
Umberto Fusco dopo essere stato sfrattato anche dall’abitazione di via Canonica 59 ha deciso di farla finita buttandosi da un balcone dell’hotel Europeo dove con la moglie e il figlio risiedeva. Ottantenne ed ex pianista di successo, Umberto Fusco era già stato sfrattato dalla casa di Porta Vittoria 18 dove con la moglie aveva vissuto più di quarant’anni.
La storia dell’ex accompagnatore di Tony Dallara è al centro delle cronache cittadine ad una settimana dal tentato suicidio di Ahmed G., l’italiano di origine tunisine che per ottenere dal Comune un’abitazione ha deciso di arrampicarsi sulle guglie del Duomo da dove si sarebbe buttato nel caso in cui le istituzioni locali non gli avessero trovato un alloggio.
Pochi giorni prima che ciò accadesse Repubblica raccontava la storia di una ragazza, costretta a lasciare la propria abitazione dove abitava con la figlia di sei anni da quando il marito era morto in un incidente.
Continua a leggere: Umberto Fusco muore suicida dopo lo sfratto

Arrivato a casa mi aspetta una lettera dal Comune di Milano. Apro incuriosito e che ci trovo? “El nost milan”, un opuscolo di una decina di pagine sui molteplici risultati positivi raggiunti dall’amministrazione Moratti, scaricabile anche online. A pagina 2 una breve presentazione del sindaco che loda l’operosità dei milanesi, grazie alla quale ha raggiunto risultati significativi. “Desidero farvi ora conoscere quanto abbiamo fatto dall’inizio del mandato, in attesa di ricevere i vostri commenti e suggerimenti attraverso la scheda allegata”. Ohibò, sono curioso di conoscere questi successi.
Sfogliando scopro che il libretto propagandistico si compone di 3 capitoletti. Il primo si chiama “Milano vivibile”. Il risultato in evidenza ci informa che c’è 1 milione di mq di verde in più. La pagina successiva elenca i successi dell’Ecopass: meno 5 milioni di passaggi auto e meno 6,8% di traffico in città. Il capitolo sull’Ecopass forse avrebbe potuto essere omesso, per decenza quantomeno. Di pochi giorni fa il quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine dei quattro ospedali milanesi, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Velocizzo sul Bikesharing e sui mezzi pubblici,arrivo all’ultima pagina dedicata ai parcheggi, con l’elenco dei posti auto realizzati (non c’è riferimento ai lavori ancora in corso e quelli irrealizzati).
Continua a leggere: Nelle case dei milanesi arriva l'opuscolo della Moratti "la nostra Milano"

Che gli studenti siano sfruttati da padroni di casa senza scrupoli intenti a scucire cifre spropositate per un posto letto e nulla di più, senza contratto regolare, è cosa nota. Una super inchiesta di Studio Aperto ci illumina sulla situazione catastrofica che gli studenti fuori sede sono costretti a subire. 400 euro per una stanza, senza la possibilità di ospitare nessuno, o peggio, senza neanche la possibilità di usare la cucina. Cucina e poi fila in camera tua. Insomma la giungla non è mai stata così cara (in 10 anni con aumenti del 145%) e pericolosa.
Tempo fa avevamo parlato dell’iniziativa “Prendi in casa uno studente“, un modello di che si basa su un’idea molto semplice: trovare alloggio agli studenti presso una persona anziana con una camera disponibile nella propria abitazione. Gli studenti versano mensilmente al padrone di casa un rimborso spese di 250 € che include tutti i costi di convivenza, collaborando alla vita domestica con piccoli aiuti. Una scappatoia per gli studenti con budget ridotto.
Un’altra soluzione è la condivisione della casa. Secondo Idealista “per far fronte al caro affitti a Milano la formula della condivisione è divenuta una consuetudine non solo studentesca, vivere in condivisione diventa per molte persone l’unica possibilità di risiedere in zone centrali o semicentrali della città”. Aggiungo io, anche in zone non centrali. Per finire segnalo il sito www.affittistudentiuniversitari.it, un bel servizio per chi è alla ricerca di una casa. Per tutti questi soggetti vale un imbocca al lupo, ove il lupo non sia una padrone di casa.
E voi studenti, raccontateci le vostre esperienze, positive o negative che siano.
Per la cronaca la foto in alto si riferisce ad uno stabile ristrutturato in via Casale, zona Navigli. Un bilocale di 54 metri quadri ha un prezzo di base di 380.000 euro. Circa 7 mila euro al metro quadro. Il caro case a Milano non è certo una novità, ma da un’indagine della Camera di Commercio emerge un dato destinato a far discutere. Milano è la prima città italiana e la 12esima in Europa per il prezzo della casa. Prima di noi solo Inghilterra (Londra, Bristol, Manchester, Birmingham, Edimburgo, Cambridge), Lussemburgo, Paesi Baltici (Stoccolma, Oslo e Tromso) e Salisburgo in Austria.
Da tempo si attendeva uno stallo del mercato, ed eccolo; si parla di un rallentamento delle compravendite sopra al 25%. Invece per i fortunati che hanno deciso di comprare un’abitazione, la Camera di commercio meneghina ha ideato anche un codice di autodisciplina, del contratto tipo e del vademecum per la compravendita immobiliare di edifici da costruire.

