
Sarà la volta buona per riavere una Darsena presentabile? La Giunta di Milano ha approvato il progetto preliminare per “riqualificare e valorizzare” la Darsena, in vista dell’Expo 2015, nell’ambito della Via d’Acqua.
La delibera approvata prende in considerazione una variante del progetto realizzato dallo Studio Bodin-Rossi-Guazzoni nel 2004, vincitore di un bando del Comune; le modifiche, però, riducono i costi dai precedenti 23 a 17 milioni di euro. L’obiettivo principale è
ricostruire il porto della Darsena, recuperandone le funzioni di spazio d’acqua e spazio pubblico.
In vista di Expo Milano 2015, la Darsena dev’essere il punto di inizio del sistema di connessioni di acqua (Darsena, Navigli, sistema irriguo e percorsi ciclopedonali nei parchi) che unirà la città al sito della manifestazione.
La revisione del progetto - in coordinamento tra gli uffici comunali e Società Expo - ha ricevuto il parere positivo delle Soprintendenze interessate. Il Comune di Milano deve realizzare ora la progettazione definitiva ed esecutiva; la Società Expo 2015 sarà invece responsabile dell’attuazione dell’intervento.
I milanesi lo hanno chiesto attraverso i referendum e adesso va fatto: i tempi stringono per la partenza dei provvedimenti necessari a una Milano più verde, i cinque referendum di indirizzo di Milano Sì Muove per i quali avevamo votato nel giugno scorso.
Entro il 27 di settembre - come previsto nel regolamento comunale sulla partecipazione pubblica (articolo 23) - la giunta di Palazzo Marino dovrà infatti dare il via alle misure strutturali antismog, per la salute e la qualità della vita, come richiesto dai cittadini che hanno votato in massa 5 sì ai quesiti referendari cittadini di giugno.
A lanciare l’allarme è il comitato Milano Sì Muove, promotore dei referendum ambientalisti guidato dal radicale Marco Cappato, dall’ex assessore all’ambiente Edoardo Croci e dal verde Enrico Fedrighini. Cosa hanno chiesto i milanesi? Vi ricordiamo dopo il salto le cinque domande a cui la stragrande maggioranza dei cittadini ha risposto sì.
Continua a leggere: Referendum Milano Sì Muove, il tempo sta per scadere

Il viaggio nel tempo del quiz della Milano che non c’è più ci porta indietro verso una città che all’apparenza, almeno da questa vecchia foto, sembra decisamente poco caotica, ordinata e silenziosa.
Un bel cambiamento quindi, anche se una volta riconosciuto l’angolo ritratto forse si avrà la sensazione che di cose rimaste come erano ce ne sono più di quello che sembra a prima vista.
Dove siamo oggi?

Si apre con piazzale Lodi la “fase 2″ del bike sharing a Milano, anche se sembra un po’ azzardato definirla “periferia”, e così le bici gialle iniziano progressivamente ad allontanarsi dal centro cittadino. Secondo il progetto partito in questi giorni, entro la primavera 2012 daranno oltre 3.500 le biciclette a disposizione degli abbonati e cento le nuove stazioni che andranno a servire tutta la città all’interno della circonvallazione, quella della linea 90/91 per intenderci. Un bel traguardo per una città come Milano che sembra fare di tutto per ostacolare chi sceglie di non prendere la macchina come mezzo di trasporto.
Se statistiche parlano chiaro, secondo i dati forniti da Comune, Milano sarebbe al primo posto in Italia per il servizio di bike sharing e al quinto in tutta Europa. Chissà che da Palazzo qualcuno colga il segnale finalmente inizi una vera e propria programmazione strategica di ciclovie e piste ciclabili. Perché certe brutture sono ancora al loro posto…

Alla fine ci sarà. Non più domani, come progettato inizialmente, a causa di un permesso negato (a cui seguì polemica) ma domenica 7 novembre, a partire dalle 12. Una maxi mangiata multietnica, almeno secondo le intenzioni degli organizzatori, il comitato pro Boeri, candidato sindaco alle primarie del Pd.
La la città mondo si riunisce attorno ad una grande tavola apparecchiata in via Padova con il cibo preparato dai ristoratori delle tantissime comunità internazionali di Milano. Una molteplicità di profumi, sapori e culture per un rito collettivo di con-cittadinanza.
La tavola sarà posizionata tra via Giacosa e via Pasteur e saranno preparati più di 1000 primi piatti e 1000 secondi, allestiti 52 tavoli su 350 metri e coinvolti circa 50 volontari. Dalle 15.00 alle 16.00
si esibirà l’Orchestra di via Padova. In seguito, dalle 16.30, ritrovo all’ex chiesetta del Parco Trotter, per proporre idee, progetti per la Milano del futuro con il candidato sindaco.

