
Arrivato a casa mi aspetta una lettera dal Comune di Milano. Apro incuriosito e che ci trovo? “El nost milan”, un opuscolo di una decina di pagine sui molteplici risultati positivi raggiunti dall’amministrazione Moratti, scaricabile anche online. A pagina 2 una breve presentazione del sindaco che loda l’operosità dei milanesi, grazie alla quale ha raggiunto risultati significativi. “Desidero farvi ora conoscere quanto abbiamo fatto dall’inizio del mandato, in attesa di ricevere i vostri commenti e suggerimenti attraverso la scheda allegata”. Ohibò, sono curioso di conoscere questi successi.
Sfogliando scopro che il libretto propagandistico si compone di 3 capitoletti. Il primo si chiama “Milano vivibile”. Il risultato in evidenza ci informa che c’è 1 milione di mq di verde in più. La pagina successiva elenca i successi dell’Ecopass: meno 5 milioni di passaggi auto e meno 6,8% di traffico in città. Il capitolo sull’Ecopass forse avrebbe potuto essere omesso, per decenza quantomeno. Di pochi giorni fa il quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine dei quattro ospedali milanesi, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Velocizzo sul Bikesharing e sui mezzi pubblici,arrivo all’ultima pagina dedicata ai parcheggi, con l’elenco dei posti auto realizzati (non c’è riferimento ai lavori ancora in corso e quelli irrealizzati).
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Tessera n° 41508 della Lega Nord “honoris causa”. Di chi stiamo parlando? Borghezio? Calderoli? Niente di più lontano. Il neo “laureato” è l’attuale presidente della Provincia di Milano, nonché ex sindaco della rossa Stalingrado d’Italia, Filippo Penati. Stupiti?
Tutto nasce dopo le polemiche dichiarazioni con cui il commissario straordinario all’emergenza rom Gian Valerio Lombardi (di cui abbiamo già parlato) ha illustrato la sua soluzione al problema che prevede lo smantellamento della maggior parte dei campi milanesi e il trasferimento dei loro abitanti nei comuni limitrofi.
Piano perfettamente in linea con la politica da sempre sostenuta dal comune di Milano, ovvero spostare i problemi fuori dalle proprie competenze amministrative scaricandoli sull’hinterland.
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Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, ha dichiarato che nell’ultima settimana di settembre la Polizia Locale ha censito 302 rom nei campi nomadi milanesi, oltre ad altre centinaia di persone di altre nazionalità. Altri quattrocento circa erano stati identificati a luglio, molti di essi erano stati fermati ai semafori mentre erano intenti a lavare i vetri delle auto.
Tutte queste schedature non derivano da qualche crimine commesso dai fermati, bensì dalla volontà di De Corato di voler applicare la normativa europea secondo la quale un comunitario deve, entro 90 giorni dalla prima identificazione, essere registrato all’anagrafe, avere una residenza, un lavoro che permetta il sostentamento e un’assistenza sanitaria. Chi non risponde ai requisiti può essere allontanato e non può tornare nel paese da cui è stato espulso. Insomma, identificazione preventiva. Che ne pensate?