Annualmente al Teatro Manzoni viene conferito il premio Eleonora Duse, importante riconoscimento per l’attrice che maggiormente si è distinta nella passata stagione teatrale. Non è la giuria popolare tramite il televoto a decretare il nome della vincitrice, bensì alcuni critici teatrali presieduti da Maria Grazia Gregori che nel corso della serata ha letto le motivazioni del premio. Presente anche l’assessore Finazzer Flory.
Il premio Eleonora Duse 2010, svoltosi lunedì 18 ottobre, è stato vinto dall’attrice di origini bulgare Elena Ghiaurov. La menzione d’onore quale miglior attrice emergente è andata a Irene Petris. La prima ha letto delle poesie di Antonia Pozzi, una voce disperata del novecento italiano morta suicida a 26 anni. Irene Petris, accompagnata da due musicisti, ha letto un pezzo in prosa di cui francamente non ricordo l’autore.
Senza timore di sbagliarmi posso affermare che in molti erano presenti al premio Duse esclusivamente per il ricchissimo buffet offerto dalla Banca Popolare Commercio e Industria. I buffettari scalpitavano già da giorni, si erano procurati gratuitamente gli agognati inviti telefonando o inviando mail a chi di dovere.
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Una “rondine non fa primavera”, recita un volantino che i lavoratori delle biblioteche comunali distribuiscono fuori dalla Valvassori Peroni per questa attesissima inaugurazione. Eppure, per la zona Lambrate, fa più primavera questa nuova biblioteca che qualunque rondine (o ronda).
La “coperta è insufficiente”, dicono i protestatari all’ingresso, presenti ad ogni avvenimento importante che si rispetti. Se si usano ingenti somme per questo nuovo centro polifunzionale ipermoderno rimangono prive di fondi le biblioteche rionali – costrette a ridurre orari e servizi - e la Sormani (la cui supremazia non è più incontrastata). A queste lamentazioni si aggiungono quelle del Partito Comunista dei lavoratori, con un banchettino che fa quasi tenerezza e una bandiera che sventola senza crederci.
Ma nessuno dei numerosissimi curiosi che ha voluto presiedere al taglio del nastro ha voglia di leggere i volantini “contro”. E’ un po’ come essere al cinema negli anni 50′: stanno tutti dalla parte dei cow-boys, qua rappresentati da un parallelepipedo tronfio di libri, che nel ventre ospita una banda e alcuni personaggi d’eccezione, come l’affascinante Finazzer Flory e Pietro Viola (presidente della zona 3) che nel discorso si gonfiano dall’orgoglio per questo gioiellino che ha vissuto un iter molto travagliato e sette anni di polemiche, ma ora è nato e il passato non importa più a nessuno.
inaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrate






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