
Mamme e papà, di solito, sono sempre in prima linea per difendere la qualità dell’aria e promuovere modalità di spostamento sostenibili, prova ne è l’esistenza di un’associazione milanese che si chiama “Genitori Antismog“. Tuttavia certe volte anche le biciclette possono rappresentare un pericolo per i bambini. E’ il caso delle elementari Lambruschini-Cybo, in Via Crespi 1, dove un gruppo di genitori da qualche tempo si sta battendo contro una pista ciclabile.
Per quale motivo tanto accanimento contro il popolo delle due ruote? Il problema è che in questo caso la pista dedicata alle biciclette è stata realizzata proprio davanti all’entrata (e uscita) della scuola. Qui lo spazio è ridotto e i ciclisti non rallentano, anzi suonano molto seccati quando trovano il passaggio bloccato dagli alunni accompagnati dai genitori, che attendono il suono della campanella.
Oltre il danno, la beffa. La Scuola infatti avrebbe due ingressi (l’altro dà su piazzale Maciachini), ma da quest’anno ne viene utilizzato uno solo (quello di via Crespi) a causa del taglio del personale ATA, ovvero per mancanza di bidelli. “Chiediamo urgentemente che venga posizionata una segnaletica che indichi la presenza di una scuola - ha spiegato in una lettera Maria Teresa Logozzo dell’Associazione Genitori Scuola lambruschini-Cybo - e che inviti a rallentare la velocità. In alternativa sarebbe necessaria la presenza di un vigile nel periodo di entrata e uscita degli alunni”.

Ricordate il pacchetto sicurezza del governo? Approvato nel corso dell’estate, conteneva al suo interno una norma controversa, di cui si parlò su 02blog, ma anche su 06blog, soldiblog ed ecoblog.
Si trattava in pratica dell’estensione del principio della patente punti anche alle infrazioni commesse in bicicletta. Solo per i ciclisti provvisti di patente però: per tutti gli altri, tutto come prima. All’epoca parlammo di “una norma con palesi problemi di equità” e per una volta fa piacere scoprire di averci azzeccato, pur senza aver studiato giurisprudenza.
Leggo infatti sul Corriere che la norma verrà presto modificata, in occasione dell’esame nella commissione Lavori pubblici del Senato del disegno di legge sulla sicurezza stradale, quello che abbassa a zero il limite dell’alcol per i neopatentati. Il perchè lo scoprite dopo il salto.

Quando a Milano si parla di Draghi Verdi non c’è alcun riferimento a ronde politiche o a gruppi di role-play-gamer cittadini, più semplicemente vengono coì chiamate le fontanelle di ghisa dipinte di verde che regalano acqua in moltissimi angoli della città senza sosta, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
Comunemente si chiamano “vedovelle”, proprio perché “piangono sempre”, e sono un elemento caratterizzante della città. Forse uno degli ultimi servizi totalmente gratuiti che la città offre turisti e residenti. Spesso, fateci caso, potete trovare un Drago Verde alle bancarelle dei fiorisiti di strada, oppure nei pressi dei chioschi di bibite e panini che spuntano qua e là nelle zone più frequentate.
I Draghi Verdi sono gradite presenze per pedoni, turisti e soprattutto ciclisti (notevolmente aumentati anche grazie al bike sharing), un elemento che garantisce quel minimo di rinfresco necessario in particolare nella stagione calda. Purtroppo in rete c’è poco nulla sulla storia di questo elemento di decoro cittadino.
In compenso un buon servizio per il popolo delle due ruote è fornito dal sito di Critical Map, di cui avevamo già parlato tempo fa, che permette agli utenti di segnalare la presenza di questi “amici” direttamente su una mappa virtuale. In pratica maggiore è l’apporto degli utenti, più dettagliata e aggiornata sarà la mappa.
Continua a leggere: Draghi verdi - La mappa virtuale delle fontanelle a Milano

Avrete probabilmente sentito che il governo ha approvato definitivamente il tanto discusso pacchetto sicurezza (su polisblog tutte le informazioni): tranquilli, non vogliamo parlare di politica, ma solo avvertirvi che al suo interno c’è una norma che difficilmente renderà contenti i tanti ciclisti milanesi. Come raccontano i colleghi di Ecoblog infatti:
Se una persona patentata commette un infrazione al codice della strada con il suo veicolo per cui non è richiesta la patente di guida (sic!): bicicletta, triciclo, risciò, carretto ecc.ecc. viene sanzionata con la perdita dei punti sulla patente. Ma se è un minore? diciamo un diciassettenne? Non rischia nulla. Se è un maggiorenne e non ha la patente? Neanche rischia nulla.
Una norma con palesi problemi di equità, quindi, che verrà probabilmente vissuta come un’ulteriore vessazione dai ciclisti, dopo il divieto comunale di percorrere i marciapiedi di due anni fa. Sarà banale dirlo, ma uno stanziamento di fondi per la realizzazione di piste ciclabili in tutte le città d’Italia sarebbe stata una sorpresa molto più gradita da parte del governo.
Foto | Flickr.
I ciclisti a Milano sono indubbiamente una minoranza: tuttavia, come spesso accade, si tratta di una minoranza particolarmente attiva ed agguerrita. L’ultimo esempio, oltre al Bycicle Film Festival che si sta svolgendo in questi giorni, viene da Facebook, il social network che ha conquistato il mondo.
Tre giovani milanesi hanno infatti recentemente creato il gruppo “Milano in bicicletta? Si può fare!”, che ha da poco superato i 1000 aderenti. La mission è semplice: rendere possibile andare in bici per la città senza rischiare la vita, “come a Amsterdam, Barcellona, Monaco, Vienna o Berlino”.
In cantiere molte iniziative concrete: la principale è la promozione di percorsi ciclabili, meno cari e più velocemente realizzabili delle tanto discusse piste (che costano 60€ al metro), e realizzabili semplicemente ricavando spazio dalla sede stradale o dai marciapiedi spaziosi. O ancora: sviluppare il neonato Bike Sharing in ottica Scuola-Casa, mettendo bici in affitto a disposizione esclusiva degli studenti.

