
Arrivato a casa mi aspetta una lettera dal Comune di Milano. Apro incuriosito e che ci trovo? “El nost milan”, un opuscolo di una decina di pagine sui molteplici risultati positivi raggiunti dall’amministrazione Moratti, scaricabile anche online. A pagina 2 una breve presentazione del sindaco che loda l’operosità dei milanesi, grazie alla quale ha raggiunto risultati significativi. “Desidero farvi ora conoscere quanto abbiamo fatto dall’inizio del mandato, in attesa di ricevere i vostri commenti e suggerimenti attraverso la scheda allegata”. Ohibò, sono curioso di conoscere questi successi.
Sfogliando scopro che il libretto propagandistico si compone di 3 capitoletti. Il primo si chiama “Milano vivibile”. Il risultato in evidenza ci informa che c’è 1 milione di mq di verde in più. La pagina successiva elenca i successi dell’Ecopass: meno 5 milioni di passaggi auto e meno 6,8% di traffico in città. Il capitolo sull’Ecopass forse avrebbe potuto essere omesso, per decenza quantomeno. Di pochi giorni fa il quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine dei quattro ospedali milanesi, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Velocizzo sul Bikesharing e sui mezzi pubblici,arrivo all’ultima pagina dedicata ai parcheggi, con l’elenco dei posti auto realizzati (non c’è riferimento ai lavori ancora in corso e quelli irrealizzati).
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Continua la lotta senza quartiere del Vicesindaco De Corato rispetto alle occupazioni abusive dei nomadi nelle aree periferiche e non di Milano. Oggi la polizia locale ha eseguito due sgomberi. Il primo sotto il cavalcavia Bacula, dove vivevano una settantina di nomadi, il secondo vicino al parco della Pecetta. In questo caso i nomadi se ne sono andati spontaneamente.
Per impedire nuove occupazioni sono stati sistemati blocchi di calcestruzzo. Mi chiedo, se dopo tutti questi sgomberi vengono trovate altre sistemazioni per gli sgomberati, visto che da qualche parte devono pur andare. Perchè mandarli via da una parte senza sapere poi dove piazzarli ha tutta l’aria del serpente che si mangia la coda.
La Coppa Europa 2007 di atletica leggera a squadre si terrà a Milano, all’arena civica il 23 e 24 giugno.
La pista di atletica dell’arena, rifatta nell’ultimo anno, ospiterà i Campionati di Atletica Leggera. L’assessore e gli addetti ai lavori credono molto nella location sportiva dell’Arena di Milano e vorrebbero trasformarlo in un simbolo, un tempio internazionale dello sport.
Altro obiettivo ambizioso dell’assessore allo sport Giovanni Terzi è quello di riottenere l’apertura notturna della struttura per restituire un importante zona della città di Milano ai propri cittadini, con attività culturali collaterali allo sport come concerti e mostre.
Foto di Nettaphoto
L’argomento è di stretta attualità, mentre in tutta europa dopo l’apertura delle frontiere verso est dell’unione, ci si attrezza all’invasione dei rumeni in roulotte, Milano si scontra con un problema già abbastanza grande, per essere incrementato da nuovi, già annunciati, arrivi.
La milano multietnica e multiculturale, capitale del melting-pot italiano, nel 2006, non sembra ancora essere pronta ai Rom e, mentre ad Opera qualche fanatico dà fuoco al terreno che dovrebbe vedere la nascita di un nuovo campo di accoglienza, sono molte le voci che si alzano fra i concittadini per denunciare una situazione che, secondo alcune fonti, conta ormai ottanta campi solo nel territorio comunale ed è perciò difficilmente estendibile.
Il problema è spinoso e pericolosamente incline a sfociare in discorsi di stampo razzista ma, ciò che il palazzo sente come l’ennesimo argomento su cui distribuire poteri fra comune e provincia, molti milanesi lo vivono con preoccupazione, per paura di un incremento della microcriminalità e, sicuramente, anche per il deprezzamento del valore delle case che saranno nelle vicinanze dei campi, presenti o futuri.
Infatti, se tutti sono d’accordo riguardo il pericolo dell’ingovernabilità dei campi che, sempre più spesso, sono lasciati crescere senza controllo e diventano dei centri di organizzazione e controllo delle attività illecite, nessuno propone dei grandi stravolgimenti e, pensiero comune, è quello di voler condividere “il problema” con i comuni limitrofi.
E’ interessante osservare come una delle etnie da più tempo presente in Italia e maggiormente vicina alla nostra cultura, sopratutto dal punto di vista relioso, sia una volta ancora al centro dei problemi di integrazione e ordine pubblico.
Lo splendido disegno è di dem666