
Del bus dei deportati ne avevamo parlato, indicando sdegno e stupore per un gesto che, senza esagerazioni, ricordava i treni per i campi di concentramento. Erano mesi che venivano usati, come indicava qualcuno nella valanga di commenti che il post aveva scatenato. Ora il bus blindato con cui i Vigili Urbani effettuavano i “rastrellamenti” di extracomunitari secondo le regole imposte dalle nuove leggi che rendono la clandestinità un reato, è stato messo al bando.
I vertici di Palazzo marino, leggo oggi su Repubblica, hanno deciso senza una comunicazione ufficiale, di rinunciare a usare i mezzi Atm con grate ai vetri. D’ora in poi, per fermare i presunti clandestini, si dovranno utilizzare mezzi più piccoli, come le volanti o i pulmini della polizia locale.
Non c’è dubbio che il silenzio è la testimonianza di una decisione sofferta per il sindaco, che si muove tra i consensi alla linea dura della “legalità ad ogni costo”, e il buon senso che alcuni esponenti della maggioranza hanno dimostrato scagliandosi contro una pratica che aveva indignato anche Amnesty International.
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Rimango allibito nel vedere pubblicate sul sito di Repubblica le prime fotografie del bus blindato con cui i Vigili Urbani effettueranno i “rastrellamenti” di extracomunitari secondo le regole imposte dalle nuove leggi che rendono la clandestinità un reato.
Dopo le feste sul tram party e le cene su ATMosfera l’idea di incrociare un autobus con le sbarre ai finestrini e carico di “criminali” mi fa realmente venire la pelle d’oca. L’Autobus 4971 (come si legge sulla fiancata) è l’ultima brillante idea di una città che si fregia di essere civile.
Ovvio che ci sarà anche qualcuno che applaudirà iniziativa, ma personalmente non posso non pensare che questa iniziativa sia l’ennesima vergogna per Milano. Voi che ne pensate?
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