Brutte notizie sul fronte della mobilità sostenibile: l’Università di Milano-Bicocca è infatti stata costretta a sospendere il suo servizio Ecobus. Attivata per la prima volta nel 2006, la navetta ibrida e gratuita messa a disposizione dall’Ateneo serviva a mettere in collegamento le sue varie sedi (soprattutto le più lontane) con la stazione di Greco e la linea 1 della metropolitana.
Da venerdì il servizio è stato sospeso. Perchè? Semplice: il Comune di Milano ha vinto il ricorso che aveva presentato fin dall’attivazione del servizio. Come spiega Repubblica:
Il braccio di ferro fra l’università Bicocca e l’azienda comunale dei trasporti nasce nell’estate del 2009, quando l’ateneo indice la gara per il servizio di bus navetta. Atm presenta immediatamente una diffida, sostenendo violato il suo contratto di servizio. La Bicocca chiede allora un parere al Comune, che in 60 giorni non risponde: vale il silenzio-assenso, l’università va avanti.
Continua a leggere: Ecobus Bicocca addio: secondo il Comune fa concorrenza ad ATM

Se mi basassi solo su quello che leggo sui quotidiani o sento raccontare in televisione, sarei facilmente tentato a credere che Via Padova rappresenti un buco nero nel cuore di Milano, un far-west a due a passi dal centro dove si cammina sul filo del rasoio tra personaggi loschi e pericolosi. In effetti chi si trova a passare da queste parti, una volta ogni tanto, ha la percezione di entrare in una zona di guerra, vista la presenza costante di camionette piene di soldati e il continuo pattugliare di polizia e carabinieri.
Non siamo però in una piccola Kabul, forse però c’è l’intenzione di farla sembrare così. A qualcuno può far comodo. Lo dico per esperienza diretta, in questo momento per una serie di circostanze, Via Padova rappresenta uno dei luoghi più attivi e culturalmente dinamici della città, grazie alla presenza di numerose realtà associative che operano in questa zona, rendendo vivo un quartiere che molti vorrebbero morto (ne è una testimonianza la densa riunione delle associazioni di zona che si è tenuta la scorsa settimana all’enoteca La Ligera, a cui ho avuto il piacere di partecipare).
Continua a leggere: Via Padova, il Comune nega il permesso alla Festa Multietnica
Un segnale incoraggiante dal fronte dei cantieri infiniti che caratterizzano molti angoli, anche fra i più caratteristici di Milano. Il celebre disco di Arnaldo Pomodoro, che per molto tempo ha fatto bella mostra di se davanti alla sede del Piccolo Teatro, è tornata alla sua collocazione originaria in Piazza Meda. Presto, si spera, che la piazza sarà finalmente riconsegnata ai cittadini milanesi.
Non si contano più, infatti, i mesi che sono stati necessari per realizzare il parcheggio interrato di Piazza Meda, sconvolgendo la viabilità di un punto nevralgico del centro cittadino posto tra il quadrilatero della moda, Palazzo Marino e il Teatro della Scala.
Presto lo spazio di Largo Greppi lasciato vuoto dopo il trasloco sarà colmato dalla Torre a Spirale, una nuova opera di Pomodoro, concessa in comodato gratuito al al Comune di Milano.
Disco di Pomodoro in Piazza Meda
Continua a leggere: Piazza Meda ritrova il disco di Pomodoro

Anche se non seguite il calcio probabilmente saprete che ieri l’Inter ha vinto lo scudetto, lo avrete di certo capito dalla grande quantità di clacson e strombazzamenti vari. Magari quello che non sapete è che ieri durante la festa ufficiale dell’Inter con bagno di folla della squadra tra i propri tifosi in Piazza Duomo qualche studente di Oxford ha passato alla squadra uno striscione con sopra scritto: “Totti il dito ficcatelo…” Potete immaginare il resto. Fatto sta che lo striscione è stato tolto quasi subito.
Il riferimento era a un gesto poco sportivo di Totti contro la Lazio, in quell’occasione il capitano della Roma dopo aver vinto il derby fece pollice verso all’indirizzo della curva dei tifosi avversari. Insomma ordinaria italica amministrazione e scarsa eleganza da parte di tutti. Sarebbero dettagli, sgradevoli e maleducati certamente ma in fondo di poco conto se non avessimo una classe politica sempre ansiosa di farsi pubbicità.
Come si spiegherebbe altrimenti la richiesta di Enzo Foschi, consigliere regionale del Lazio in forza al PD, che prende una cosa brutta e volgare che però si commenta da sé per farne un caso incorniciandolo con le seguenti parole riportate da Corriere.it:
Certo è che l’insulto, unito ai cori di scherno dei tifosi presenti in piazza è un insulto alla romanitá rappresentata da Francesco Totti e quindi rivolta a tutti i cittadini romani. L’Inter dovrebbe chiedere scusa, così come il comune di Milano dovrebbe far sentire la sua voce
Continua a leggere: Striscione contro Totti, politico romano chiede le scuse di Milano
Quanto è grande Milano? E’ abbastanza chiaro che i confini amministrativi – quelli che, per intenderci, pongono le porte della città a Sesto Marelli – danno un’immagine fin troppo riduttiva della vasta area urbana milanese.
Ma dove porre allora i confini della metropoli? E’ quello che hanno cercato di scoprire i ricercatori della Bicocca, coordinati dal Professor Mario Boffi, all’interno di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale sulle aree metropolitane di cui 02blog vi presenta i risultati in anteprima assoluta.
Date un’occhiata alle mappe in gallery, costruite tenendo conto di tantissimi indicatori: dalla densità di popolazione e servizi ai flussi di pendolarismo e mobilità. Ci raccontano di un’area metropolitana vastissima, che si stende dalle rive del Lago di Garda a Novara, da Lecco a Pavia.
Il cuore di quest’area, contrassegnato nelle mappe dal colore viola scuro, rappresenta una vera e propria unica città e corrisponde comunque ad un’area molto più vasta del comune di Milano, includendo realtà come Seregno, Lainate, Pioltello e Opera. Cosa ne pensate?