
E’ ufficiale solo da qualche settimana: poco lontano dai futuri grattacieli di City Life verrà realizzato entro il 2011 un altro importante intervento architettonico, questa volta di rifunzionalizzazione. Stiamo parlando del recupero dei padiglioni 5 e 6 del Portello, realizzati nel 1997 e per i quali si era addirittura parlato, in precedenza, di dismissione.
I padiglioni verranno invece fusi con l’adiacente MIC per realizzare il più grande centro congressi d’Europa. Ad incartare il tutto un nuovo landmark urbano: la “cometa” di Mario Bellini, ovvero “un innesto di corpi metallici e vetrati che si affaccerà sull’area City Life come uno sciame di raggi luminescenti che si staccano, ondeggiando dal nucleo più denso della testata fino a formare una coda lunga 200 metri”.
La struttura ospiterà anche un numero di pannelli solari sufficiente a renderla autosufficiente dal punto di vista energetico. Potete trovare alcuni rendering del progetto qui.
Foto: (c) Mario Bellini Architects

Vi abbiamo parlato qualche giorno fa dell’annuncio dell’imminente inizio dei lavori sull’ex Fiera di Milano, che dovrebbero portare alla costruzione degli ormai celeberrimi grattacieli di City-Life. Nell’eterno presente in cui vivono i media (specie quelli on-line), abbiamo forse mancato di sottolineare il vero dato rilevante di tutta questa vicenda, ovvero l’enorme ritardo accumulato dai lavori, il cui inizio è oggi previsto per fine dicembre 2008. Già nel gennaio 2006 infatti si annunciava l’arrivo delle ruspe per il marzo di quello stesso anno, annuncio disatteso ma puntualmente ripetuto l’anno successivo per essere ancora una volta smentito dai fatti.
La ragione di tutto questo ritardo? L’opposizione di moltissimi alle tre torri, dai sempre attivissimi comitati di quartiere alla Lega Nord cittadina, che aveva proposta addirittura un referendum, salvo poi ripensarci senza addurre spiegazioni. Lo stesso Berlusconi in campagna elettorale si era scagliato contro i grattacieli storti “estranei alla storia di Milano”, per poi ritirarsi in un eloquente silenzio.
Questa consistente opposizione ha costretto il progetto a varie modifiche, e a ripetuti passaggi in giunta, complicando un percorso burocratico già di per sé ingarbugliato. E sembra non essere finita, considerato che l’Associazione Vivi e Progetta un’altra Milano ha annunciato nuovi ricorsi al TAR. Ci permetterete dunque di essere dubbiosi di fronte all’ennesimo annuncio di inizio lavori. Per questo abbiamo deciso di chiedere a voi: sarà la volta buona?

Una buona notizia per tutti i fan del grattacielo a banana del progetto city life, e una cattiva notizia per tutti i suoi detrattori, presidente del consiglio (quello che va al bagaglino a fare annunci importanti) compreso. Ieri la giunta ha votato la variante urbanistica del progetto, i tre grattacieli principali resteranno come erano stati pensanti, in compenso le case ‘normali’ saranno più basse e ci sarà maggior spazio per il verde.
I lavori dovrebbero partire a fine dicembre, e da gennaio dovrebbero partire le prenotazioni dei lotti. Settemilaecinquecento euro per metro quadro. Auguri. La variante, oltre ad aver ampliato verde e abbassato case, ha avvicinato la metrò a City Life (linea 5); i comitati di quartiere però non sono soddisfatti e promettono ricorsi. Motivo del contendere, le volumetrie. Secondo il comitato sarebbero troppo ampie rispetto al verde.
I prossimi anni saranno determinanti per la faccia di Milano. Dal dopo guerra ad oggi credo non ci sia mai stato un cambiamento così radicale come quello che già sta avvenendo e che nel giro di qualche anno muterà completamente il volto di alcune zone di Milano. Se volete saperne qualcosa di più, all’Urban Center (Galleria Vittorio Emanuele), c’è una mostra intitolata “Milano la città che sale“. Un’esposizione ricca di informazioni e modellini che riprendono i nuovi grattacieli di Milano.
Ci sono tutti, quelli di City Life, la Torre delle Arti, il nuovo palazzo di Via Lomazzo, il Pirellone bis e via dicendo. I nuovi edifici della Milano che verrà sono contestualizzati nei plastici con le zone contigue, a fianco di tutto ciò ci sono didascalie e spiegazioni. L’ingresso è gratuito e in una ventina di minuti si da uno sguardo a quella che sarà la Milano del domani. Ci sono stato qualche giorno fa e devo dire che la visita è piacevole.

Milano moderna, Milano ristrutturata, Milano del polo della moda, Milano del Pirellone 2 (la vendetta), Milano City Life… Milano che vuole abbattere e costruire, e ancora riabbattere e ricostruire. Ma tra questi due processi, che a volte durano anni, la natura riprende possesso del territorio.
Stavo passeggiando in Via de Castillia dove ho notato uno splendido portone di legno, enorme, di quelli che ormai vediamo solo nei paesini inerpicati su qualche montagna. I vecchi portoni di legno delle cascine. Mi sono avvicinato, ho messo l’occhio vicino ad una fessura e ho scoperto che a Milano, in piena città c’è una giungla selvaggia enorme. Una Milano che si può scoprire solo spiando attraverso una fessura. Oppure con una foto satellitare, ma è meno poetico!