
Ricordate le ronde? Per mesi non si era parlato d’altro: secondo alcuni si trattava della manna che avrebbe permesso finalmente di riprendere controllo di una città in preda alla criminalità. Altri vi hanno intravisto l’anticamera del fascismo.
Saranno delusi entrambi, ora che si scopre che sono state un flop. O un bluff, se preferite. Leggo infatti sul Corriere della Sera che l’unica ad aver fatto richiesta d’iscrizione è stata l’Associazione Poliziotti Italiani (in congedo) che già pattugliava le strade prima della nuova legge.
Le ragioni di questo fallimento? Semplici: la legge ha posto molti paletti. Troppi forse, anche se sensati. Si sono escluse ad esempio le pattuglie di ispirazione politica: quindi fuori la “Guardia nazionale italiana” in camicia bruna dell’MSI di Gaetano Saya, ma anche i Blue Berets ad esso legati e i “Volontari verdi per la sicurezza” di chiara matrice leghista.
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Ebbene si, dopo la questione Blue Berets, dopo l’offerta dei Volontari Verdi, adesso nasce pure la scuola. Ad ideare la cosa ci hanno pensato Centro Studi Sicurezza, Centro Identitario ‘Bassano’ e, per l’appunto, i Volontari Verdi di Max Bastoni.
I corsi dovrebbero essere tenuti presso il Palaiseo di Milano, ammetto l’ignoranza, non l’avevo mai sentito nominare prima, dove si terranno lezioni per preparare i futuri rondisti dal punto di vista mentale, fisico e legale.
Non è ancora chiaro come saranno distribuite le ore di lezione, con che modalità ci si dovrà iscrivere, né quando aprirà. Per ora si sa solo che la cosa è in cantiere.
Via | Libero
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Esattamente un mese fa vi annunciavamo su queste pagine l’imminente entrata in servizio di 26 Blue Berets sulle linee della metropolitana milanese, allo scopo di sorvegliarne la sicurezza dopo le 22.30, per un investimento complessivo di 200.000 euro.
Nel sondaggio che lanciammo allora, ben il 66% dei nostri lettori sostenne che si trattava di “soldi spesi bene“. Farà dispiacere a questa consistente maggioranza scoprire dal Corriere della Sera, com’è successo ieri a me, che il servizio è stato sospeso, nel contesto della revoca ai Blue Berets di tutte le attività di sorveglianza che svolgono a Milano.
Le ragioni? Primo, la scoperta di legami tra il presidente dei berretti blu Vincenzo Scavo e l’Msi di Gaetano Saya, tristemente noto per il suo progetto di mandare per le strade ronde vestite come i nazisti dell’Illinois. Secondo, stando al vicesindaco Riccardo De Corato, la necessità di adeguarsi alle norme del nuovo pacchetto sicurezza.
Complessivamente, i vigilantes della metropolitana sono stati in servizio solo due settimane. Curioso che De Corato, che è anche deputato, non abbia previsto un mese fa che avrebbe dovuto presto applicare il pacchetto di sicurezza. A voler essere maliziosi si potrebbe notare una cosa: 30 giorni fa si era in piena campagna elettorale..
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Entro fine giugno 26 Blue Berets pattuglieranno le stazioni della metropolitana di Milano tra le 22.30 e fine servizio. In quella fascia oraria ci sono in circolazione 24 treni, riusciranno a coprire un treno su due più stazioni sparse su tutte e tre le linee. Il servizio costerà oltre 200mila euro e verrà pagato con denaro proveniente dall’attivo di ATM, che si aggira intorno ai due milioni di euro.
Inutile dire che i vigilantes saranno privi di armi, muniti solo di cellulare per le emergenze. Il servizio, dice il Vicesindaco Riccardo De Corato, in futuro potrebbe essere esteso anche a linee di superficie. Voi che ne pensate, sono soldi spesi bene o buttati via?
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I primi effetti del pacchetto sicurezza - e del decreto, che entrerà in vigore proprio il primo agosto - sono in arrivo: nel mese dell’esodo i militari sorveglieranno le zone calde della metropoli deserta, insieme, in pattuglie miste, a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Lo ha spiegato Ignazio la Russa, Ministro della Difesa, insieme a Letizia Moratti:
“La Difesa, a livello nazionale, mette a disposizione 3 mila uomini: 2 mila permetteranno di liberare poliziotti da destinare a rafforzare i controlli nei luoghi di villeggiatura, mentre mille saranno impiegati in alcune città campione. Ho rassicurato il sindaco che Milano è in cima all’elenco delle città in cui si sperimenterà questa forma di maggiore presenza dello Stato per dare più sicurezza ai cittadini. Abbiamo ipotizzato fino a cento pattuglie”
Ad essere interessate, secondo il Vicesindaco Riccardo de Corato, saranno le zone della Stazione Centrale, di via Imbonati e di viale Padova. Che dite, servirà a qualcosa?