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Tutti gli articoli con tag cinesi

Arredo urbano in Via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncino

pubblicato da giulio


Qualche settimana fa vi ho presentato il mio piccolo reportage sull’arredo urbano di Milano, e non poche delle foto che lo corredavano erano state scattate dalle parti di Chinatown. Oggi sono passato per caso di nuovo in via Paolo Sarpi e ho notato una vera e propria bizzarria: i primi due paletti antiparcheggio di via Braccio da Montone sono stati avvolti da qualcuno in una sorta di maglioncino dai colori sgargianti!

Date un’occhiata alla gallery: si direbbe proprio che le guaine di lana siano state create su misura per i paletti. Chi potrà essere l’autore di tutto questo? I tanto bistrattati commercianti cinesi? Gli agguerriti comitati di quartiere italiani? Qualche sedicente artista d’avanguardia?

In ogni caso, un bel modo di creare un po’ di sano stupore e di ravvivare quell’arredo urbano milanese che, come abbiamo visto qualche tempo fa, non è esattamente un modello di virtù estetiche.

Arredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncinoArredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncinoArredo urbano in via Paolo Sarpi: i paletti col maglioncino

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Il filmato dell'Hotel Bunker di Via Mac Mahon

pubblicato da Trab

Bravi gli amici di C6 Tv che hanno filmato l’Hotel Bunker in via Mac Mahon. Avevamo visto le foto ma il girato fa tutto un altro effetto. Una botola che, attraverso un reticolo di tunnel strettissimi, porta a un tugurio con una trentina di stanzette. Qui erano alloggiati circa 60 cinesi under 40, tra cui due neonati di 3 e 7 mesi e un bimbo di 11 anni. Gli “ospiti” pagavano 50 euro a posto letto, con a disposizione, per tutti, due bagni e una cucina con bombola a gas in condizioni igieniche spaventose. E’ il caso di dire che le immagini parlano da sole.

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De Corato: "Sequestrato centro massaggi a luci rosse"

pubblicato da Chikatetsu

de corato centro massaggi

Il ‘massaggio’ costava tra i 10 e i 30 euro, al momento dell’irruzione gli agenti hanno trovato 5 ragazze cinesi, di queste 3 stavano facendo massaggi a luci rosse. Questo riporta il comunicato del Comune, anche se non mi è chiaro cosa siano i massaggi a luci rosse. Cioè se è un eufemismo per dire sesso o è un’altra roba.

Comunque i due proprietari sono in stato di fermo per favoreggiamento della prostituzione, mentre il locale è stato posto sotto sequestro. Il locale si trova in Via Venini, zona Loreto. Queste le dichiarazioni di De Corato:

“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte dei residenti - spiega De Corato - su strani movimenti in alcuni centri massaggi di via Venini. E l’azione della Polizia Locale, che ancora una volta ha dimostrato l’efficacia dei controlli sul territorio a tutela della sicurezza, ha confermato i sospetti. La criminalità cinese sta allargando i propri tentacoli in diverse aree della città e la prostituzione è ormai uno dei business, insieme con l’estorsione, la contraffazione, lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina e il gioco d’azzardo. Una situazione che invita a tenere alta la guardia, se si pensa che solo nel quartiere Sarpi, nel 2008, i vigili hanno compiuto circa una trentina di blitz che hanno portato a galla illeciti di varia natura”.

Sondaggio: l'enigma del futuro di Paolo Sarpi, voi come la vorreste?

pubblicato da giulio

La telenovela di via Paolo Sarpi ha ogni giorno una nuova puntata: dopo l’incontro dell’altroieri con assessori, commercianti e rappresentanti della comunità cinese il vicesindaco Riccardo De Corato ha infatti dichiarato che si andrà avanti con la pedonalizzazione (con inizio lavori in autunno), nonostante il parere contrario dell’Associazione Liberi Esercenti Sarpi (ALES) e - ma forse era scontato - dei grossisti cinesi.

Sul fronte grossisti ci sono inoltre alcune novità che rischiano di turbare i sonni del vicesindaco: sembra infatti che molti di loro si stiano trasferendo nelle zone limitrofe a via Sarpi (via Messina, piazza Baiamonti, via Mondello), scatenando nuove proteste da parte dei residenti. De Corato ha promesso un’intensificazione dei controlli da parte della polizia locale e non ha escluso che in futuro la pedonalizzazione venga estesa. Come dire: siamo punto e a capo.

Sembra peraltro che i cinesi non intendano affatto abbandonare il loro angolo di Milano: secondo il rappresentante della comunità infatti la maggior parte dei grossisti pensa di restare, convertendo la propria attività in vendita al dettaglio. Uno smacco per il comune che - più o meno esplicitamente - aveva posto come obiettivo dell’intera operazione proprio la “cacciata dei cinesi”.

