Un lunedì sera dedicato al cinema prodotto a Milano, presso la Cineteca di Spazio Oberdan, dove saranno presentati oggi, in anteprima, alcuni film prodotti in città grazie ai finanziamenti del Bando Cinema 2008. Si tratterà di veri e propri assaggi di cinema, di sequenze che offriranno degli esempi della creatività e della curiosità che caratterizza i progetti selezionati dal bando. Alla presentazione faranno gli onori di casa il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati e l’Assessore alla Cultura Daniela Benelli.
Come sono stati definiti dalla commissione che ha scelto i progetti candidati, si tratta di sguardi attenti sulla realtà, scavi nel passato del cinema e nella memoria della città, arditi esperimenti formativi, riflessioni sulle questioni massime e scanzonati film di genere, film d’animazione e videoinstallazioni. Un’ulteriore dimostrazione che la cultura a Milano esiste e cresce rigogliosa se aiutata a svilupparsi e non sommergendola come spesso accade.
Il cinema italiano, al di fuori dei panettoni natalizi, esiste ma spesso è veramente difficile da raggiungere in sala. Per questo, sei anni fa nacque una restrospettiva alla Cineteca Italiana che facesse da vetrina al meglio delle produzioni nostrane che maggiormente rischiano di perdersi nella distribuzione delle sale.
Oggi Il cinema italiano visto da Milano è diventato un vero e proprio festival che i cinefili milanesi non possono perdere. Gli scopi della manifestazione sono nobili, come valutare gli esiti del nostro cinema, tracciare una mappa delle uscite in sala, restituire una fotografia di ciò che è appena trascorso, ma per noi, per il pubblico è più che altro un’occasione per uscire di soliti schemi e di vedere produzioni piccole ma di qualità, spesso a contatto con i registi e i produttori.
Il festival prenderà il via Venerdì 30 gennaio e si concluderà domenica 8 febbraio. La sezione principale sarà Rivelazioni, a cui è associato un concorso, e sarà programmato contemporaneamente in tre location, Spazio Oberdan a Milano, Area Metropolis 2.0 e Cineplex Astoria di Como. Sul sito della Cineteca trovate il programma completo con tutte gli eventi collaterali.
Francesco Rosi non è stato un regista qualsiasi, è stato infatti un autore politicamente impegnato che ha sempre intriso i suoi film con messaggi fortmente critici nei confronti di ciò che non funziona nelle realtà sociali più complicate, a partire da quelle dell’Italia del dopoguerra. Il lavoro del padre del cinema italiano, civile e d’inchiesta, diventa oggetto di una retrospettiva di quindici titoli che saranno proiettate alla Cineteca di Spazio Oberdan fino al 29 di gennaio (diverse proiezioni per ciascun film). Da Salvatore Giuliano a Il Caso Mattei, passando per Le mani sulla città (di cui vediamo una scena qui sopra), uno spaccato dell’Italia visto attraverso gli occhi di un grande autore. Un cinema, quello di Rosi, ancora modernissimo e drammaticamente attuale, che alla luce di quanto oggi ci circonda rivela anche tutto il suo valore tristemente profetico.
La rassegna è stata realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e il Centro Sperimentale di Cinematografia. Per informazioni e orari consultare il sito della Cineteca Nazionale.

Non è una retrospettiva monografica dei film di Andy Warhol, questa dello Spazio Oberdan, bensì una ricercata rassegna con i personaggi, sballati vari e muse, che gravitavano intorno mitica Factory, così definita nell’opuscolo della cineteca:
un’inquietante e parecchio disfunzionale famiglia allargata, un esperimento artistico, umano e sociale tuttora unico, in fin dei conti forse la creazione più radicale e visionaria dell’intera opera di Warhol.
Si comincia oggi, 9 gennaio, con il documentario “Superstar in a Housedress”, sulla vita di Jackie Curtis, pioniera dei transgender, che alcuni avranno conosciuto in tutta la sua ambiguità grazie al prezioso quanto costoso prodotto della Raro Video “Woman in Revolt” e si va avanti fino al 17 con il cult “Ciao Manhattan”.
Direi che se si vuole sfiorare l’overdose assieme a questo discusso personaggio ci si può lanciare nell’after domenicale (11 gennaio) di quattro ore col documentario fiume sulla vita psichedelica dell’artista pop che nel 1987, un mese prima della morte, fu invitato a Milano dal Credito Valtellinese…
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Dopo che nel 2007, anno della sua scomparsa, una vasta retrospettiva al lavoro di Luigi Comencini, che della cineteca è stato anche uno dei dei fondatori, prone in cartellone una vera e propria chicca per cinefili e appassionati di cinema. Fino a Venerdì 26 dicembre sarà infatti proiettato il film E questo di lunedì mattina (Und das am Montamorgen), realizzato da Comencini nel 1959 e di produzione interamente tedesca.
Il film, citato solo in poche delle filmografie di Comencini, è un ritrovamento della Cineteca Italiana, che ne ha poi curato la ristampa potendo contare sulla collaborazione di CCC Filmkunst GmbH di Berlino. Un lavoro dimenticato che racconta la storia di uno zelante funzionario di banca che di punto in bianco sembra impazzire e sceglie di non andare a più lavorare, dedicandosi ad una nuova vita.
Un film che non ebbe mai distribuzione e di cui ancora oggi si conosce ben poco. Insomma un film raro e importante, che la CIneteca presenta in più proiezioni per dar modo agli spettatori di scoprirlo.
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