
Circa un anno fa mi ero appassionato alla BEIC, la stupenda biblioteca che avrebbe dovuto sorgere in Porta Vittoria. Già allora i dubbi sulla conclusione dei lavori erano molti: tutti derivavano da un dato banale, niente soldi da mettere a bilancio per chiudere la faccenda, niente finanziamenti, e per chiudere i lavori - un anno fa, non so ora - servivano 260 milioni di euro.
Poco fa finisco su un’intervista a Stefano Boeri in cui spiega che effettivamente non ci sono speranze, niente “superbiblioteca” in Porta Vittoria, tutto bloccato.
il trasferimento dell’Accademia di Belle Arti nell’ex caserma di via Mascheroni, e la mega biblioteca europea di Porta Vittoria che vede Palazzo Marino tra i soci promotori. Tutto bloccato perché di finanziamenti non c’è traccia. «Sul progetto Brera il Comune può giocare il ruolo di “facilitatore” – dice il neoassessore –, ci sto riflettendo, ma certo bisogna anche interrogarsi su cosa abbiano fatto fino a oggi alcuni vertici del progetto che oggi lamentano il vuoto di risorse». Quanto alla Beic, «si tratta di un investimento cospicuo e direi impossibile per l’attuale situazione di bilancio»
Ok, ma quindi nell’area tra viale Molise e viale Umbria che cosa si fa? Su Repubblica Milano si parlava di vendita dei terreni, ma era un anno fa. Sul sito BEIC c’è una rassegna stampa degli ultimi mesi, dove domina l’incertezza, e un’altra ipotesi: quella di spostare altrove il progetto.
Se sapete qualche altra novità, raccontatecela nei commenti.
Il PGT, il Piano di Governo del Territorio è stato accompagnato da molte polemiche nei mesi scorsi, principalmente per una certa deregulation che portava alle estreme conseguenze:
Fine degli antichi vincoli urbastistici a favore dello sviluppo della città «flessibile», dove la possibilitità di costruire nuove abitazioni è legata all’esistenza di servizi e trasporti
Oggi Masseroli, Assessore all’Urbanistica spiega come vede le cose sulle pagine del Corriere. Più utile è sapere che anche voi potrete “discuterne” con Masseroli
l’assessore dà appuntamento a chiunque voglia intervenire: «Ogni venerdì dalle 15.30 alle 18.30 sarò in Urban Center (Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12, ndr). Noi abbiamo costruito una piattaforma di sviluppo, ma ciascuno può, anzi dovrebbe, migliorarla»
Se volete, qualche link per approfondire: sul sito del Comune tutti i documenti possibili e immaginabili su PGT.

Sembra che le cose si mettano molto male per il progetto della BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che avrebbe dovuto sorgere sull’area di Porta Vittoria, ed è un peccato. Già qualche tempo fa, Trab era passato da quelle parti, rinvenendo uno scenario di uno squallore sconfortante.
Oggi si sa qualcosa di più:
“Avremmo molto piacere a realizzare la Beic, Biblioteca europea di informazione e cultura - spiega Carlo Masseroli, assessore all’Urbanistica del Comune - Il problema è che per farla ci vogliono ingenti finanziamenti di cui non vediamo traccia”. E che, vista la situazione economica del Paese, è impensabile arrivino a breve
Non c’è il cash. Vediamo più nel dettaglio…
Continua a leggere: BEIC Porta Vittoria: addio alla Biblioteca Europea di Informazione e Cultura?
Non era così difficile da immaginarlo: il “Piano Casa” annunciato da Berlusconi piace all’assessore allo sviluppo del territorio del comune di Milano, Carlo Masseroli e al sindaco Letizia Moratti.
Pubblico e privato sono tasselli differenti presenti sul territorio, si intersecano esattamente come si intersecano strade e case, ferrovie e zone agricole. E devono trovare strategie di sviluppo organiche. Quanto e dove costruire, dove mettere il verde e le strade, come finanziare le infrastrutture. Permettere al privato di costruire con ordine e in modo remunerativo permette anche al pubblico di fare la sua parte, ma con meno oneri e più efficienza”.
Già, non sembra male come sogno. Ma ancora più idealista ed entusiasta riguardo a questa nuova norma (che indubbiamente aiuterà parecchio le imprese edili) è il Foglio di Giuliano Ferrara, che si permette di dipingere una città degna di un opuscolo dei testimoni di Geova. In sostanza con l’aumento delle cubature si stimolerà l’emergere della città verticale: i palazzi saranno alti, intorno tanto verde, la gente camminerà (immagino felice). Nella città verticale si andrà in bicicletta, si farà jogging e non ci sarà bisogno di andare in palestra. Nella città verticale l’aria migliorerà in quanto ci saranno meno mezzi di trasporto e gli spostamenti saranno veloci.
E poi il costo degli immobili si riduce, con la città verticale, perché si usano meglio il terreno e i costi fissi del tetto.
Insomma, questa proposta del governo pare proprio una manna che migliorerà le nostre esistenze metropolitane.
Foto|Flickr
Ecco un’infografica presa dal Corriere di oggi che ci permette di riassumere rapidamente come si trasformerebbe l’area urbana di Milano nel caso che il piano della città metropolitana diventi realtà. Carlo Masseroli ha invitato Giulia Maria Crespi del FAI a fare da garante all’operazione
Un appello a Giulia Maria Crespi: «Venga a lavorare con noi. Sia garante del nostro progetto per diminuire il consumo del territorio». Altro che soffocati dallo smog e dalle auto
Della città metropolitana ci eravamo occupati spesso in passato.