Sarà l’aria torrida degli scorsi giorni che dà alla testa (anche se dicono che migliorerà, nel senso che peggiorerà) o il desiderio di una certa aria sognante e sospesa che a volte è difficile trovare in città.
Fatto sta che, metà per coincidenza, metà per volontà, sono inciampata in rete in alcune descrizioni di Milano che ho molto apprezzato. Sono più che altro “soggettive” di viaggi nella città, raccolte di sensazioni e immagini in cui la città è spunto e musa. Trovo bello portare anche a Milano, troppo spesso concentrata su cose concrete e lavoro e mezzi e fare e disfare e soldi e etc. etc. etc., trovare, dicevo, un po’ dell’atmosfera allucinata e sognante tipica di altre grandi città: Parigi, Lisbona, Barcellona…
La cosa più strana che ho notato è che nella maggiorparte di questi post si parla di…mare. Sì, mare. Ieri ci riflettevo. Forse per una sorta di allucinazione collettiva, la cosa che credo più difficilmente si possa associare a questa città diventa, come per paradosso, un riferimento quasi spontaneo. D’altronde, abbiamo anche la fermata della metro gialla PORTO DI MARE. Un motivo ci sarà, no?!
A seguire alcuni brani tratti dai blog…se avete letto (o scritto) cose simili segnalatele! E, a finire, una chicca di Cochi & Renato citata in uno dei testi. Fantastici.
Continua a leggere: Il mare a Milano. Impressioni di inizio estate
Il Web collaborativo sembra essere utile proprio a tutti, dopo le comunità virtuali di scienziati, quelle di specialisti, le comunità di fotografi, i progetti di sapere condiviso, è arrivata l’ora di utilizzare il web per creare un network fra i senzatetto, Milano è stata la città iniziatrice di tutto questo.
L’obiettivo dei clochard non è quello di farsi “vedere” da coloro che un tetto ce l’hanno, ma proprio quello di creare una comunità di senzatetto e poter dar vita alla prima casa di accoglienza autogestita, un sogno che molti condividono da anni.
Noi di 02blog non possiamo che dare il benvenuto a questi colleghi, segnalandovi il loro sito www.stazionemilano.splinder.com e augurando loro che la costruzione di questo tetto “virtuale” sia l’anticipo per un tetto con delle solide mura.