In questi giorni l’argomento più “caldo” a Palazzo Marino sembra essere l’Ecopass, il famigerato ticket per l’ingresso in città con le auto. Nella giornata di venerdì, in una riunione fiume della Giunta, gli assessori hanno ragionato diffusamente di come rivedere le regole di una delle norme cittadine più discusse (introdotta dalla Moratti nel 2008).
Dal primo gennaio entrerà in vigore una nuova versione dell’Ecopass. Tra gli scenari riportati dai giornali - oltre al ticket a 5 euro per tutti - c’è anche la novità di uno “sconto” per i commercianti. Con una riduzione sui costi fino al 50 per cento per i furgoni di servizio.
La notizia arriva dopo la nascita della fronda “anti-Ecopass” capeggiata dall’Unione del Commercio nata il sei settembre con un’assemblea in Porta Venezia. In quell’occasione, i commercianti avevano minacciato “scioperi, manifestazioni e raccolte di firme”. Al centro della loro protesta, l’idea di un pedaggio unico a 5 euro, “addirittura peggiore del pedaggio differenziato sulle emissioni inquinanti”.
Una mossa che, forse, gli ambientalisti non prenderanno molto bene. Anche alla luce delle ultime indagini sulla qualità dell’aria in città.
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Re Giorgio precorre i tempi e in controtendenza annuncia di volere “più vita in centro”. Il centro meneghino che durante il giorno pullula di avventori che a caso passeggiano tra le vie che uniscono le Galleria al Castello Sforzesco, e che di notte sembra la location di un film apocalittico di zombie. Dunque viene da chiedersi come il rilancio del Emporio Armani Caffè in via Manzoni 31 possa risolvere la situazione. Ma Armani tratteggia la linea, sta poi ad altri seguirla.
Ho sempre desiderato contribuire a far vivere il Quadrilatero della moda, perché mi piace l’idea che Milano possa essere di sera ciò che è di giorno: viva, dinamica, brillante e ottimista
Seguono i commercianti di via Dante che propongono di spostare qui il fulcro delle movida meneghina. Da maggio dunque il corso potrebbe diventare il centro dello struscio serale, grazie anche a varie iniziative come musica dal vivo e prezzi calmierati, a partire dall’aperitivo. In questo modo si libererebbe la Colonne, zona afflitta dalla cronica invasione di viveur e ubriachi molesti. Il Comune pare d’accordo, d’altronde in questa porzione di centro non esistono residenti. La parola a voi giovani nomadi del divertimento open air. Ci andreste in centro a fare l’aperitivo o per un drink dopo cena?
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Qualche settimana fa vi ho presentato il mio piccolo reportage sull’arredo urbano di Milano, e non poche delle foto che lo corredavano erano state scattate dalle parti di Chinatown. Oggi sono passato per caso di nuovo in via Paolo Sarpi e ho notato una vera e propria bizzarria: i primi due paletti antiparcheggio di via Braccio da Montone sono stati avvolti da qualcuno in una sorta di maglioncino dai colori sgargianti!
Date un’occhiata alla gallery: si direbbe proprio che le guaine di lana siano state create su misura per i paletti. Chi potrà essere l’autore di tutto questo? I tanto bistrattati commercianti cinesi? Gli agguerriti comitati di quartiere italiani? Qualche sedicente artista d’avanguardia?
In ogni caso, un bel modo di creare un po’ di sano stupore e di ravvivare quell’arredo urbano milanese che, come abbiamo visto qualche tempo fa, non è esattamente un modello di virtù estetiche.
La Ztl di Via Paolo Sarpi non conosce pace, dopo le forti polemiche scatenate dall’Associazion Liberi Esercenti Sarpi, arriva ora la nuova bozza di progetto per il nuovo arredo urbano.
La proposta del comune sarebbe già stata consegnata agli esercenti che si affacciano sulla via al centro della Chinatown milanese. Se da un lato è stata accettata la proposta di creare degli spazi per locali, i dehors, in modo da poter mettere tavolini all’aperto, dall’altro la “vera notizia” è che in base ai primi rilievi per verificare gli spazi disponibili, ci si è resi conto immediatamente che le famigerate “isole” costruite in fretta e furia per evitare parcheggi selvaggi, devono essere convertiti in piazzole adatte a ospitare le strutture esterne dei locali e quindi richiedono lavori strutturali non da poco.
