
La Lombardia si conferma la regione più ricca d’Italia. Lo dicono i dati divulgati ieri dal ministero delle Finanze in base all’imponibile Irpef dichiarato dai contribuenti nel 2008 e pubblicati dal Sole 24 ore. Il capoluogo più ricco è Milano con un reddito medio di 28.000 euro. Poi arriva Bergamo e, in terza posizione, Monza, con un reddito medio di 27.145 euro.
Scorrendo la classifica per comune, al secondo posto c’è Basiglio con 47.000 euro di reddito medio, subito dopo Cusago con 38.000, al settimo c’è Segrate con 34.000 euro e al decimo Arese con 32.000. Arriva dopo la Brianza con Vedano al Lambro in 12esima posizione con un reddito medio pro capite di 30.000, Lesmo 18esimo con 29.737 e Correzzana 30esimo con 27.979. Seguono 49esimo Camparada, 70esimo Aicurzio, 83 Usmate Velate e in 96esima Arcore.

Dopo le gelaterie, le pizzerie, le risotterie, i ristoranti giapponesi e i kebab, abbiamo chiesto ai lettori di 02blog di segnalarci dove si trova la migliore cioccolata calda della città. E il vincitore è risultato essere Chocolat, che era già stato segnalato nella classifica delle gelaterie.
Il bar-caffé di via Boccaccio 9 si è infatti piazzato primo con 25 voti, il 34% del totale. Sugli altri gradini del podio, ben distanziati dal vincitore ma molto vicini tra loro, troviamo Cioccolati Italiani di via De Amicis 25 (13 voti, 18%), che era sembrato spadroneggiare nei commenti ai post precedenti, e - a parimerito - Choco Cult di via Buonarroti 7 e la catena Grom (per entrambi il 15% dei voti).
Poche preferenze per gli altri, tra cui Sant Ambroeus di corso Matteotti 7, Café Saint George di via Torino 56 e il Pinguino Blu di via Paolo Sarpi 2. Dopo il salto la classifica al completo.

Ok, ogni amministratore che vuole farsi bello intona il mantra della sostenibilità, a cui non sfugge neanche la mobilità. In sostanza: tanti mezzi pubblici efficienti e soluzioni innovative per diminuire il traffico. Bologna continua ad essere la più colta in materia. La nostra città, Milano, guadagna ben nove posizioni rispetto al 2008, e si piazza al quinto posto. Prima ci sono Firenze, Parma e Trento. La graduatoria è contenuta nel terzo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, elaborato da Euromobility .
Gli indicatori di cui si è tenuto conto per stilare la classifica sono stati in particolare le innovazioni per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, piattaforme logistiche per le merci, car pooling, mobility manager, ecc) e la loro efficacia; il numero di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (Gpl, metano); l’ offerta di trasporto pubblico, le piste ciclabili, l’ adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico.
Il capoluogo lombardo ha la migliore offerta di trasporto pubblico locale (vetture per chilometro in proporzione agli abitanti), ed è poi la città più attiva nell’adottare misure di mobilità alternativa come il bike sharing. Anche il car-sharing, l’ auto condivisa, trova sempre più fan con un aumento degli utenti del 15,14% rispetto all’anno precedente. Milano è in testa per numero di utenti, 4.097, rispetto ai circa 2.800 dell’anno precedente. Per concludere, Roma continua ad essere la città più trafficata d’Italia, e quella con l’indice di motorizzazione più alto.

Quasi esattamente un anno fa vi annunciavamo su queste pagine, commentando l’indagine internazionale Mercer, che Milano entrava al 10° posto della classifica delle città più care del mondo, guadagnando la prima posizione tra le metropoli della zona euro, davanti a Parigi.
Oggi, mentre viene reso pubblico il rapporto Mercer 2009, rischiamo di doverci ripetere: Milano è e resta il posto più caro dove potete trovarvi a spendere i vostri euro, ma perde un posto nella classifica generale, vedendosi superare da Singapore.