A Milano ci sono le case più costose d’Italia, lo dice un’indagine della Camera di Commercio di Milano, basata su dati Eurostat 1999-2006, Osmi - Camera di commercio e Fimaa. La casa qui da noi costa un sacco è non è una novità, la notizia più significativa dell’indagine riguarda l’Europa.
Milano è la dodicesima città più cara d’Europa per quanto riguarda l’acquisto di una casa. Le quattro mura con sopra un tetto costano di più solo a Bristol, Manchester, Birmingham, Edimburgo, Cambridge, Lussemburgo, Stoccolma, Oslo, Tromsø e a Salisburgo in Austria.
Foto | Flickr

E l’annunciato sboom arriva. Comprare conviene sempre di più. Vendere sempre meno. Nel corso del 2008 in città i prezzi delle case sono scesi del 2,1%, ma in alcune zone si sono raggiunte punte anche dell’8% in meno. È quanto rileva l’ultima analisi dei prezzi condotta dall’ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396 immobili in vendita in città. Se a dicembre del 2007 comprare casa costava, in media, 3mila 604 euro al metro quadrato, a Natale di quest’anno ne bastavano 3mila 529, con una differenza dunque di 75 euro al metro. La performance peggiore è per Corvetto-Rogoredo (meno 8%) e Comasina-Bicocca (meno 7,4%). Queste sono le uniche zone di Milano dove le case si possono comprare per meno di 3mila euro al metro quadrato.
In tutto, comunque, solo cinque sui 12 quartieri monitorati hanno resistito alla tendenza al ribasso. E solo Città Studi-Lambrate, con i suoi 3mila 368 euro al metro quadrato di media ha fatto registrare un aumento delle quotazioni superiore al tasso d’inflazione (più 3,6%), cioè l’unico quartiere in cui l’investimento è risultato produttivo. Bene (più 3,1%) anche Porta Vittoria dove le case oggi costano, in media, poco più di 4mila euro al metro.

Il Comune di Milano ha buttato fuori il nuovo bando per chi ha diritto e vuole trovare casa a basso costo. Dal luglio 2006 il bando viene messo fuori ogni sei mesi, così è aggiornato in tempo quasi reale, sulla situazione economica di chi fa richiesta, se uno ha una grossa sfiga o una grossa botta di c…o, a livello economico, cambia subito la sua situazione.
Per quanto riguarda i dati relativi al bisogno abitativo, le domande in graduatoria sono 17.295. I richiedenti che hanno la residenza a Milano sono 16.380. Su 17.295 domande idonee, 7.920 sono state presentate da cittadini italiani, 367 della Comunità Europea, 9.008 da extracomunitari. La fascia d’età più presente è quella che va dai 35 ai 44 anni, la metà dei richiedenti ha un reddito di 7000 euro annui, un migliaio di richiedenti guadagna invece tra i 14 e i 17.000 euro l’anno. Qui tutte le info del caso.
Foto | Flickr
I prezzi non scendono, la bolla non esplode, ma inevitabilmente si compra meno. Il rapporto immobiliare presentato dalla Agenzia del Territorio racconta in maniera piuttosto dettagliata come la flessione del mercato immobiliare a Milano nell’ultimo anno abbia toccato quota 11,8%.
Il classico mattone resta comunque un investimento in grado di garantire un rendimento annuo del 5% circa, a seconda della zona dell’immobile. In realtà c’è un solo mercato che continua a tirare a Milano: quello delle case di lusso, gli immobili definiti di pregio, sui quali la Tirelli & Partners periodicamente pubblica una ricerca.
Uno dei casi più singolari è quello di un imprenditore che ha acquistato una villa in zona Corso Magenta staccando un assegno da trenta milioni di euro. Trattativa riservata, ça va sans dire - qui il pezzo del Corriere
«Il calciatore sborsa senza problemi 4-5 milioni di euro. Invece ci sono capitani d’azienda che davvero non badano a spesa. E non tremano nemmeno davanti a un investimento da 10 milioni di euro»
Trovate tutto il rapporto in pdf sul sito dell’Agenzia del Territorio.
Foto | Zanzibar, Flickr
Leggo su Il Giornale di oggi
Contro il caro-casa un taglio dell’Iva sulle spese condominiali dal 20 al 10 per cento. A proporlo il segretario cittadino dell’Udc Luca Ruffino che chiede di inserire il provvedimento nella Finanziaria. Per un appartamento di 80 metri, un risparmio di 226 euro all’anno
Dopo il taglio dell’ICI - ma anche lì, da dove sbucheranno fuori i soldi? Forse li stamperanno senza dire niente a nessuno - ora una nuova proposta per rendere la fine mese meno complicata da raggiungere. Voi cosa ne pensate? Ok, non c’è neanche da dirlo che siete a favore: ma da qualche parte i soldi dovranno arrivare. O si può continuare a togliere tutto indiscriminatamente? A proposito di furti piccoli e grandi, nel caso vi sia sfuggita, date un’occhiata alla puntata di Report di domenica scorsa, si è parlato di nuovo di contatori del gas.

Sinceramente pensavo molto peggio, però forse il dato degli affitti andrebbe confrontato con il dato dei salari. La classifica, messa in piedi dalla camera di commercio di Milano tramite Borsa Immobiliare su dati raccolti da Economist Intelligence Unit, infatti, tiene conto solo degli affitti senza dare uno sguardo a quanto la pigione incide sul salario.
In ogni caso la classifica vede al primo posto Tokyo, al secondo New York e a ruota Tianjin (metto un link perchè io questa città non la conoscevo…). La classifica vede Roma al 29esimo posto, e anche questo non me lo aspettavo. In ogni caso le città europee più care per affittare casa sono Londra e Parigi.