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Tutti gli articoli con tag comitati

City Life: il grattacielo storto di Libeskind verrà raddrizzato?

pubblicato da giulio


Quella dei grattacieli del progetto City Life, sull’area dell’ex Fiera di Milano, è una telenovela che tanto, troppo tempo sta tenendo occupate le cronache milanesi. E non accenna a smettere. Leggo oggi che i promotori del progetto hanno deciso che i tre grattacieli previsti, e in particolare quello di Libeskind, dovranno essere raddrizzati.

Sono aperte le speculazioni sulle cause di tale decisione: le pressioni dei comitati cittadini? Improbabile. Le critiche di Berlusconi contro i nuovi skyscrapers del 2008? Forse. Le difficoltà tecniche di far entrare in una struttura “gobba” di quel tipo il più grande albergo extralusso di Milano? Più probabile.

Certo è che ora il progetto dovrà seguire di nuovo le seguenti tappe: rielaborazione da parte delle archistar, riesame da parte delle istituzioni comunali, via libera ed inizio lavori. Potrebbe volerci del tempo: per ingannare l’attesa, rispondete al nostro sondaggio!

Corso Como: movida selvaggia. I comitati contro i locali. La replica di Marco De Padova, presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi

pubblicato da Trab



E’ una via problematica, anzi forse la via più problematica di Milano. In questa lingua di asfalto lunga poco meno di 200 metri i problemi sembrano non finire mai: l’eterno cantiere di Piazza XXV Aprile, a cui si aggiungono i problemi di ordine pubblico e la movida selvaggia. Gli Steward di tempo fa erano un benda per una ferita troppo copiosa. In un recente articolo su una free press cittadina il portavoce del Comitato Corso Como-XXV Aprile Giovanni Amigoni getta benzina sul fuoco. Se la prende con il cantiere per la costruzione dei parcheggi sotterranei che avrebbe spostato il flusso di nottambuli in corso Como. E poi ancora con i locali, rei di non rispettare gli orari di chiusura. Secondo il portavoce i controlli sarebbero inesistenti e la pattuglia della Polizia latita. Insomma anarchia pura. Per Marco De Padova, proprietario del Dom Caffè e presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi di Corso Como, la situazione è ben diversa, ci sono gli spacciatori, i maleducati e i baracchini che vendono birra e alcolici a qualsiasi ora del giorno e della notte.

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Tram Sirio contestati a Firenze: perché a Milano non succede?

pubblicato da giulio


Quello che vedete nella foto qua sopra è un tram Sirio: la ragione per cui non è verde è che si tratta di un prototipo della nuova linea tramviaria di Firenze, di cui si è svolto ieri il primissimo collaudo nelle strade della città. La cosa curiosa è che la vettura è stata oggetto di contestazioni da parte di un centinaio di manifestanti (tra cui alcuni consiglieri comunali), contrari da sempre alla costruzione di una nuova linea di trasporto su ferro.

Questo fatto mi ha fatto sorgere un interrogativo: come mai proteste di questo tipo non si sono mai viste dalle nostre parti? Non che manchino le contestazioni del rumore provocato dai Sirio in curva, ad esempio; quello che voglio dire è però che neanche gli agguerritissimi comitati milanesi si sono mai sognati di mettere in discussione il principio per cui l’inaugurazione di una nuova linea di tram è un progresso, da salutare con grida di giubilo.

Qual è la ragione di questa così grande differenza secondo voi? Una superiorità antropologica del milanese, per sua natura più aperto alla modernità e all’innovazione degli altri italiani? Oppure invece una sua certa insensibilità estetica, dovuta all’assuefazione alle molte brutture della sua città, che lo porta a non realizzare l’impatto deturpante dei tram? A voi la parola.

Foto: La Repubblica Firenze.

Il Plastic chiude e si riaccende la polemica sui locali fracassoni

pubblicato da Trab



E’ ufficiale. Ne avevamo parlato tempo fa, ma la cosa sembrava remota. Ora invece ne abbiamo la certezza, il Plastic ha chiuso. L’ultimo sopralluogo dell’Annonaria ha dato lo stop al locale: servono porte di sicurezza più larghe. A nulla è servito l’appello di Fiurucci e altre eminenti personalità della nightlife e della cultura. Così Paris Hilton dice che a Milano di notte è un mortorio e l’Assessore Terzi prende le sue parti. Un po’ contraddittoria la situazione. Si reclamano più spazi e nel frattempo si chiudono quelli esistenti.

Non è un segreto che i locali caciaroni danno fastidio, da tempo i Comitati di zona hanno intrapreso battaglie legali per anticipare le chiusure (recente la polemica delle 17 firme che hanno scatenato l’ordinanza per la chiusura anticipata del Boh caffè). Qualcuno parla di congiura per allontanare i locali fracassoni dal centro e relegarli in periferia. Non avvalliamo l’ipotesi, ma i segnali non sono buoni. Sul Corriere di oggi un paginone è dedicato al “Patto antirumore” per le zone più rumerose. Già se ne era parlato per San Siro, ora si estende a tutta la città e per i motivi più disparati: dal tram ai locali. Proprio sul fronte dei locali è recente l’accordo siglato con il Silb, l’associazione dei gestori di locali, per limitare gli schiamazzi in vista dell’apertura dei dehors estivi. Intanto il comitato La Cittadella di zona Ticinese indica la strada da seguire già tracciata a Bologna: “lo stile di vita di alcuni non può diventare impedimento alla vita normale di altri. Niente alcol dopo le 23″. Se ne discute mercoledì (alle 17.30) in un convegno al Teatro delle Colonne.

La dittatura dei comitati di zona e la class action per l'Arco della Pace

pubblicato da carloprevosti

Arco della PaceCi risiamo. Dopo le polemiche sui concerti allo stadio di San Siro, dopo quelle sulle serate mondane sui Navigli, dopo quelle sulla Ztl di Via Paolo Sarpi, ora tocca alla Pro Arco Sempione alzare la voce contro l’operato del Comune di Milano e lamentare promesse non mantenute.

Si parla di rumore proveniente da dehors dei locali, di isola pedonale non attivata, di telecamere anti traffico, ma soprattutto di una class-action affidata a un noto studio di avvocati milanese. Sono in molti, ora, che parlano di “dittatura dei comitati”, quando bastano poche firme per mettere in piedi una bagarre pubblica su problemi di quartiere. Se il progetto è quello di trasformare Milano nella città del silenzio allora ben venga la politica della chiusura dei locali alle 23 (dopotutto lo fanno anche in Inghilerra) magari trasferendoli in un luogo in periferia posto sotto una campana di vetro (coi grossisti cinesi ci stanno provando). Però non prendiamoci in giro se una Paris Hilton di turno ci dice che Milano è morta di notte, dovremmo esserne felici al posto di rispondere di promettere provvedimenti come ha fatto l’assessore Terzi

L’obiettivo - ha detto Terzi a Quotidianonet - è creare, in accordo con gli esercenti e con tutte le parti coinvolte, una vita notturna regolata capace di soddisfare le esigenze di chi la notte lavorerà e di chi vorrà divertire. Mi chiedo dove?

Foto | Lyonora