In generale calano tutte le città europee (anche Roma, che passa dal 16° al 18° posto), a causa delle variazioni nei cambi delle valute determinate dalla crisi. Che ne pensate, non siete almeno un po’ perversamente fieri di questo primato fastidioso, ma che fa anche molto cool?
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O almeno lo è secondo i risultati dell’Economist Intelligence Unit del settimanale Economist. Rivista autorevole in campo economico e sicuramente affidabile per le sue ricerche. La ricerca ci dice anche che Milano è scesa di due posizioni, ma non perché sia diventata meno cara, semplicemente perché altre città lo sono diventate di più.
In testa alla classifica sono spuntate due giapponesi Tokyo seguita da Osaka. Per quanto riguarda l’Europa Parigi è la terza, Copenhagen la quarta, Oslo la quinta, Zurigo la sesta, Francoforte e Helsinky sono settime a pari merito e Ginevra è la nona classificata.
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Come sanno bene i nostri lettori più affezionati, noi di 02blog amiamo riempirci la bocca della parola mobilità sostenibile appena è possibile. E il rapporto Euromobility - Kyoto Club 2008, presentato ieri a Roma, ci dà un’altra buona occasione per farlo. Ancora una volta però ci vediamo costretti a constatare un certo declino della nostra città.
Il rapporto prende infatti in considerazione le principali 50 città italiane e ne dà una graduatoria sulla base del grado di sostenibilità ambientale del loro sistema di mobilità urbana. E Milano, quarta l’anno scorso, perde ben 10 posizioni, classificandosi subito dietro Roma, anch’essa in discesa, benchè di un solo punto.
Nel dettaglio il capoluogo lombardo registra buone performance per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico (in particolare grazie a corsie preferenziali e parcheggi di interscambio), bike e car sharing, e si segnala per un indice di motorizzazione più basso della media italiana (ma più elevato di quella europea).
Continua a leggere: Rapporto Euromobility - Kyoto Club: mobilità a Milano sempre meno sostenibile

E’ stato pubblicato in questi giorni il Rapporto 2008 sulla qualità della vita di ItaliaOggi, e le notizie per la provincia di Milano non sono affatto buone. Nel quadro di un calo generale dell’Italia tutta, e del Nord Ovest in particolare, si segnala infatti la perdita di posizioni di Milano che viene superata dalla rivale Roma.
Se si osserva infatti la classifica, guidata da Siena, si nota che la nostra città passa dal 29° posto del 2007 al 31°, mentre la capitale ha una salita vertiginosa, dal 58° al 29° del 2008. Entrambe le province si trovano comunque entro la soglia di accettabilità, diversamente da altre grandi città italiane come Torino (qualità della vita scarsa) e Napoli (addirittura insufficiente).
Negli ultimi tempi Milano è stata proclamata, nell’ordine, città più cara della zona euro, città in declino dal punto di vista imprenditoriale e addirittura metropoli poco globale, ancora una volta classificandosi peggio di Roma. Forse qualcuno nei famosi palazzi del potere del centro dovrebbe abbandonare un po’ di spocchia nordista e cominciare a preoccuparsi. O, ancora meglio, a rimboccarsi le maniche.
Foto: [auro], Flickr.
Milano ha sempre sostenuto di essere bene o male la metropoli più aperta ed internazionale del paese, facendone spesso un motivo di distinzione rispetto alla rivale Roma: “Milano vicina all’Europa”, come cantava un Lucio Dalla d’annata, che potete riascoltarvi nel video qui sopra
La rivista statunitense Foreign Policy ha recentemente pubblicato il “Global Cities Index 2008″, che classifica 60 città mondiali in base al loro grado di “globalità”: ebbene, farà probabilmente dispiacere a molti scoprire che Milano viene sopravanzata dalla rivale Roma di ben 9 posizioni. Se infatti la città eterna si colloca trentesima, tra Boston e San Paolo, la capitale del Nord Italia raggiunge solo la posizione n°39, stretta tra le ben meno prestigiose Il Cairo e Kuala Lumpur.
