tratta di un locale, in viale Montenero, all’interno del quale non va in pratica nessuno, ma che con il suo parchetto di ispirazione vagamente liberty è diventato ritrovo di centinaia di gggiovani, un pò tutte le sere, ma in particolar modo il mercoledì.
Infatti il terzo giorno della settimana ci si dice sempre:”Cosa facciamo? Va bè, andiamo al Mom”. Il che la dice lunga anche sull’originalità dei milanesi, ma anche su una città che sembra offra tutto ma in realtà offre pochino, se vuoi divertirti senza dover fare un mutuo. E quindi si va al Mom, dove ci sono gli abusivi che vendono birre prese magari il pomeriggio prima al discount.
E’ la solita annonaria, che impiega un secondo a blindare un abusivo che vende qualche birra al Mom, piuttosto che a sigillare il Bitte, o a perseguitare circoli Arci, ma che, insomma, perchè accadesse qualcosa all’Hollywood - un locale semplicemente privo di uscite di sicurezza, che sarà mai? - c’è voluta la magistratura e un gip che firmasse delle ordinanze.
Foto: michelem, flickr

DA quest’oggi a Milano appassionati di birra e fumetti si uniranno in un’unica grande famiglia. Si aprono oggi in fiera (quella vecchia) due eventi distinti, accessibili con un unico biglietto, dedicati per l’appunto al biondo (rosso, ambrato, scuro..) nettare birroso e agli eroi in due dimensioni.
La fiera dei fumetti è Cartoomics, probabilmente la più importante fiera fumettistica milanese; mentre quella dedicata alla bevanda che fa campare cent’anni è il Salone della Birra Artigianale e di Qualità. L’ingresso alle fiere è di 6 euro, si entra da Porta Eginardo e da Via Gattamelata. Buon divertimento! Per visitarle avete tempo fino a domenica.
Valentina ci scrive per invitare i lettori al compleanno del decennale per lo Skanky Pub, il Microbirrificio di Lambrate che avevamo intervistato a suo tempo qui in podcast.
Alla Cascina Monluè da venerdì 28 a domenica 30 settembre 2007, la degustazione sarà presieduta dal direttore culturale di Unionbirrai: domenica 30 settembre alle ore 18.00, degustazione speciale di due birre “fuori gamma” di cui una anticipata come nuova birra del pub mentre l’altra è coperta dal segreto piu’ buio. Dice la mail: Per partecipare alla degustazione (il cui costo è di 15 euro tutto compreso) si può mandare un’e-mail a birra@birrificiolambrate.com specificando il numero e il nome dei partecipanti.

Forse non è cominciato nel migliore dei modi il “nuovo corso” delle Colonne di San Lorenzo. È bastato passare di sera, dopo mezzanotte, da corso di Porta ticinese per assistere al degrado urbano peggiore che si possa immaginare, nonostante qualche decina di agenti di polizia schierati a San Lorenzo. Ma andiamo con ordine.
8 giugno 2007, ore 00:15 (circa). Il tram passa dalle Colonne e in effetti la piazza è transennata: appena fuori dalle transenne i soliti gruppetti di ragazzi che evidentemente butteranno i loro rifiuti al di là del sacri recinto della basilica. Ma ci sono anche un po’ di netturbini in azione.
Il peggio arriva in Ticinese. Poco prima…
Le colonne si San Lorenzo costituiscono il ritrovo fisso di centinaia di persone ogni sera dalla primavera all’autunno. Infatti, diciamocelo, solo lì ci si può bere una birretta senza dover svuotare il portafoglio; con 2 euro uno se la cava comodamente, nelle birrerie costa più del doppio. Ma il sito del Corriere ci dice che dal 6 giugno sarà vietato portare fuore dai locali bottiglie in vetro e l’area del sagrato e del colonnato verrà tutta transennata, il tutto dalle 21 in poi e in via sperimentale.
Non mi sembra una cosa così tragica, in fin dei conti viene solo vietato di comprare nei vari negozietti bottiglie di vetro, quindi gli habituè delle colonne possono stare tranquilli. Ma ho come l’impressione che in comune non siano stati in molti a farsi un giretto in zona il sabato sera. Ci sono parecchi venditori ambulanti di birre in bottiglia (quindi non negozianti) che bazzicano in San Lorenzo e volendo la bionda ce la si può portare da casa. Inoltre non vedo grosse differenze, in termini di sporcizia, tra cumuli di vetro e cumuli di plastica; sono sempre rifiuti buttati in terra, figli entrambi della stessa maleducazione.