
Vicino alla Stazione Centrale è stato fermato un baby ladro di soli 12 anni, ma con ben 46 segnalazioni alle spalle! Il giovane Lupin è stato fermato in seguito alla segnalazione di una signora cui aveva sottratto la bellezza di 800 euro, borsa che li conteneva compresa.
Il bimbo, di origini romene, risiede presso il campo nomadi di Via Tertulliano, ed è da quando aveva dieci anni che ha a che fare con la legge, da allora in 30 mesi ha raccolto le 46 segnalazioni.
Foto | Flickr

Un Tir lungo quindici metri, con al suo interno un caterpillar rubato, è stato rinvenuto dalla polizia in un campo nomadi milanese. Un camionista romeno è stato fermato con l’accusa di ricettazione.
La cosa è venuta allo scoperto per caso, una voltante passava in Via Chiesa Rossa, vicino al campo nomadi in questione (campo autorizzato), ha notato l’insolita presenza di un Tir nel campo, ha fatto un controllo ed ha scoperto che al suo interno c’era un caterpillar del valore di 250mila euro. Il mezzo era sparito tempo fa da un cantiere.

Ormai è un appuntamento più o meno quotidiano, la prima notizia milanese (in termini di orario), nelle ultime settimane è sempre quella: Sgombero in Bovisasca. Uno sgombero fatto a rate, forse per dare l’impressione che si lavori tanto? Farne uno solo grosso sul piano del marketing è meno conveniente? Sono solo congetture chiaramente, però non si capisce perchè non lo facciano tutto in una volta come hanno fatto sempre in passato.
In ogni caso, anche oggi è in corso la distruzione di 150 baracche, e al tempo stesso vengono verificati i documenti di una sessantina di persone. Anche qui, perchè non verificare i documenti di tutti in una volta? Strano, no?

Dalle prime ore della mattina, polizia locale e polizia, stanno effettuando controlli presso il campo nomadi di Bovisasca. Alcune baracche sono state abbattute, una decina, e un centinaio di persone sono state controllate, di queste, al momento, quattro sono state accompagnate in questura perchè prive di documenti.
Intanto, il Vicesindaco De Corato propone una sistemazione temporanea per tutti coloro che rimarranno senza casa, si parla di hangar inutilizzati del demanio militare e spazi della Provincia, oltre a quelli che potrà individuare il Comune. Parte delle dichiarazioni di De Corato, tratte dal sito del Comune di Milano:
“Rinnoviamo pertanto l’appello al Prefetto Lombardi e al Presidente Penati affinché si prodighino per mettere a disposizione hangar militari o stabili del demanio statale o provinciale. Nel momento in cui verrà trovata la soluzione, ricerca che non deve gravare solo sulle spalle del Comune di Milano gli allontanamenti devono scattare rapidamente, anche perché Asl e Arpa hanno chiesto ripetutamente di intervenire dato che l’area è inquinata da arsenico. Ed è pertanto inutile la manovra in atto dei centri sociali che mi risulta stiano cercando di organizzare un resistenza con gli 800 rom”
È arrivato a Milano (meglio, a Muggiano) dalla Toscana, ma dopo un paio di giorni nel campo nomadi ha ucciso due nipoti di 17 e 21 anni: “Non mi rispettavano più”, ha detto. L’assassino è il nonno delle due vittime, un nomade di origini serbe Nazif Sulejmanovic, 78 anni.
L’uomo, all’improvviso, ha impugnato la pistola e ha sparato ai due nipoti. Niente faide familiari né lotte fra clan rivali: una “banale” tragedia familiare, nata forse dalla testa di un uomo che - dopo una vita ai margini della legalità - ha visto morire in poco tempo diversi figli e la moglie.
Potrebbe essere un modello esportabile anche altrove e il segnale di un approccio sereno alla questione dell’immigrazione, anche quando riguarda culture e abitudini molto distanti dalle nostre. Dipende dai risultati.
Sto parlando del nuovo campo nomadi di Triboniano, dove i rom - prima di entrare nei nuovi container - dovranno firmare un “patto di socialità e legalità”, (qui c’è il testo) con il Comune di Milano, rappresentato dal vicesindaco De Corato e dall’assessore Moioli, nonostante qualche maldipancia della maggioranza di centrodestra.
In pratica, il Comune ha risitemato l’area con luce, acqua, fogne per 600 nomadi e i rom che voglioni vivere lì si devono impegnare ufficialmente a rispettare le regole e la legalità, a concordare eventuali nuovi arrivi e a far frequentare ai figli le scuole dell’obbligo. Pena la perdita del posto. Lo stesso che è stato istituito a Opera.
Funzionerà?

Il patto di legalità stipulato dai nomadi del campo di Opera con le istituzioni, entra subito in azione dimostrando la buona fede di chi lo ha sottoscritto. Ieri sera un rom ospite del campo ha usato violenze nei confronti della moglie, l’individuo in questione è subito stato individuato ed allontanato dal campo. I rom hanno subito dimostrato di seguire le regole sottoscritte, che a grandi linee sono: non mendicare, non procurare danni al campo stesso e non incorrere in altri tipi di illegalità. Chi dovesse trasgredire le regole si è impegnato ad abbandonare immediatamente il campo, e così è stato.
La donna vittima dell’abuso sarà ospitata con i figli presso la Casa della Carità, associazione che ha svolto un ruolo essenziale in tutta la vicenda del campo nomadi. Ora non resta che vedere se questa situazione così delicata riuscirà a raggiungere un equilibrio definitivo.