Andando a vedere nel dettaglio i dati, si scopre che Milano sopravanza Roma solo per quanto riguarda gli affari, mentre resta indietro per tutti gli altri ambiti considerati: attrazione di capitale umano, scambio di informazioni, livello delle attrazioni culturali di respiro internazionale e (ma questo era prevedibile) livello di influenza politica. Non è la prima volta che questo genere di classifiche bastonano Milano, che quest’anno è già stata proclamata “città più cara della zona euro” e “metropoli in declino” da un campione di grandi imprenditori europei.
Cosa ne pensate, queste statistiche colgono nel segno? Oppure, come dicono i vecchi nei bar, “Milan l’è un gran Milan”, sempre e comunque?
L’European Cities Monitor è una classifica, stilata ogni anno da Cushman e Wakefield, delle migliori città d’affari europee. Viene stilata chiedendo ai ai Senior Manager e ai Board Director incaricati delle location di 500 tra le principali società in Europa di giudicare 34 città europee su una serie di fattori, considerati come più importanti nel determinare le loro scelte di localizzazione. Ebbene, questo rapporto è da qualche anno che “bastona” Milano, e l’edizione 2008 non fa eccezione.
La nostra città perde infatti posizioni nella classifica generale, passando dall’ultimo posto della top-ten al tredicesimo, a causa del sorpasso di città come Zurigo, Ginevra e Düsseldorf. Guardando al dettaglio dei fattori considerati, si scopre poi che Milano perde posizioni su quasi tutti i parametri: la possibilità di trovare personale qualificato (dall’8° posto al 13°), accesso a mercati e clienti (dal 6° al 13°), facilità di trasporto all’interno della città (dal 21° al 24°).
E ancora: verso l’estero e le altre città (dal 13° al 17°), costo del personale (dal 16° al 21° posto), clima per gli investimenti creato dal governo (dal 23° al 33° e penultimo posto, l’ultimo è occupato guardacaso dall’altra città italiana in classifica, Roma), lingue parlate (dal 13° al 18°), qualità della vita per gli impiegati (dal 21° al 24°), libertà dall’inquinamento (dal 31° al 32° posto, a pari merito con Varsavia e davanti soltanto a Mosca).
Miglioramenti? Pochi, la qualità delle telecomunicazioni (dal 14° al 19° posto) e la disponibilità di spazi per uffici (dal 22° al 23°).
Che ne pensate? La nostra è davvero una città in declino?
Foto: _no_, Flickr
Secondo l’indagine internazionale Mercer sul costo della vita la nostra città si trova al decimo posto nella classifica mondiale delle città più care, con un avanzamento di una posizione rispetto all’anno precedente, che le consente di entrare nella top ten. Fatto 100 il costo della vita di New York, Milano si vede infatti attribuire un indice pari a ben 111.3.
Se a livello mondiale la classifica è guidata da Mosca, Tokyo e Londra, è pur vero che molte altre città europee compaiono tra le prime dieci: Oslo, Copenhagen, Ginevra e Zurigo. Tutte queste città si trovano però in paesi che non hanno adottato l’euro. Perciò, se si vuole restare nella zona euro, il posto più caro dove vivere resta la nostra cara Milano, che sopravanza in questo modo perfino Parigi, solo dodicesima.
Andando a vedere però la graduatoria delle città per qualità della vita, sempre stilata da Mercer, scopriamo che in questo caso è Parigi (32° posto) a distanziare di molte lunghezze Milano, solo al 41°. Come dire che i milanesi, rispetto ai parigini, pagano di più per un prodotto peggiore.
Foto: Tearsandrain (away until september), Flickr