Si prevedono quindi nuovi tempi di cantieri necessari per la modifica della sede stradale della carreggiata seguiti, con ogni probabilità, nuove contestazioni da parte dei commercianti. Palazzo Marino parla di lavori finiti entro la primavera, se potremmo berci un aperitivo prima dell’autunno forse potremmo esserne soddisfatti.
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Avete presente quella che i commercianti di Milano hanno definito Delirium Tax? In pratica dal 3 al 23 dicembre una società esterna al Comune, incaricata dal Comune di gestire le affissioni pubblicitarie, aveva multato parecchi negozianti per scritte sulle saracinesche, adesivi incollati sulle vetrine con nomi di marche, scritte sulle vetrine e via dicendo.
E’ intervenuto l’assessore Cadeo chiedendo l’immediata sospensione dell’invio di ulteriori verbali e la puntuale verifica di quelli già emessi per avere un quadro preciso di una situazione che presentava alcuni aspetti anomali assieme a un’interpretazione rigidamente burocratica delle norme.
Così l’assessore nel comunicato del Comune:
“Nel ringraziare gli operatori degli uffici comunali per il lavoro svolto e l’Unione del Commercio per il contributo costruttivo dimostrato in questa circostanza desidero sottolineare come, pur muovendosi in un ambito di stretta osservanza della legalità, sia possibile affrontare con equilibrio e senso di giustizia temi che hanno un forte impatto sulla vita dei cittadini in un momento di particolare difficoltà a causa della situazione economica. Se tali temi vengono affrontati esclusivamente sotto il profilo di rigide procedure burocratiche, il rischio è di lasciare irrisolti i problemi della città”.
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La telenovela di via Paolo Sarpi ha ogni giorno una nuova puntata: dopo l’incontro dell’altroieri con assessori, commercianti e rappresentanti della comunità cinese il vicesindaco Riccardo De Corato ha infatti dichiarato che si andrà avanti con la pedonalizzazione (con inizio lavori in autunno), nonostante il parere contrario dell’Associazione Liberi Esercenti Sarpi (ALES) e - ma forse era scontato - dei grossisti cinesi.
Sul fronte grossisti ci sono inoltre alcune novità che rischiano di turbare i sonni del vicesindaco: sembra infatti che molti di loro si stiano trasferendo nelle zone limitrofe a via Sarpi (via Messina, piazza Baiamonti, via Mondello), scatenando nuove proteste da parte dei residenti. De Corato ha promesso un’intensificazione dei controlli da parte della polizia locale e non ha escluso che in futuro la pedonalizzazione venga estesa. Come dire: siamo punto e a capo.
Sembra peraltro che i cinesi non intendano affatto abbandonare il loro angolo di Milano: secondo il rappresentante della comunità infatti la maggior parte dei grossisti pensa di restare, convertendo la propria attività in vendita al dettaglio. Uno smacco per il comune che - più o meno esplicitamente - aveva posto come obiettivo dell’intera operazione proprio la “cacciata dei cinesi”.
In mezzo a questo turbine di avvenimenti, abbiamo deciso di chiedere a voi, per una volta, un’opinione: come sarebbe la via Paolo Sarpi dei vostri sogni?

Non si finisce mai di stupirsi, ecco la nuova puntata della telenovela ZTL di Via Paolo Sarpi. Le ultime notizie parlano di una possibile azione legali nei confronti del Comune qualora dovesse persistere la chiusura della zona al traffico automobilistico.
L’Associazion Liberi Esercenti Sarpi (ALES) sta valutando l’ipotesi di agire giudizialmente contro il Comune di Milano se non dovesse essere revocato lo stop alle auto. In pratica o le auto o il tribunale. Sarebbe la voce dei commerciante a farsi grossa, alla luce dei primi due mesi di area di traffico limitato. Così è stata motivata la richiesta di un incontro urgente con il sindaco Letizia Moratti e il suo vice Riccardo De Corato e l’assessore alla Mobilitò Edoardo Croci.
