La politica milanese (e non solo) sta vivendo attimi di grande concitazione. L’esclusione della lista di Formigoni è una bomba che ha scosso il Pirellone fino alle fondamenta. Difficile valutare la situazione da un punto di vista obiettivo. Da una parte è vero che la democrazia dovrebbe essere esplicitata attraverso il voto anche del listone di centro destra, dall’altra parte il “pasticciaccio” è stato un clamoroso autogol realizzato in nome del rispetto delle regole, da sempre alla base delle elezioni politiche. Grande attesa quindi per le decisioni che emergeranno nel Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio dopo che il presidente Napolitano ha escluso la possibilità di un decreto legge ad hoc.
Ma c’è un elemento pratico molto più “terra a terra” di cui a Milano nessuno sembra essersi accorto. Stiamo parlando della comunicazione elettorale presente sulle strade. Premesso che reputo squallido e incivile lo stato con cui vengono mantenuti i pannelli di lamiera (spesso vicino a scuole e asili sedi di seggi) che vengono montati all’inizio delle campagne elettorali, bisogna sottolineare che si tratta di spazi dedicati proprio alla comunicazione politica. I regolamenti per le affissioni (ricordo che i partiti godono di forti agevolazioni per la comunicazione in caso di campagna elettorale) sono chiari e le affissioni abusive devono essere bloccate e sanzionate (vedi cosa è successo a Roma in febbraio). Rimane quindi ovvio che la comunicazione (se già esposta) delle liste che non sono state accettate risulta abusiva.
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