
Ora di religione per tutti, dalle materne fino alle superiori. E’ l’accordo che il Comune ha stipulato con la diocesi per garantire l’insegnamento di religione in tutte le 175 scuole dell’infanzia. Fino a questo momento le maestre erano 20 e dovevano coprire tanti istituti in quartieri diversi. Adesso sono state assunte a tempo indeterminato 46 educatrici ad hoc: maestre segnalate e garantite dalla curia, ma pagate dal contribuente. In una parola raccomandate, nessun concorso pubblico. Qualcuno ha protestato. Ma andiamo oltre.
Per fare proselitismo tra gli immigrati o i figli degli immigrati iscritti alle superiori arriva una lettera:
Forse sei un po’ a disagio in Italia, non conosci le persone, la lingua, alcuni modi di vivere. La nostra storia è profondamente segnata da quasi 2000 anni di religione cristiana cattolica. A scuola c’è una disciplina che può aiutarti a conoscere il pensiero e la storia della Chiesa. Se ritieni giusto partecipare, sarai ben accolto. Non sei obbligato, tanto meno a diventare cristiano, ma sappi che questo corso vuol arricchire le tue conoscenze e portarti a comprendere meglio la tua religione e quella del paese che ti accoglie. Potrai affrontare tanti problemi, tra cui il razzismo e la tolleranza
Non è chiaro a chi verrà distribuita questa lettera e mi chiedo se per uno straniero sia più utile un’ora di religione o un’ora di educazione civica (tra l’altro promessa qualche anno fa, mi pare). In un vecchio articolo di Repubblica leggo che l’ora facoltativa di religione costa ai contribuenti italiani circa un miliardo di euro all’anno.
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Ieri in cinquemila e cinquecento hanno preso parte al Mazda Palace ad un concorso pubblico per gudagnarsi un posto da ghisa. Venivano da tutta Italia per aggiudicarsi un posto fisso presso il comune di Milano. In palio c’erano soltanto 50 posti, ma la speranza è l’ultima a morire.
I numerosi aspiranti vigili hanno iniziato a svolgere la prova scritta intorno alle 14.30, ma alcuni erano davanti al Mazda Palace già dalle 9 del mattino in attesa di entrare. Per controllare che non girassero troppi ‘bigliettini’ sono stati impegnati un centinaio tra vigilantes e vigili.