Peccato che nel 2005 era anche l’ALES avesse levato la voce per chiedere che la Zona di Paolo Sarpi divenisse un’area pedonale, come si puà leggere negli archivi di Corriere.it. Bisogna precisare che l’accusa dell’ALES è soprattutto legata a una serie di accordi che non sarebbero stati rispettati che verranno resi noti nell’eventuale incontro con il Sindaco. Ora non aspettiamo altro che la prossima puntata di quella che pare proprio una soap molto coinvolgente (a patto che non si abiti o si lavori proprio in quella zona, sigh)!
Vàgolo per il quartiere cinese cercando di mantenere attiva l’immaginazione sociologica, sbircio nei negozi, mi insinuo in vie secondarie e cortili, osservo i citofoni.
Provo a cogliere i segnali del mutamento: cosa è cambiato a Chinatown con la ZTL? Cosa succede in questo quartiere così unico a Milano eppure fotocopia degli altri quartieri cinesi del resto d’Italia e d’Europa?
Si realizzerà la prevedibile conversione dei negozi dall’ingrosso al dettaglio o in servizi d’altro tipo come parrucchieri, centri massaggi, phone center, internet point che non richiedono un oneroso trasporto di merci? Per ora cinesi si arrabattano: biciclette, passeggini, enormi sacchi vengono adoperati con ingegno.
insegne cinesi di paolo sarpi, via bramante e dintorni
Continua a leggere: Cosa insegna l'insegna? Viaggio tra i cinesi di via Paolo Sarpi e dintorni
Tra le ambizioni di chi scrive su questo blog, ci sarebbe anche quella di non limitarsi a rilanciare le notizie pubblicate da “ViviMilano”. A volte però, non si può farne a meno, e questo è uno di quei casi. La testata milanese del “Corriere della Sera” riporta infatti oggi che il comune ha dato uno stop alle piste ciclabili in progetto che attraverserebbero il centro storico, finora pubblicizzate in grande stile dall’assessore Croci, anche in prospettiva Expo 2015.
Le piste sono in una fase molto avanzata di progettazione, e mancherebbe soltanto il bando di gara: ora arriva improvviso lo stop, che rischia di mettere in pericolo il finanziamento dei lavori, con un possibile rinvio a data da destinarsi. Ma quale le ragioni di questa improvvisa svolta? Fortunatamente, esiste un verbale di giunta che ce lo spiega con chiarezza:
si è registrata la necessità di valutare da parte degli assessori l’eventuale sospensione delle gare di prossima pubblicazione circa la progettazione degli altri percorsi ciclabili che inevitabilmente sopprimeranno posti auto nelle vie attraversate
Continua a leggere: Stop alle piste ciclabili in centro: tolgono spazio alle auto
Nessuna ZTL per Montenapoleone: Il sindaco Moratti ha per l’ennesima volta sconfessato il suo assessore Edoardo Croci, impegnato da tempo su questo progetto, affermando che “nulla verrà fatto che non sia condiviso dai commercianti”. Essendo gli esercenti notoriamente contrari, il progetto può dirsi definitivamente accantonato. Lo stesso per l’Arco della Pace: anche qui completa marcia indietro.
Le cose vanno ben diversamente a Chinatown dove da poco stata definitivamente confermata l’imminente chiusura al traffico, nonostante la contrarietà dei commercianti cinesi: ZTL – o pedonalizzazione spuria che dir si voglia – da settembre, pedonalizzazione completa entro due anni.
Sembrerebbe insomma che il Comune, di fronte ai commercianti italiani, da leone si trasformi in coniglio. L’opposizione infatti attacca quella che vede come una sudditanza della giunta verso la lobby del commercio meneghino. Altri, più ottimisti pensano che si tratti di una brillante strategia del nostro sindaco: cedere sulla ZTL (in fondo poca cosa) per vincere sul ben più importante terreno dell’ecopass, per il quale si parla da un po’ di allargamento dell’area. Staremo a vedere.
Foto: Simone_Ramella, Flickr