L’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con vari enti tra cui Coop Lombardia e Parco Nord Milano, celebra la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile cominciata ieri con due iniziative. Venerdì 19, durante il “Park(ing) day” alcuni posti auto verranno trasformati temporaneamente in un’area verde, con piante prestate dal Parco Nord. L’obiettivo è far riflettere su quanto spazio della nostra città sia occupato da parcheggi ed infrastrutture al servizio dell’auto e al fatto che, se il numero di auto diminuisse, potrebbero essere convertiti ad altri usi più piacevoli.
Lunedì 22 settembre “All’Università in bici”, mattinata-evento in Piazza dell’Ateneo Nuovo con stand dedicati ai ciclisti: prima colazione, regali ecologici, mostra fotografica dedicata alle due ruote e presentazione delle nuove infrastrutture ciclabili del vicino Parco Nord. Che ne pensate, iniziative come questa possono servire a “incentivare le forme di mobilità alternativa, migliorare il traffico e l’ambiente urbano”? Oppure è uno di quei casi in cui, come si suol dire, “ci vuole ben altro”?
Quale occasione migliore del salone del ciclo e motociclo per presentare i nuovi tracciati delle piste ciclabili: si parte nel 2008 con 16,3 km di percorsi distribuiti tra Centro storico e periferia: Duomo - Porta Nuova; Duomo - Porta Manforte; Duomo - Porta Romana; Duomo - Porta Ticinese; Castello - Porta Ticinese; Duomo - Porta Sempione e Castello - Porta Nuova, per un totale di 7.8 km e l’itinerario Triennale-Pero di 8,5 km. E dall’anno prossimo arriva anche il bike sharing, il servizio di noleggio delle due ruote con 5mila biciclette e 250 stazioni in tutta la città.
Il Piano della mobilità ciclabile sarà presentato in modo più approfondito durante la prima conferenza nazionale della bicicletta in corso. Un programma spalmato in 3 anni che prevede a partire dal 2008 la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili che porterà i tracciati dagli attuali 67 km a 120 entro il 2011. Il piano da anche il via alla posa delle tanto agognate nuove rastrelliere per la sosta delle biciclette: entro fine anno saranno a disposizione dei ciclisti 16.000 nuovi posti che contrasteranno, si spera, la sosta selvaggia delle biciclette.
Forse un buon punto di inizio per inaugurare anche in Italia una vera politica integrata della cosiddetta mobilità sostenibile ma siamo ancora molto lontani dalle virtuose esperienze di molti nostri vicini europei.
Italia, paese dell’Incoerenza, potremmo dire. Da un lato spuntano sempre nuovi dis-incentivi all’uso della bicicletta, dall’altro si leggono anche notizie incoraggianti…
Leggo infatti su Onemoreblog che
A fronte della demolizione di un ciclomotore euro zero o comunque costruito fino a tutto il 2001 si otterranno i seguenti incentivi: per l’acquisto di una bicicletta è previsto il 30 per cento del prezzo di listino fino ad un massimo di 250 euro.
Potrebbe essere una buona spinta per passare alle 2 ruote? Certo, nuove piste ciclabili sarebbero di enorme aiuto. Ma voi, la bicicletta a Milano la usate oppure no? Io, dopo un tentativo fallimentare (buche, smog che non riesci neanche a riprendere il fiato e macchine indifferenti nonché SUV assassini) ho sostanzialmente desistito…ma di prodi ciclisti ogni tanto ne vedo in giro…e devo dirlo, hanno tutta la mia stima. Questa sì che è resistenza!

E’ di pochi minuti fa la notizia che da oggi a Milano i ciclisti avranno vita difficile (se non fosse già abbastanza difficile). I vigili urbani hanno infatti ricevuto disposizione di iniziare a multare quei ciclisti, fino ad oggi tollerati, abituati ad utilizzare i marciapiedi come se fossero piste ciclabili. Il problema però, è che di piste ciclabili ce n’è ben poche.
La multa è di 36 euro e la sua applicazione è stata richiesta dato che pare che il fenomeno dei ciclisti da marciapiede sia in aumento.