
In un momento in cui di caserme si parla più che altro per l‘attentato semi-suicida di ieri, leggo sul giornale di quartiere Zona Nove che le aree militari potrebbero presto sparire dalla nostra città.
Si fanno sempre più insistenti infatti le voci di una imminente cartolarizzazione da parte dello Stato delle caserme inglobate dall’urbanizzazione, per poter “far cassa” grazie all’aumento di valore delle aree.
Le somme in questione potrebbero essere ingenti, se è vero che le aree ex militari occupano circa un milione di metri quadrati in città: una superficie comparabile a quella degli scali ferroviari dismessi, da qualche anno ormai in corso di riconversione.
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Dopo aree dismesse e tratte ferroviarie inutilizzate, anche le caserme diventano punti nevralgici per la Milano che sarà. I soldati di leva non ci sono più e a Milano, come nel resto d’Italia, le caserme sottoutilizzate sono sempre di più, lasciarle lì a prendere polvere non è bello, soprattutto considerando che qui da noi occupano un milione di metri quadrati.
Presto queste aree potrebbero lasciare il posto a case, verde e servizi. Non solo, il 15% di quello che si ricaverà dalla vendita finirà nelle casse di Palazzo Marino. L’unica cosa che mi chiedo è cosa serve continuare a costruire quando a milano ci sono una cosa come ventimila appartamenti sfitti.
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Il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, nonché Ministro dei Beni e Attività Culturali, Francesco Rutelli ieri ha fatto un’improvvisata a Brera per dare un’occhiata all’Accademia milanese. Non è andata benissimo. Come è conciata l’Accademia lo sapete anche voi, e ne aveva parlato anche 02blog a suo tempo. Davanti a cotanta fatiscenza e alla mancanza di spazi Rutelli ha fatto un paio di proposte. La prima che Milano si muova e prenda delle decisioni concrete, la seconda che il Ministero dei Beni e Attività Culturali, insieme a Ministero della Difesa (poi vi spiego perchè) e dell’Economia, intervenga per dare una mano a risolvere la situazione.
In buona sostanza il Ministero della Difesa entra in gioco perchè l’idea di Rutelli è di smistare gli studenti dentro ad una delle tante caserme ormai vuote, in seguito all’abolizione della leva. Come ben sappiamo ci sono palazzi splendidi che ospitano caserme militari e spostarci dentro l’Accademia secondo il ministro potrebbe essere una soluzione. Ciò non significherebbe, dice Rutelli, svuotare di significato Brera, che deve rimanere il principale polo artistico e museale milanese. In buona sostanza però, l’attuale Accademia di Brera diventerebbe una nuova ala della Pinacoteca e l’Accademia cambierebbe sede. Certo che nel frattempo, anche dare una stuccata qua e là in Accademia, tanto per cominciare, non sarebbe male.