In mezzo a questo turbine di avvenimenti, abbiamo deciso di chiedere a voi, per una volta, un’opinione: come sarebbe la via Paolo Sarpi dei vostri sogni?

Cinesi di Paolo Sarpi: su Facebook c'è chi vuole "sopprimerli"

pubblicato da giulio


Molti di voi ricorderanno il recente caso dei gruppi razzisti italiani su Facebook, per la cancellazione dei quali si era mosso addirittura il Parlamento Europeo. Ne avevano parlato, tra gli altri, i colleghi di Polisblog.

In quel caso il gruppo etnico oggetto di offese e propositi più o meno bellicosi erano i Rom: noi di 02blog però, girovagando tra le pieghe del social network di Mark Zuckerberg, siamo incappati in un gruppo milanese DOC che si scaglia contro la comunità orientale di Via Paolo Sarpi, intitolato, non senza una certa ambizione, “Aboliamo e sopprimiamo tutti i cinesi presenti in Italia!!!”

Per farsi un’idea della moderazione di questo gruppo - del tutto spontaneo - basta leggere qualche riga della presentazione scritta dai fondatori:

Per tutti quelli che non ne possono + di queste “bande” di cinesi bastardi che ci occupano le strade, che ci rubano le vie della grande Milano, che ci fanno ammalare e ci uccidono con i loro prodotti asportati dal loro stato (..), che ci fanno mangiare nei loro ristoranti prodotti andati a male e toccati dalle loro mani luride (..). Tiriamo su le maniche e rechiamoci tutti insieme in Paolo Sarpi a dare fuoco a tutto ciò che hanno costruito con i NOSTRI soldi!!!! GUERRA AI CINESIIII!!!!

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Cosa insegna l'insegna? Viaggio tra i cinesi di via Paolo Sarpi e dintorni

pubblicato da Gianluca Longhi

insegne cinesi di paolo sarpi, via bramante e dintorni

Vàgolo per il quartiere cinese cercando di mantenere attiva l’immaginazione sociologica, sbircio nei negozi, mi insinuo in vie secondarie e cortili, osservo i citofoni.

Provo a cogliere i segnali del mutamento: cosa è cambiato a Chinatown con la ZTL? Cosa succede in questo quartiere così unico a Milano eppure fotocopia degli altri quartieri cinesi del resto d’Italia e d’Europa?

Si realizzerà la prevedibile conversione dei negozi dall’ingrosso al dettaglio o in servizi d’altro tipo come parrucchieri, centri massaggi, phone center, internet point che non richiedono un oneroso trasporto di merci? Per ora cinesi si arrabattano: biciclette, passeggini, enormi sacchi vengono adoperati con ingegno.

insegne cinesi di paolo sarpi, via bramante e dintorni
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Paolo Sarpi - Pronta la ZTL in Chinatown

pubblicato da carloprevosti

SarpiVia Paolo Sarpi si candida a diventare la strada con la viabilità più videosorvegliata dell’intera città di Milano. Quasi tutto è pronto per trasformare la via centrale di Chinatown in una zona traffico limitato. Dopo aver installato telecamere ad ogni punto di accesso della via, dopo aver costruito in fretta e furia dei (bruttissimi) dissuasori di parcheggio di cemento e dopo aver cancellato le striscie gialle e blu diparcheggio, sono recentemente apparsi i cartelli che decretano le restrizioni all’accesso della via.

A quanto pare l’accesso sarà consentito a residenti e autorizzati, al carico e scarico ma solo in alcune fasce orarie e a pedoni e biciclette. Escluse quindi motociclette e scooter. Accesso libero invece per le vie che tagliano perpendicolarmente la zona cinese (Via Lomazzo, Via Niccolini, Via Rosmini, Via Aleardi, in parte Via Bramante e altre minori) che con ogni probabilità vedranno aumentare il volume del traffico. Da residente in zona mi auguro che la situazione sia stata presa in considerazione da chi di dovere e che non diventi “notizia” solo a ztl attivata e a problemi manifestati!

Foto | Nuke

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Milano, getta dalle scale il neonato della rivale

pubblicato da Alessandro Condina

Un bimbo di pochissimi giorni è morto a Milano, dopo una caduta dal secondo piano di un palazzo vicino alla stazione Centrale. Ma non si tratta di una disgrazia, la donna che lo aveva in custodia - una 31enne cinese - lo ha gettato deliberatamente dalle scale, perché provava rancore verso la madre del bambino.

È stata la stessa colpevole ad ammettere il gesto che si è trasformato in infanticidio, dopo che il neonato è morto all’arrivo in ospedale. La madre pochi giorni dopo il parto aveva deciso di tornare al lavoro e aveva affidato il suo piccolo all’altra donna, che ha scatenato su di lui la propria rabbia.

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